Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.
La
tua lettera è stata una graditissima sorpresa oggi, e ho preso un lungo foglio
di carta per dimostrare la mia Gratitudine. Siamo arrivati qui ieri tra le 4 e
le 5, ma non posso mandarti un resoconto trionfale del nostro ultimo giorno di
Viaggio come quelli del primo e del secondo. Subito dopo aver finito la mia
lettera da Staines, la Mamma ha cominciato a risentire dello strapazzo e della
fatica di un viaggio così lungo, ed è stata molto indisposta con quel
particolare genere di evacuazione che generalmente precede i suoi malesseri. A
Staines non aveva passato una notte molto buona, e ieri mattina durante il
viaggio sentiva un bruciore in gola, che sembrava preannunciare un attacco di
Bile. Tuttavia ha sopportato il Viaggio molto meglio di quanto mi ero
aspettata, e a Basingstoke dove ci siamo fermati più di mezzora, ha avuto molto
sollievo grazie a un Brodo caldo, e a una visita di Mr Lyford, che le ha raccomandato di prendere 12 gocce di Laudano prima di
andare a Letto, come Sedativo, cosa che ha poi fatto. Non c'è da meravigliarsi
che il Viaggio possa aver causato qualche Genere di malanno. Spero che in pochi
giorni possa riprendersi completamente.
Durante le giornate fredde e
piovose ci possiamo "coccolare" ricavando un dolce momento con una torta semplice che
scaldi il cuore. Alcune volte, nei giorni cupi e tristi, abbiamo bisogno di una ricetta semplice e veloce da preparare con pochi ingredienti,
senza aggiunta di olio o di burro; un dolce unico da gustare in ogni
momento della giornata per la colazione, la merenda o per un semplice spuntino.
Il dolce da trascrivere nel Taccuino è una torta classica fatta con la ricotta
possibilmente freschissima e di pecora. L’ingrediente principale dona al dolce
una consistenza morbida e non asciutta, possiamo aggiungere o togliere alcuni elementi,
e se alla ricetta base aggiungiamo l’uva sultanina o i canditi otteniamo una
torta ipercalorica, un particolare da non tralasciare per chi segue una cura
dimagrante.
In una piccola collina, nel cuore della Marmilla, in un comunissimo
luogo in cui si poteva tranquillamente coltivare la terra, o fare una
passeggiata, sporgevano dal terreno mucchi di anonime pietre formando delle cavità.
Alcune persone, mentre li osservavano, si resero conto che sotto il terreno non
c’era il nulla, o un semplice agglomerato di massi, o come alcuni sostenevano un pozzo ormai asciutto, ma tutt’altra cosa. L’intuizione dell’archeologo Giovanni
Lillliu procedette verso la strada giusta, e riuscì ad ottenere i finanziamenti
per gli scavi che iniziarono nel 1950, e pietra dopo pietra, lavorando palmo a
palmo, emerse uno dei nuraghi più grandi e importanti della Sardegna.
He
beats the door and breaks his watch
Raids the fridge and eats the lot
No room for silence, pause of thought
To ease the hurt inside him
They placed a barrel at his head
Raging blind and rising
Cursed by saints and all the rest
He can't stand up for trying
Shot through with anger and desire
A mouth to feed, a room for hire
He drinks 'Goodbyes', the bottle dry
Brutalized but smiling
Causing casualties by the hour
Outweighed by stars and firepower
Causing casualties by the hour
Way laid by stars and firepower
He beats the door and breaks the lock
Afraid to sleep he won't let up
No room for silence, pause or thought
To ease the hurt inside him
Quando ho bisogno di caricare le batterie ascolto musica non commerciale, musica doc sperimentale, e in questi giorni ho inserito una vecchia cassetta, quella indistruttibile, si quella delle mummie col nastro. La buona musica non tramonta mai, non importa con quale mezzo si ascolta. E quando voglio staccare dalla solita routine, chiudo il rubinetto delle lamentele per ascoltare sonorità intramontabili; e in questi momenti acchiappo sempre loro, i Japan. Il gruppo inglese è riuscito in poco tempo a realizzare ottimi pezzi musicali raffinati e sperimentali, e come ogni viaggio indimenticabile, la Voce dei Japan è terminato troppo presto con lo scioglimento del gruppo nel 1982, ritornando nel 1991 per regalarci esclusivamente un altro e unico album, però mimetizzandosi con un’altra denominazione, Rain Tree Crow. Con lo scioglimento del gruppo la sonorità dei Japan continua trasformandosi, perché ogni singolo musicista ha preso una strada diversa con altri progetti , e in prima fila c'è David Sylvian.
Nuovo lavoro fatto a mano con l’uncinetto realizzato per
un’occasione speciale, e per dare un tocco originale a una festa: un compleanno da non dimenticare. Per un compleanno speciale ho creato un giglio con i petali
bianchi, pistilli gialli, le classiche foglie verdi, e per il gambo ho
impiegato gli spiedini utilizzati dalle fioraie avvolgendoli con il cotone
verde.
In rete si possono trovare diversi schemi uno più incantevole
dell’altro, e con pochi passaggi cercherò di abbozzare i punti salienti di una
mia recente creazione. Il lavoro è semplice, fattibile e realizzabile senza intoppi, anche dalle mani meno esperte.
Una casa padronale di Olzai (NU), risalente al settecento, divenne la
dimora abituale di un artista, pittore e incisore sardo: Carmelo Floris. Alla
fine degli anni novanta, il Comune di Olzai acquista e ristruttura l'edificio, al fine esclusivo di aprire un
museo da dedicare interamente a uno dei maggiori artisti della Sardegna.
