Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.
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sabato 8 agosto 2026

Miss Fisher

Un’eroina degli anni venti, emancipata, con un sostanzioso conto in banca, mondana, dai gusti ricercati, amante del buon gusto, perfetta in ogni occasione fino a spaccare la nocciolina, un’intelligenza sofisticata e imprevedibile con un’invidiabile prontezza da usare in quelle circostanze non adatte a una donna giovane appartenente all’alta borghesia. Miss Phryne Fisher conosce la società e le esigenze delle persone sia dell’alta borghesia e sia delle persone senza un briciolo di quattrini, perché è nata povera ed è diventata ricchissima grazie a un’eredità super sostanziosa; può dire con assoluta certezza di conoscere tutte le esigenze della specie umana. È una donna brillante, le piace mangiar piatti prelibati di prima scelta, indossare abiti lussuosi, vivere in case ugualmente lussuose, passare le serate da una festa all’altra, circondarsi di uomini e donne ugualmente astuti sempre pronti ad aiutarla in quei momenti bui del suo lavoro, e soprattutto rompere gli schemi conducendo la vita senza rispettare le regole della società. 

domenica 14 giugno 2026

L’amaro caso della Baronessa di Carini

Chianci Palermu, chianci Siracusa

A Carini c’è lu luttu v’ogni casa

Attorno a lu Casteddu di Carini

Ci passa e spassa un beddu cavalieri

Lu Vernagallu di sangu gentili

Ca di la giuvintù l’onoru teni

Amuri chi mi teni a tu’ cumanni

Unni mi porti, duci amuri, unni?

Vidu viniri ‘na cavalleria

Chistu è me patri chi veni pi mmia

Tuttu vistutu alla cavallerizza

domenica 7 giugno 2026

Ritratto di donna velata

Nel 1975 uscì uno sceneggiato della RAI, un mito del piccolo schermo capace di incollare in massa i telespettatori alla TV per tutte le cinque puntate. Lo sceneggiato s’intitola Ritratto di donna velata, e probabilmente la trama non dirà nulla alle nuove generazioni degli anni duemila, ma è ben impresso nella mente di coloro che lo videro in prima visione con una schiera di repliche. Lo sceneggiato è un giallo stile thriller storico, esoterico con argomentazioni legati al mistero della magia fino al soprannaturale. Le varie trattazioni sono legate a un segreto di tipo archeologico, con riferimenti alla civiltà degli Etruschi, e scrupolosamente ogni personaggio deve sbrogliare la matassa di un’urna funeraria contenente un mistero sulle varie incisioni che riporta sulla superficie, inoltre si cerca di trovare i grovigli inseriti in una leggenda. Chi sa, e chi ha appena appreso le notizie sulla leggenda, è in cerca di un misterioso tesoro racchiuso in una necropoli etrusca. La mappa per trovare la necropoli è incisa nell’urna divisa in due parti, ed ogni personaggio è in cerca di averle tutte e due. 

domenica 22 marzo 2026

La finestra sul cortile

La Voce di oggi si chiama Capolavoro. Naturalmente, conosco diverse persone che non lo reggono, ma per me il film La finestra sul cortile è da includere tra i capolavori di Hitchcock. Chi non lo inserisce sotto questa classificazione, pensa che sia noioso per essere stato girato in un solo luogo, invece per me la genialità sta anche in questa scelta. Riuscire a non sbiadire l’attenzione dello spettatore quando il film è stato girato seguendo la tecnica di un solo set, è semplicemente geniale. Quando decido di rivederlo, so che mi siedo sulla poltrona con la consapevolezza di affilare l’attenzione, perché, anche se si conoscono a memoria le Voci espresse, ancora oggi seguo passo dopo passo le mosse degli interpreti come la prima volta. La storia la conoscono un po' tutti, Jeff è incollato nel suo appartamento con la gamba ingessata e per passare il tempo spia i vicini di casa. A forza di osservarli, conosce nei minimi particolari i loro gusti, passioni, amori, compreso gli spostamenti con gli orari. L’osservazione è talmente minuziosa da pensare che un suo vicino di casa si sia sbarazzato della moglie, e le prove sono delle congetture ben collaudate.

