When my 1ˢͭ is a task to a young girl of
spirit
And my second confines her to finish the
piece
How hard is her fate! But how great is
her merit
If by taking my whole she effect her release
When my 1ˢͭ is a task to a young girl of
spirit
And my second confines her to finish the
piece
How hard is her fate! But how great is
her merit
If by taking my whole she effect her release
Carissimi lettrici e lettori, Il Taccuino delle Voci ha raggiunto un’altra meta. Oggi, il blog, spegne ben dodici candeline. Negli ultimi tempi, molti spazi virtuali raggiungono pochissimi anni di vita dovuti alla massiccia diffusione di mezzi di comunicazione sempre più veloci, il Taccuino è riuscito a trascrivere molte Voci spalmati in svariati mesi, e questo si può considerare come un ottimo traguardo. Quest’anno ci sono stati pochi cambiamenti, la struttura ha seguito la stessa matrice con i classici movimenti, con trascrizioni di Voci culinarie, cinofile, letterarie e qualche registrazione relativa alla mia regione. Il traguardo è stato raggiunto anche con la partecipazione delle lettrici e lettori, i quali, come tutti gli anni, hanno sostato, letto e commentato le varie annotazioni. Ringrazio tutti coloro che hanno dato un contributo con suggerimenti e commenti orali o riportati direttamente nel Taccuino, perché mi hanno aiutata a maturare.
Il 2024 è giunto al termine, ognuno di noi conserverà le Voci migliori da trasmettere nei prossimi mesi, tralasciando ciò che può essere dimenticato o accantonato. Quest’anno è stato molto ricco, talmente tanto ricco d’impegni da trascurare alcune Voci da imprimere nel Taccuino. Non solo. In questi dodici mesi, col tempo libero risicato, ho allungato la lista dei libri da leggere e dei film da visionare, per non parlare della musica (l'ho trascurata all'inverosimile), quindi il nuovo anno inizierà con tutto ciò che non ho potuto ultimare nel vecchio anno.
Carissimi lettori, oggi le Voci del Taccuino hanno raggiunto l’undicesimo traguardo. Oggi il blog compie gli anni; spegne undici candeline. Anche se sta crescendo, anche se sono passati undici anni dall’apertura, continuo a considerare Il Taccuino delle Voci un piccolo angolo spartano, un luogo virtuale per trascrivere e far circolare annotazioni culinarie, cinofile, letterarie, uncinettose, storiche, archeologiche e far conoscere alcune notizie curiose della mia terra, la Sardegna. Nell’arco di questi anni, hanno sostato molte persone, alcuni hanno lasciato la loro traccia iscrivendosi al blog e/o lasciando un commento, altri ancora hanno sostato per un breve periodo, il tanto necessario per leggere e prendere degli appunti quando l’algoritmo internettiano li ha indirizzati in questo piccolo angolo virtuale. Come tutti gli anni ci tengo a ringraziare tutte le persone che hanno alimentato le Voci lasciando una loro traccia nei commenti, o semplicemente soffermandosi, perché la presenza dei lettori ha contribuito a rendere vivo il blog.
Telegram force and ready
I knew this was a big mistake
There’s a fine line drawing
My senses together
And I think it’s about to break
If I listen close I can hear them singers, oh oh oh
Il Taccuino delle Voci ha raggiunto un traguardo inaspettato. Oggi copie dieci anni. Sì, il 30 ottobre 2013 iniziava l’avventura internettiana per far circolare le Voci in un salotto virtuale tutto mio. Il primo giorno non avevo pubblicato nessun pezzo, perché l’avevo dedicato esclusivamente all’impaginazione, mentre il 31 avevo scritto due righe per comunicare l’apertura del blog. In tutto questo periodo il blog ha cambiato parecchio, anche se sostanzialmente ho sempre cercato di pubblicare le Voci provenienti dal mio piccolo mondo.
I get high on buzz
Then a rush when I’m pluggen in you
I connect
When I’m flush
You get
love when told what to do
Wonderful electric
“E ora, le sei allegre assassine del carcere della contea Cook nella loro interpretazione del tango del Sole a scacchi” “Sai quando le persone hanno certe piccoli abitudini che ti danno fastidio. Come Barnie! A Barnie piaceva masticare la gomma. No, non masticarla; fare pop con la gomma. Un giorno sono tornata a casa ed ero molto nervosa e cercavo un po’ di comprensione, e trovo li Barnie sdraiato sul divano che beveva birra e masticava. No, non masticava; faceva pop. Così, gli ho fatto, gli ho detto, ‘fai un altro pop con quella gomma’, e lui l’ha fatto. Così ho tirato giù la doppietta dalla parete e gli ho sparato due colpi d’avvertimento dritto in mezzo agli occhi”
Oggi il Taccuino compie nove anni. In tutti questo tempo, anche se non ho apportato molte modifiche, il blog è maturato. Le annotazioni sono passate da semplici Voci a spazi sempre diversi e in alcuni casi collegati tra loro, ad esempio i film tratti dai libri. Averlo aggiornato ogni mese è stata una soddisfazione personale, e se penso al momento in cui ho deciso di aprirlo, questa avventura la registro come un segnale positivo. Per i prossimi mesi mi auguro di trascrivere nuove Voci per un altro lungo periodo, cercherò di sperimentare nuovi spazi e sviluppare al meglio quelli esistenti.