La "Casa
Museo Carmelo Floris" custodisce gli arredi originali, alcune opere, documenti, libri e il
materiale da lavoro dell'artista sardo. Appena entriamo nel museo, si respira l’aria dell’ospitalità
dell’artista, sembra di sentire la sua presenza ovunque, sia nella cucina che
nelle camere, si avverte la sua Voce calma, la sua umiltà, la sua gentilezza, la semplicità e
sembra di vederlo mentre stringe calorosamente la mano alle persone che visitano la sua casa.
Il papa dei fumetti dell’infanzia, dell’adolescenza e
dell’età adulta è scomparso.
Ci ha lasciato Stan Lee, e senza di lui ci
sarà un vuoto incolmabile.
Il genio dei fumetti ci ha donato giornate serene e
piene di felicità, e noi continueremo a leggere le storie dei supereroi, iniziando
dall’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, X-Man, Iron Man, Captan America, Thor,
fino a Devil, e tanti altri personaggi.
Buone notizie. L'appuntamento sportivo cagliaritano di fine anno sta per tornare: da pochissimi giorni è stato pubblicato il programma completo della sesta edizione della manifestazione podistica competitiva su strada “Giancarlo corre Con Noi”. Quindi, Amici del Taccuino, anche quest’anno ci raduniamo al Colle S. Michele di Cagliari per ricordare il carissimo amico Giancarlo.
La gara si disputerà
domenica 16 dicembre 2018 alle h 9.30 presso il Colle S. Michele di Cagliari, gli atleti e la giuria si riuniranno
alle h 8.30, mentre le iscrizioni devono
essere presentate entro mercoledì 12 dicembre 2018 pagando una piccola tassa di
10 euro.
Oggi, con gli occhi di una donna inesperta nel campo dell'arte, riservo lo spazio del post a un quadro a olio su tela,
disegnato da un artista, pittore e incisore sardo, Carmelo Floris, dal titolo
“In Processione”.
Il quadro è stato dipinto nel 1924, cm 37,4× 17, e raffigura
un frammento di una processione con fedeli in costume sardo
tipico barbaricino. Il pittore è riuscito a creare particolari osservabili
anche da chi non conosce le caratteristiche del costume, come i colori e le fisionomie
di ogni singolo capo. Nel dipinto, in
prima piano, è stato raffigurato una donna sarda circondata da uomini e donne
che si allontanano man mano che ci allontaniamo dal soggetto principale.
Questa volta, le lancette del cinema tornano indietro fino al
1948 per scoprire alcune Voci ignorate e dimenticate su una rielaborazione del famosissimo
romanzo di Lev Tolstoj: Anna Karenina del regista Julien Duvivier. La parte del
personaggio principale Anna Karenina ha assunto l’aspetto, il corpo e il viso
di diverse attrici, e 70 anni fa si affidò l’incarico tanto ambito a Vivien
Leigh.
Voci insistenti raccontano che l’attrice accettò immediatamente
la proposta del produttore Alexander Korda già ben prima di esaminare il
copione, in seguito lo lesse da cima a fondo e per approfondire la parte lo
studiò assieme al romanzo di Lev Tolstoj, scoprendo così analogie con
la sua vita personale.
Da cinque anni le Voci vagabondano
nei meandri internettiani e raggiungono il Taccuino virtuale.
Oggi il blog compie 5 anni
Buon Compleanno
Il 30 ottobre del 2013 ho
iniziato un’avventura senza tracciare un percorso, privo di una meta precisa,
senza conoscere una strada da percorrere e dove mi avrebbe portata. A piccoli passi ho spalancato un mondo
pieno di sorprese, fatto di visite inattese e incontri casuali. Il percorso
raggiunto fino a questo momento è stato positivo ed è evidente quanto mi abbia
arricchito.
“Improvvisamente sentì un
dolore violento alla nuca. Non fece quasi a tempo a rendersene conto, che le
montagne incappucciate di bianco presero a oscillare, il cielo azzurro diventò
nero, e lei sprofondò nel buio. Quando Iris riprese conoscenza, la vista le
tornò, dapprima a chiazze. Scorse frammenti di facce sospese nell’aria.
Sembravano tutte la stessa: ossuta e giallastra, con gli occhi neri e i denti
guasti. Piano piano si rese conto di essere sdraiata su una panca in una specie
di capanno buio, attorniata da una cerchia di donne. Erano donne di paese,
accomunate dagli stessi tratti etnici, e rese ancora più assomiglianti l’una
all’altra dai matrimoni fra consanguinei. La scrutavano con indifferenza
apatia, come se fosse un qualche spettacolo di strada: un animale morente o un
uomo in preda alle convulsioni. Non c’era traccia di compassione sui loro visi
vacui, nessuna luce di curiosità nei loro sguardi ottusi. Così assoluto era il
loro distacco, che parevano prive di qualsiasi naturale istinto umano”
Il periodo invernale si avvicina e per rinnovare il guardaroba
con abiti caldi e comodi possiamo iniziare a realizzare delle calze di lana
fatte a mano con l’uncinetto. La fantasia è aperta a 360° e si possono confezionare calze con
uno o più colori, con i più disparati motivi: a punto nocciola, con le trecce,
a jacquard, a onde, a punto pizzo, e così via.
Controllando nelle riviste specializzate non sempre si trova uno
schema, di conseguenza per avere un guardaroba originale o dei capi da regalare
per le occasioni speciali, più di una volta mi è stato chiesto di scrivere un
post sulle calze fatte a mano con l’uncinetto, e io ho sempre bocciato la
proposta e rinviato la pubblicazione per la complessità delle fasi da descrivere.
Gironzolando per le vie della campagna, si possono incrociare
infinite sorprese non rintracciabili nelle classiche cartoline per turisti
sparsi ovunque nelle solite bancarelle, e basta lasciare a casa le solite
comodità e la solita routine per immergersi nei posti più nascosti con lo scopo
principale di imbattersi in infinite scoperte. Questa volta, passeggiando qua è
là, non ho incontrato una persona speciale in carne ed ossa in un ritrovo nel
pieno di una scampagnata, ma un luogo sacro nel cuore del Sarcidano, nel Comune
di Nuragus (SU). In un esiguo appezzamento di terreno immerso nel verde e
circondato da un recinto con un muretto a secco, sorge un piccolo monumento
della civiltà nuragica risalente all’età del bronzo, databile intorno al 1400
A.C, posto in un luogo strategico tra i Nuraghi Valenza e Santu Millanu.
L’opera nuragica è il Pozzo Sacro di Coni, costruito con blocchi di basalto di
ottimo taglio e ben squadrati, che formano la Tholos con gradini, mentre
all’esterno si possono individuare tracce di restauri effettuati nel corso
degli anni.Il pozzo sacro di Coni era
adibito al culto dell’acqua, quindi è una costruzione a carattere religioso.
Frugando qua e là, in cerca di materiale unico e raro, nei labirinti
internettiani ho scovato una miniserie in due puntate, rielaborata in un film per la tv e trasmessa in
Italia, una pellicola del 1996 ormai dimenticata se non fosse per un
particolare: la protagonista è stata interpretata da una giovane attrice totalmente sconosciuta,
diventata nel tempo una delle più richieste nel mondo di Hollywood.
La miniserie per la tv (in alcuni casi montato come un film per il piccolo schermo) s’intitola “Caterina di Russia” e narra
la storia di Sofia Federica Augusta, principessa di Anhalt-Zerbs, nota nei
libri di storia col nome di Caterina II o Caterina la Grande. La storia
racconta che Sofia, ancora bambina, fu data in sposa a Pietro, erede al trono
di Russia e nipote di Pietro il Grande, uno scostumato e uomo di poco valore,
incapace di gestire e guidare uno Stato. Sofia, sposandolo per questioni
politiche, si convertì alla religione ortodossa, riuscì in poco tempo a organizzare
e a studiare il modo di scalare i gradini della monarchia conquistando un enorme
potere, e con l’aiuto dell’amante, il generale Orlov, depose dal trono il
marito e divenne l’imperatrice Caterina II, Caterina la Grande, una delle
regnanti più importanti della storia russa.
Mentre in Francia soffiano venti di guerra di una rivoluzione
che entrerà nei libri di storia, in Cornovaglia proseguono le avventure di Ross
Poldark e della sua famiglia. Ancora una volta il nostro personaggio affronterà
diverse difficoltà, per lo più causate da insufficienti liquidità e da
comportamenti impropri al di sopra della legge. Inoltre, la vita a Nampara non brilla come una volta, e la situazione di Ross, già distrutto dal dolore per la morte della piccola Julia, si aggrava ulteriormente dopo essere stato intrappolato dai suoi nemici a seguito di una segnalazione alle forze dell’ordine. Ross è stato incastrato e denunciato per aver incitato la popolazione
locale alla rivolta e al saccheggio di due navi naufragate nei pressi di
Hendrawna Beach, e sarà processato per istigazione al saccheggio.
Parole impercettibili che
ondeggiano tra sussurri e gorgheggiamenti fuse con frasi indecifrabili in una
lingua creata sul momento per tracciare atmosfere gotiche, psichedeliche e
medioevali; parole convertite in atmosfere musicali in grado di captare espressioni al posto di un altro. Le corde vocali fluttuano emettendo suoni e articolando parole pronunciate per intero o
fermandosi tra una lettera e l’altra e, se chiudiamo gli occhi, percepiamo la
presenza di Voci differenti modellati per catturare Voci sussurrate e tremolanti cariche di accenti sensuali, esoterici e spirituali. Se fondiamo
ritmi gotici, claustrofobici e psichedelici con Voci liriche femminili sospirate, foggiate con Voci maschili androgine, con un colpo di chitarra, ornato di stimoli ed echi, in presenza di frasi non frasi, le Voci
captate sono cariche di raffinate emozioni .
Questo tipo di sonorità, cariche di frasi fuori da ogni schema, è tipico di un nuovo
genere musicale nato negli anni '80, il dream pop.
Il Festival del cinema
arabo e palestinese dell’Associazione cagliaritana si sta arricchendo di nuovi e
interessanti particolari.
I film documentari che saranno selezionati per la XVI
edizione di Al Ard Doc Film Festival, il Festival del cinema arabo e palestinese organizzato
dall’Associazione Amicizia Sardegna Palestina di Cagliari, competeranno per cinque
premi più uno: "L'eco del campo".
Con "L'eco del campo", l’Associazione ha previsto
un altro interessante premio rivolto ai giovani registi palestinesi che sono
nei campi profughi, e prenderà in considerazione sia documentari sia fiction con una
durata massima di 15 minuti. Attenzione, per partecipare alla selezione del
Festival e per aggiudicarsi i premi, tutto il materiale deve essere inviato presso la sede centrale dell'Associazione di Cagliari entro e non oltre il 30
novembre 2018.