“Il suono che si sente all’inizio è di pura sperimentazione. Stavo strimpellando su un pianoforte a corda e ho aperto la cassa armonica per pizzicare le corde. In pratica ho preso delle aste metalliche che ho iniziato a lanciarle contro le corde, e quando rimbalzavano facevano un rumore strano. Non avevo le idee chiare ed era interessante così ho chiesto a Colin 'possiamo mandarlo al contrario?' Infatti, stavamo sperimentando rallentando o accelerando il nastro. Lui è stato al gioco e questo è quel suono al contrario. È così che è nato la entry di Rio”
1922. Una piccola casa di produzione riuscì a realizzare una pellicola entrata nella storia del cinema mondiale, diventando nel corso degli anni il punto di riferimento del genere horror. Se contiamo gli anni si può notare che la pellicola è in bianco e nero e appartiene al mondo del cinema muto, pertanto il valore artistico, commerciale e simbolico è inestimabile. Quest’anno si festeggia il centenario dall’uscita del famosissimo film Nosferatu il vampiro del regista Friedrich Wilhelm Murnau, e in quest’anno specialeuesta giornata speciale,questa giornata specialeeemmmm non potevo non trascrivere nel Taccuino alcune Voci che lo circondano.
I’m walking young and
strong
But just a little too
thin
I may be happy but
I haven’t clue to
this life in my mind
Stay with me
Sono passati otto anni da quando ho aperto il Taccuino, il mio piccolo angolo spartano, uno spazio virtuale dove posso annotare alcune Voci da condividere nella blogsfera. Come l’anno scorso, i dodici mesi sono stati influenzati da questo periodo oscuro e super delicato, di conseguenza alcune volte ho trascurato le mie annotazioni concentrandomi prevalentemente su alcuni argomenti, come film da rivedere, alcuni libri e ricette da rispolverare e condividere.
Guarda, cerca,
Corri lontano, vola
Hans il mercante aspetta
lontano, vola
Piccolo uomo Signore del
mondo, vai
La carrozza attende già, non
ti fermare
A cassette sali e va, non
ti voltare
Suona un corno da
cocchiere
Lustra l'abito da Re
È la carrozza di Hans
Strade e strade correrai,
Senza contare
Cieli e cieli finirai
Tu sai volare
Suona un corno da
cocchiere
Lustra l'abito da re
È la carrozza di Hans
Oggi ricordo l’era degli ultimi classici passaparola musicali, dove le Voci rimbalzavano da una casa all’altra in un tempo interminabile. In un lontano 1991, ancora una volta il passaparola era la radio, e cambiando stazione catturai le prime particelle di un nuovo sound proveniente da Seattle, e queste note, a distanza di trent’anni, sono indimenticabili.
Non so quanti video musicali siano stati censurati, o quale sia il primissimo, ma ce n'è uno molto molto famoso degli anni ’80; fece scalpore per le immagini. Che cosa accadde esattamente? Mentre un ragazzo stava guardando il video, la madre gridò allo scandalo, perché era un videoclip musicale non adatto ai telespettatori del piccolo schermo, soprattutto quando chi lo guarda è un minore di anni 16. Esattamente, paragonò il videoclip a un film pornografico, perché mostrava seni e natiche ai quattro venti, massaggi, lotte e immagini hard gratuiti. Non ricordo esattamente quali furono i particolari della denuncia, in ogni caso, dopo questa lamentela, furono messi in piedi i primi passi della censura.
Ogni tanto il famoso algoritmo, quello che spia i nostri gusti, elabora elementi non più in voga, perché casualmente è apparsa una famosissima canzone degli anni Ottanta senza cercarla, e in questi momenti si accendono i ricordi. In rete ho fatto delle ricerche per riaccendere la memoria, e oltre alla data di uscita del pezzo ho letto una serie di particolari di un’incredibile carriera.
. Mai visto un corteo così partire dall’aeroporto. Il caldo era da Messico o Vienna, il sole era forte sul viso, non potevo mettere gli occhiali. Jack stava salutando, e io ho visto un pezzo della sua testa volare via, sembrava color carne, non bianco. Lui mi è piombato in grembo, pezzi di cervello e sangue in grembo. Io ho urlato “Jack, Jack riesci a sentirmi? Jack ti amo. Jack”. E la sua testa era così bella, la sua bocca era bellissima, i suoi occhi erano aperti. Ho tenuto insieme i pezzi della sua testa per tenere tutto dentro. Aveva una meravigliosa espressione sul volto. Lui prima di rispondere a una domanda un secondo prima aveva la stessa testa smarrita. Era morto
Correva l’anno 1971 quando la RAI trasmise in cinque puntate uno degli sceneggiati più belli e perfetti della tv. Se dico sceneggiato doc degli anni Settanta, ognuno ha in mente un titolo, e tutti, proprio tutti, ripeteranno “Il segno del comando”. Le basi per definirlo un capolavoro ci sono tutti: ottima sceneggiatura, eccellente fotografia, storia accattivante, musica perfetta per ogni scena, una regia che fece scuola, e più di ogni cosa la recitazione perché in un colpo solo c’è la crema DOC del teatro italiano. Il punto di forza dell’intera opera d’arte (io la definisco così) è l’intreccio di una serie di generi, i quali si mescolano, si amalgamano, si toccano e si sfiorano con un tatto geniale, talmente perfetto da mandare in visibilio un’intera nazione paralizzandolo sullo schermo dalla prima fino all’ultima puntata, ripetendo lo stesso risultato ogni volta che la RAI trasmise le repliche.
Questo è il prezzo che
Questo mondo impone a noi
Di vivere senza certezza alcuna
In bilico nel blu e disperati amanti che
Non hanno mai trovato amore puro
Piegati alle regole del buon mercato
Mi pento mi dolgo per questo peccato
Ma quando respiro mi accorgo che esisto davvero