In questi giorni ho
ricevuto un’e-mail dall’Associazione cagliaritana con cui comunicano a tutti
gli appassionati di Al Ard la novità in lingua italiana, inglese e arabo, ed io giro la
Voce senza ritocchi a tutti i lettori che apriranno il post.
In bocca al lupo a tutti
i registi palestinesi, e buon lavoro agli organizzatori.
Le donne romane per
nascita e per adozione sono il centro del saggio storico scritto a quattro mani da Michela
Ponzani e Massimiliano Griner, dal titolo “Donne di Roma”. Capitolo dopo capitolo, conosciamo alcune donne vittime di abusi e maltrattamenti partendo dal II sec d. C.
fino alla liberazione dell’Italia fascista; seguiamo episodi gravi e
crudeli di tipo culturale, sociale e legislativo. Le fondamenta delle vicende
trattate nel saggio sono i documenti, le lettere, i diari conservati negli
archivi e le Voci tramandate nel tempo da una persona all'altra. Gli autori ci raccontano ciò che accadde ad alcune donne, conosciute
e ignote, portandoci direttamente nei luoghi dove si consumarono crimini ai
danni di mogli, figlie e fanciulle, partendo da semplici tradimenti, vessazioni,
fino agli omicidi.
Il mese di agosto è finito da un paio di giorni, e l’ultimo
giorno ho pronunciato la fatidica parola “finalmente”. È stato un mese bizzarro con nubifragi,
allagamenti nelle case, con infiniti fulmini e tuoni da rompere i timpani, per
non parlare dell'altra faccia, gli incendi. Agosto sarà ricordato per parecchio tempo anche per l’invasione delle zanzare in luoghi improbabili e mai visti. Agosto 2018 sarà
ricordato per sempre come il mese travestito da novembre con una spruzzatina d'estate. Nella stessa
giornata assorbivamo tutte le temperature: la mattina ci alzavamo con il freschetto, dopo
colazione e per tutta la mattina si presentava il caldo tipico del periodo estivo, il pomeriggio avevamo l'appuntamento fisso con la pioggia (infernale) con interminabili tuoni e lampi, e poi umidità, e nuovamente
caldo e poi freschetto. Fortunatamente, per
dimenticare e per sopravvivere, esistono distrazioni musicali piacevoli. Così, per allontanare i brutti pensieri, ho incominciato ad ascoltare l’album Day Breaks di Norah Jones. Nel Taccuino trascrivo la canzone Flipside con relativa scheda, perché non voglio
ricordare l’estate 2018 come un disastro; voglio estrapolare il positivo.
All’interno di un parco in
un piccolo Comune della Marmilla, a Villanovaforru (SU), sorge un complesso
nuragico scavato alla fine degli anni sessanta, ed è collocato in un luogo di
straordinaria bellezza perché in un colpo solo possiamo intravedere diversi
Comuni, i monti del Gennargentu, la Giara, il Campidano, e sia il golfo di
Cagliari sia di Oristano. Il complesso nuragico si chiama Genn ’e Mari (o Genna
Maria) che significa “la porta del mare”, e ha una struttura di tipo polilobato provvisto di spessi muri costruito tra il XV e l’XI sec a.C., e con annesso un villaggio tra l’XI e il IX sec a.C.. Con lo scavo gli archeologi hanno scoperto tracce di un grosso incendio che causò l’abbandono del villaggio; inoltre hanno evidenziato tracce di vita in età punica romana presso la torre centrale e il cortile destinandoli a luogo di culto per la divinità legata al ciclo agrario, e la presenza umano si estende fino all’età altomedioevale.
Un giorno capiremo chi siamo senza
dire niente
E sembrerà normale
Immaginare che il mondo scelga di girare
Attorno a un altro sole
È una casa senza le pareti
Da costruire nel tempo, costruire dal niente
Come un fiore fino alle radici
È il mio regalo per te da dissetare e crescere
E siamo montagne a picco sul mare
Dal punto più alto impariamo a volare
Poi ritorniamo giù
Lungo discese pericolose
Senza difese
Ritorniamo giù
Sono stata invitata a un
gioco virtuale simpaticissimo da Vanessa, la Gattaracinefila. Non ho molto tempo
per chiacchierare perché scade oggi. Perciò, trascrivo immediatamente nel
Taccuino le regole del gioco e in seguito rispondo alle domande.
Stavo pensando … perché
non trascrivere nel Taccuino la ricetta che mi crea il mal di pancia al solo al
pensiero di leggerla? Abitualmente sui blog si tende a pubblicare la ricetta
del cuore, quella da leccarsi i baffi, e oggi ho intenzione di rompere la
consuetudine trascrivendo la ricetta che considero nauseabonda; quella che
quando si cucinavano a casa trasformavo il mio viso con smorfie indecifrabili; quella
che quando si assaggiavano c’era chi si leccava le dita e contemporaneamente mi
diceva “non sai quello che perdi” ed io rispondevo “preferisco leggere il libro
di Bram Stoker il giorno de su mortu mortu”. Voglio trascrivere la
ricetta di un dolce in via di estinzione non per la presenza di un ingrediente
fuori dal comune, ma perché non è più commercializzabile come ai vecchi tempi.
C’era sempre stato qualcosa di antico in quel luogo, e
qualcosa di nuovo. Ogni custode aveva lasciato una traccia del suo passaggio.
Chi era venuta dopo aveva raccolto quella tradizione, l’aveva arricchita con la
propria esperienza. Tutto, alla fine, era entrato a fa parte della memoria.
Angelica era l’ultima di molte. E come avevano fatto quelle che l’avevano
preceduta, quella sera di maggio si era seduta ai piedi dell’immenso ulivo che
custodiva le api d’oro e attendeva paziente.
Angelica ha un dono speciale che la distingue dai suoi coetanei, non riesce e
non desidera mettere radici e non ha mai accettato di incatenarsi da nessuna
parte e in nessun luogo. Nel suo cuore e nella sua testa non c’è posto per né
per una casa né per una città, perché il suo amore sono le api e i viaggi per l’Europa
per raggiungere gli apicoltori che hanno bisogno della sua abilità e delle sue
innate competenze.
Aprendo il guardaroba ho notato l’assenza di un capo originale da indossare in ogni occasione per la mezza stagione: il maglioncino di cotone fatto a mano con l'uncinetto. Così, con un uncinetto
n. 3 e del cotone color arancione, ho deciso di creare un pullover a maniche
lunghe. Inizialmente avevo scelto la classica maglia con le maniche a trequarti,
in seguito, con un’estate ballerina scambiabile per l’autunno,
ho preferito sostituirle con le classiche maniche lunghe. La scelta del colore
è stata casuale determinata più dal numero dei gomitoli disponibili in merceria
che dalla mia vera intenzione di acquistarli; un caso che si è rivelato un
affare.
What
you want
Baby, I got it
What you need
Do you know I got it
All I'm askin'
Is for a little respect when you get home (just a little bit)
Hey baby (just a little bit) when you get home
(Just a little bit) mister (just a little bit)
I ain't gonna do you wrong while you're gone
Ain't gonna do you wrong cause I don't wanna
In una mattinata
soleggiata, gironzolando per le vie della Giara di Siddi, tra un panorama e
l’altro, ho visitato un luogo di straordinaria importanza dal punto di vista
storico e archeologico. Allontanandomi dal piccolo paese di Siddi, spingendomi
verso l’interno della Giara, ho tranquillamente individuato una tomba
megalitica costruita con enormi blocchi di basalto prelevati direttamente dal
luogo e sovrapposti uno sull’altro secondo il sistema dei muretti a secco. La costruzione
è una delle tombe più importanti della Sardegna appartenente all’età nuragica,
databile intorno al Bronzo Medio: sto parlando della tomba dei giganti Sa Domu
‘e S’Orcu.
La tomba megalitica ha la
classica struttura a filari con un’esedra semicircolare, con un tetto pressoché
intatto, una lunga camera funeraria interna, con una pavimentazione formata da
piccoli ciottoli in basalto.
Il sepolcro archeologico
si può tranquillamente visitare in ogni momento, e quando la osserviamo,
dobbiamo aver ben presente nella nostra mente che siamo di fronte ad
un’imponente struttura, classificabile come uno degli esempi più affascinanti
dell’isola sia per il buon stato di conservazione e sia per la dimensione.
Nel momento in cui s’individua un locale da adibire a museo per
ospitare reperti archeologici, non s’immagina minimamente che rinnovarlo può
cambiare la vita di un intero territorio, il motivo? Andiamo per ordine.
A Barumini, nel 1541, arrivò dalla Spagna la famiglia Zapata e
costruì un palazzo nobiliare, un complesso residenziale agricolo con annesso giardino
da utilizzare come una classica casa di campagna per l’estate, mentre la residenza
abituale venne stabilita a Cagliari.
Passano gli anni e, alla morte di Donna Concetta Ingarao, nel
1980 il Comune di Barumini eredita una parte della casa con destinazione come “casa
protetta”, mentre la parte cospicua del patrimonio la eredita il nipote il
quale, trasferitosi a Roma, lascia l’intero complesso in stato di totale
abbandono.
Oggi una delle più talentuose artiste inglesi compie 60 anni:
auguri di buon compleanno a Kate Bush. Il suo repertorio artistico è enorme e
le sue qualità, le sue capacità vocali, sono state ben accolte già dall’inizio della
sua carriera diventando il punto di riferimento per altri artisti. Il suo
esordio discografico risale al ‘78 con la canzone "Wuthering Heights",
una ballata che ha rievocato le pagine del noto romnanzo “Cime Tempestose” di
Emily Brontë. Il suo repertorio include musica
d’autore di alto livello, capace di richiamare sonorità etniche, comprendendo
una gamma estesa di generi musicali, passando dal pop, al rock, alla musica
folk. La sua estensione vocale ha contaminato intere generazioni di artiste, e
ancora oggi si percepisce la sua impronta in diversi pezzi musicali. In altre
parole, è un’icona nel mondo discografico e unica nel suo genere; è una donna talentuosa che è riuscita ad esprimersi con la sua Voce in modo genuino in diversi repertori unendo le parole in musica e amalgamandola con il mimo e la
danza. Oltre a "Wuthering Heights", Kate Bush ha portato
alla ribalta canzoni come: Babooshka, Running up that hill, Cloudbusting, Army
Dreamers, The sensual world, Don’t give up, e tanti altre
canzoni, impossibile citarli tutti in un semplice post.
La saga dei Poldark
continua con la pubblicazione delle traduzioni integrali in italiano ad opera della casa editrice Sonzogno. Il
secondo libro si intitola “Demelza”, e ancora una volta, riga dopo riga, continuiamo ad
assaporare le vicissitudini di Ross Poldark e di Demelza, con la presenza e la complicità di nuovi e vecchi personaggi.
Nel secondo
episodio, le storie dei Poldark si svolgono in un breve arco di tempo, che vanno
dal 1788 al 1790, ed inizia con la nascita di Julia in un giorno del mese di
maggio, in cui sembra che il tempo sia ossessionato dai caprici con vento e
pioggia. Al centro del romanzo troviamo Demelza che passa
tra momenti di umiliazioni e insoddisfazioni ad attimi di totale appagamento,
altalene determinate non dal suo carattere ma dalle condizioni e dalle
convinzioni sociali, che non vedono di buon occhio il matrimonio del Capitano
Poldark con la figlia di un popolano, e a piccoli passi, a gran fatica, la nostra nuova eroina
riesce ad unire i due mondi sfidando i pregiudizi dell’alta
società.
Avere un motivetto in testa e non ricordare il titolo,
questo è il problema. Con una breve ricerca su internet ho scoperto i
retroscena del misterioso pezzo musicale, come le cover, tra i quali ho cassato
una breve performance di Adele che fece (forse) ad un concerto.
La canzone di cui sto parlando si intitola “God put a smile upon your face” dei
Coldplay. Con pochi tentativi,
cercando qua e là, ho centrato il titolo e, documentandomi, mi sono accorta che
oggi è il suo compleanno perché è stato pubblicato il 7 luglio del 2003.
Quindi,
per festeggiare custodisco nel Taccuino, il mio spazio virtuale, il testo e i
punti più importanti della canzone, così sono sicura di non perderli nel labirinto
della mia libreria stracolma di libri, codici, fogli e fogliettini.
Scheda della
canzone
Titolo: God put a smile upon
your face Artista: Coldplay Album: singolo estratto da "A rush of blood to the
Head" Durata: circa 5:00 Anno: 7 luglio 2003 Genere: pop rock Etichetta: Parlophone
Il testo della canzone:
Where
do we go nobody knows?
I've gotta say I'm on my way down
God give me style and give me grace
God put a smile upon my face
Where
do we go to draw the line?
I've gotta say
I wasted all your time, honey honey
Where do I go to fall from grace?
God put a smile upon your face
Yeah
Now
when you work it out I'm worse than you
Yeah when you work it out I wanted to
Now when you work out where to draw the line
Your guess is as good as mine
Where
do we go nobody knows?
Don't ever say you're on your way down when
God gave you style and gave you grace
And put a smile upon your face
Ah yeah
Now
when you work it out I'm worse than you
Yeah when you work it out I wanted to
Now when you work out where to draw the line
Your guess is as good as mine
It's
as good as mine
It's as good as mine
It's as good as mine
As good as mine
As good as mine
As good as mine
As good as mine
Where
do we go nobody knows?
Don't ever say you're on your way down when
God gave you style and gave you grace
And put a smile upon your face
La XV edizione del
Festival Letterario di Gavoi, l’Isola delle Storie, è terminata il 1 luglio e
come tutti gli anni, calato il sipario, si entra in uno stato di monotonia
quotidiana. Il Festival Letterario è ricchissimo di appuntamenti letterari,
musica, film, mostre, laboratori, spettacoli e con un numero enorme di incontri
casuali sparsi per le vie del paese. Quest’anno si è concluso con un punto
interrogativo grave e gravissimo: normalmente alla fine dell’edizione ci diamo
un grosso arrivederci per il prossimo anno, invece con la conclusione della 15°
edizione ci siamo lasciati o con un arrivederci o con un addio. Pertanto il
morale è bassissimo. Organizzarlo non è semplice e se non sopraggiungono i
finanziamenti richiesti per coprire interamente le spese è impensabile impostarla
con le dovute attenzioni così come l’abbiamo conosciuta. Essere all’occorrente
di tale situazione direttamente dagli organizzatori, e sapere che uno delle
manifestazioni letterarie più importanti nel suo genere in Italia non è
finanziata con i dovuti contributi, fa salire la pressione arteriosa ai massimi
livelli, soprattutto dopo i risultati ottenuti in 15 anni di programmazione. Perciò
mi auguro di poter assistere alla 16, 17, 18 … edizioni, e spero di non
sentire che il Festival Letterario della Sardegna è stato chiuso per sempre perché chi ha il borsellino in
mano non lo apre per la cultura.
"Il
piano: percorrere 8000 km
in 4 mesi. Metodo: l'improvvisazione. Obiettivo: esplorare il continente
latino-americano fino ad ora conosciuto solo attraverso i libri. Veicolo: la
Poderosa; una Norton 500 del '39 che cade a pezzi. Pilota: Alberto Granado; il
mio Alberto, Mial, amico di generosa corporatura, 29 anni, biochimico,
autoproclamatosi "scienziato errante". Sogno del pilota: concludere
il viaggio il giorno del suo 30esimo compleanno. Co-pilota: il sottoscritto.
Ernesto Guevara De La Serna, El Fuser. 23 anni, laureando in medicina, studi
sulla lebbra, patito di rugby e occasionalmente asmatico. L'itinerario: prima
verso Sud, da Buenos Aires alla Patagonia, e poi il Cile. Quindi a Nord, lungo
le Ande, la colonna vertebrale del continente, fino a Machu Picchu, e da lì al
Lebbrosario di San Pablo nell’Amazzonia peruviana. Destinazione finale: la
penisola di Guajira, in Venezuela. Cose che ci accomunano: inquietudine, grandi
ideali, e un insaziabile amore per i viaggi"
La Monna Lisa olandese è circondata da un interesse in continuo
aumento, la cui popolarità è incrementata ancora più dopo l’uscita del libro
della scrittrice Tracy Chevalier, da cui è stato tratto il celebre film con
Scarlett Johansson. La ragazza col turbante, nota anche come “La ragazza con
l’orecchino di perla” di Jan Vermeer, seduce per la scelta del soggetto a mezzo
busto che ruota la testa di tre quarti per guardare chi la osserva. La luce la
colpisce in modo da mostrare la
luminosità del viso, con labbra carnose, occhi dalle pupille grandi resi ancora
più splendenti dall’orecchino di perla indossato con naturalezza. Il soggetto del quadro è una
fanciulla vestita con un mantello color rame in cui si intravede il colletto di
una camicia bianca, con un copricapo che avvolge i cappelli indossato a mo’ di
turbante con una fascia di color azzurro che avvolge la testa ed una striscia
di stoffa annodato alla testa che cade fino a raggiungere le spalle.
Questa
mattina è stato pubblicato il comunicato stampa con il programma completo del
Festival Letterario della Sardegna di Gavoi (NU), L’Isola delle Storie, XV edizione: il programma
è fitto di incontri letterari, musica, cinema, arte e laboratori.
Da 15 anni un
piccolo paese della Barbagia organizza uno dei Festival più importanti della Letteratura,
e anche per la nuova edizione grandi e piccoli lettori si stanno preparando con
scarpe comode per saltare da una via e l’altra. Come in tutte le edizioni,
anche quest’anno il pubblico del Festival si dovrà spostare da una piazza e l’altra
per incontrare in modo familiare scrittori e scrittrici affermati o da scoprire, nazionali ed internazionali.
Le vie del paese saranno allestite con bancarelle e con centri di ritrovo per leggere,
chiacchierare, ascoltare musica, e soprattutto per gustare il cibo locale, come
la celebre Purpuza … il cibo dei lettori dell’Isola delle Storie.
Anche nella
XV edizione, il Festival è strutturato con due appuntamenti: il Preludio
al Festival è stato fissato per domenica 10 giugno 2018, mentre il cuore del Festival sarà dal
28 giugno al 1 luglio 2018.
H & J racconta le
vicende di un bambino affetto da autismo, un bambino che per le particolari
condizioni della sua famiglia non può essere curato nelle migliori strutture
del suo paese. Inizia quindi un lungo lunghissimo viaggio-calvario della
speranza in un altro Stato alla ricerca di una struttura che possa accogliere e
curare il piccolo paziente, fino all’incontro con June.
Quest’anno, “Il Maggio dei Libri” si sta rivelando ricco di
emozioni, e per imprimere nel Taccuino le prime impressioni di ciò che sta
accadendo, all’inizio del post ho trascritto le Voci pubblicate nella copertina
interna del libro presentato pochi giorni fa, dal titolo “H&J” di Paolo Montaldo. Nel libro si affronta un argomento
delicatissimo, mettendo al centro della storia il problema dell’autismo, le
difficoltà e lo stato d’animo di un’intera famiglia. L'autore ha scelto uno stile semplice in grado di coinvolgere diverse generazioni, grandi e
piccoli lettori di tutte le età, ed è piaciuto talmente tanto da raggiungere un
traguardo impensabile per uno scrittore sconosciuto: arrivare alla quarta
edizione.
In alcuni casi, se si decide di preparare un semplice piatto regionale, gli ostacoli maggiori dettati dalla gastronomia nostrana non dipendono dall'incapacità dei cuochi della domenica, bensì nel lavare e
sterilizzare accuratamente la materia prima.
Per questo motivo, in questo post l’ingrediente principale del
piatto da trascrivere nel Taccuino sarà l’intestino dell’agnello, spesso dimenticato, o scartato e dato in pasto agli animali, o buttato nell’umido
perché considerato poco nobile, o addirittura non commestibile, e perfino
dannoso per la salute umana, senza dimenticare le persone che vomitano al solo pensiero di vedere una foto della ricetta.
Eppure, seguendo scrupolosamente alcune regole igieniche di
base, si possono ottenere diverse pietanze molto gustose. Prima di metterci ai
fornelli, la ricetta prevede di maneggiare
con cura il nostro ingrediente principale, lavandolo nell’acqua corrente per
diverse volte, lasciandolo a bagno con acqua e limone per sterilizzarlo. Se
seguiamo questo semplice procedimento possiamo iniziare il nostro viaggio
culinario spesso trascurato o non preso in considerazione neanche dai palati più
fini.
Nel mese di gennaio del 1978 uscì il brano Wuthering Heights
di Kate Bush: è il primo singolo tratto dall’album di
debutto “The Kick Inside”.
Le parole inserite nella canzone sono coperte da una storia sconosciuta o dimenticata da riportare nel Taccuino, perché la cantante scrisse il testo all’età
di 18 anni dopo aver visto il film "Wuthering
Heights", tratto dal noto romanzo “Cime Tempestose” di Emily Bronte. Successivamente, affascinata dalla pellicola, lesse il libro, e rimase
talmente colpita dalla storia di Heathcliff e Catherine, che decise di comporre
la canzone diventando il contrassegno del suo repertorio, identificandola più di
ogni altro pezzo, assieme all’altro singolo “Babooshka” del 1980.
L’ambiente ricreato nelle note, nel testo e poi nel video, le
permise di elaborare in musica le atmosfere del romanzo, e con la sua Voce
delicata e ipnotica, il pezzo divenne un enorme successo a livello planetario,
raggiungendo i primi posti nelle classifiche dei singoli più venduti in tutto il mondo, da
cui vennero pubblicate diverse cover, anche in Italia con la Voce di Mia Martini.
La Bottiglia venne
lanciata in acqua in una calda serata estiva, poche ore prima che incominciasse
a piovere. Naturalmente si sarebbe rotta se fosse stata gettata in terra, ma,
sigillata con cura e affidata al mare, si trasformò in un natante dei più
sicuri, in grado di galleggiare sulle correnti più pericolose. Era l’involucro
ideale per il messaggio spedito per esaudire una promessa. Come tutte le
bottiglie lasciate al capriccio degli oceani, aveva una rotta imprevedibile.
Theresa
Osborne è una giornalista del Boston Times, è una donna divorziata che vive da sola col
figlio. In un momento particola della sua vita privata, con l’aggiunta di un
forte stress determinato dal proprio lavoro, si reca per una breve vacanza da
un’amica, Deanna, e mentre cammina tutta sola in una spiaggia nota un oggetto:
è una bottiglia sigillata con dentro un foglio legato da un nastro. Theresa dentro
la bottiglia non trova il classico messaggio, ma una lettera commuovente scritta
da un misterioso uomo, Garrett, indirizzata ad una donna, Catherine. La
sorpresa è enorme, le parole toccano profondamente la donna, e colta da una
forte emozione, mostra la lettera a Deanna che la sollecita a scrivere il
contenuto nella sua rubrica.
While the seasons will undo your soul
Time forgives us and it takes control
We separate our things to put us back together
We're light as a feather
Heavy as the weather
If it was raining stones
Put our hands together to applaud or pray
It's like the show was over, but we're too scared to
walk away
All for the better, worse for the wear
We're light as a feather
God, you, and I together
Meanwhile inside me
It was raining stones
Ultimamente ho ripreso a rivedere film di ogni genere, e
l’ultimo che sono riuscita a recuperare è una commedia americana del 2009
tratto da un romanzo autobiografico. Sottolineo che il film non è la classica
opera cinematografica da Oscar, eppure lo voglio segnalare, in primis, per la
simpatia dell’attrice che interpreta un personaggio fuori dal comune, e poi
perché racconta due storie di due donne che appartengono a due epoche diverse in
luoghi distanti tra di loro. Parallelamente assistiamo a due progetti legati
alla cucina francese: Julia Child, una signora degli anni ’50, determinata
nell’apprendere l’arte della cucina francese si iscrive ad un corso avanzato
per chef diventando un’icona in America con la pubblicazione di un libro dal
titolo“Imparare l’arte della cucina francese” e con un programma in tv tutto
da scoprire; poi c’è Jiulie Powell, una donna trentenne dei nostri giorni
insoddisfatta del suo lavoro, che per rompere la monotonia quotidiana decide di
aprire un blog sulle ricettedella Child
dal titolo: The Julie/Julia Project. Apparentemente le due storie sono distanti anni luce per
ambiente e per circostanze, eppure per entrambe il destino dell’una si
intreccia con l’altra, perché sono accomunate dallo stesso sogno, quello di
imparare a cucinare.
Ci sono dei libri magnetici che hanno la capacità di ottenere
un’attenzione di un certa importanza a livello planetario, guadagnando e
influenzando recensioni positive, e conquistando chili d’inchiostro con
applausi generali. Quando tali interessi sono così elevati, non sempre il
valore messo in mostra corrisponde al mio effettivo apprezzamento.
Il libro che voglio segnalare si intitola “La ragazza del treno”
di Paula Hawkins, un thriller dove si narrano avvenimenti vissuti da una donna
solitaria dalle mille problematiche determinate dal dall’alcolismo, la cui vita
è appesa alla monotonia assorbita per lo più in ore trascorse su un treno, che
giornalmente prende alla stessa ora per recarsi a Londra, da cui riesce a sganciarsi
dalla realtà, scrutando e familiarizzando, e soprattutto immaginando e
costruendo le vite delle persone sconosciute osservate guardando dal
finestrino.
In questo post voglio segnalare un libro di Chiara Mercuri dal
titolo “La vera Croce. Storia e leggenda
dal Golgota a Roma”, consigliato a sua volta un po’ di tempo fa in un noto
programma televisivo su Rai 3 e Rai Storia.
Il libro ripercorre vicende
storiche realmente accadute partendo dall’anno 326 e da un antichissimo dilemma
unendo realtà con racconti coperti da enigmi. Si parte dalla scoperta di una
reliquia simbolo della comunità cristiana, il legno della Croce, il cui
ritrovamento venne eseguita su stretta sollecitazione dell’imperatrice Elena,
madre di Costantino, che la fece trovare a Gerusalemme in situazioni poco
convincenti e ancora oggi coperta da leggende e da situazioni inverosimili per
chi non è un credente.
In base ad alcune fonti, Elena con picco e pala fece
scavare un punto preciso del Golgota, e tale progetto, anche se semplice e
banale, le permise di scovare tre croci identiche; successivamente si servì di
uno stratagemma miracoloso per identificare quella autentica; infine, per
distinguerla da tutte le altre, le diede il nome di “la vera Croce”.
“Io ho
davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli
di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo
possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi,
uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza
dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.
Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un
giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della
loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno,
oggi!
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni
collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e
i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli
essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la
fede con la quale io mi avvio verso il Sud”