lunedì 2 febbraio 2026

Dov’è Anna? Sceneggiato del ’76

Oggi registro le Voci di uno sceneggiato andato in onda nel 1976, catalogato come un mito, capace di incollare in massa una marea di telespettatori davanti alla tv. Ho sempre sentito parlare dello sceneggiato RAI “Dov’è Anna?”, ma io non ricordo di averlo visto. Ne ho sempre sentito parlare con opinioni più che positive, così l’ho cercato e trovato; l’ho visto in un paio di serate. La recitazione e le immagini sono lentissime, in alcuni casi rilassano per l’assenza di schiamazzi, anche se la scena è impregnata di drammaticità, la calma degli atteggiamenti è la regola, i rumori di sottofondo e la musica sono tenui quasi assenti, impercettibili se paragonati allo stile dei film attuali; in sostanza ci dobbiamo scordare i ritmi delle miniserie dei giorni nostri. Lo sceneggiato è in bianco e nero, le ambientazioni sono quelli tipici di un Italia semplice degli anni Settanta, si riconoscono gli appartamenti arredati con divani, tavoli, cucine tipici di quel periodo, si individuano le utilitarie senza le cinture di sicurezza non più in circolazione se non tra i collezionisti, in più si identifica la moda dallo stile inconfondibile con pantaloni a campana, con i classici capi colorati, senza trascurare le acconciature voluminose e ondulate.

domenica 1 febbraio 2026

Il Tenente Colombo

Oggi si parla di una serie tv senza tempo. La logica di ogni puntata prevede sempre lo stesso schema, all’inizio conosciamo l’assassino e come si sono verificati i fatti che hanno determinato l’omicidio, conosciamo la vittima e le varie fasi del delitto in ogni particolare. Solo dopo che si consuma l’omicidio spunta chi deve occuparsi del caso, e attraverso i suoi ragionamenti, aggiungiamo ulteriori tasselli, alcuni sconosciuti e altri necessari per chiudere il cerchio. Il tenente che si occupa dell’indagine non è uno qualsiasi uscito chissà da quale scatola, è il Tenente Colombo, un uomo semplice, dall’aspetto trasandato per avere sempre lo stesso permeabile sgualcito e sbiadito dalla vecchiaia, non solo, porta sempre la stessa camicia, la stessa giacca e naturalmente non sostituisce la cravatta. L’aspetto dell’abbigliamento trae in inganno, la maggior parte delle persone non lo identifica a prima occhiata come un poliziotto, qualcuno pensa che sia travestito per un indagine e altri sono increduli sulla sua professione. Oltre al solito abbigliamento, ha anche la stessa macchina con parecchi acciacchi, con gli sportelli che cigolano, con la carrozzeria con le rughe del tempo che passa.

sabato 1 novembre 2025

Voci notturne

Nel 1995, la RAI mise in onda una miniserie scritta dal regista Pupi Avati, un pezzo di storia della tv con un particolare da trascrivere nel Taccuino. Vista la fittissima trama, la miniserie Voci notturne prodotta dalla RAI non riuscì a bucare eternamente lo schermo, perché in pochi capirono il significato del lavoro del grande regista, e pertanto incluso nella lista delle pellicole da incastrare nel dimenticatoio. In base ad alcuni ragionamenti espressi dagli appassionati della tv, Voci notturne è stato concepito nel momento sbagliato, ha incluso scene non adatte per quel periodo ma adeguate ad altri contesti, ad esempio negli anni sessanta/settanta; e il ragionamento non dovrebbe sorprendere. La miniserie è molto particolare, adatto a pochi telespettatori, e per la struttura della pellicola è stato paragonato a un altro classico della tv italiana, un capolavoro in bianco e nero inserito tra in grandi del piccolo schermo.

martedì 11 marzo 2025

Voci dalla stessa penna

Questa volta mi sono organizzata inseguendo una sorta di esperimento: ho letto esclusivamente i libri di una sola autrice. La scelta è stata dettata dalla casualità e anche dalla fortuna. Chi come me frequenta le biblioteche, sa quanto sia difficile accaparrare le novità o materiale super richiesto. In alcuni casi le liste d’attesa sono lunghe e quando si premia la pazienza, finalmente, si acciuffano senza riflettere. Inaspettatamente, questa volta, due biblioteche erano fornite dei libri di Ilaria Tuti, quelli che non ero riuscita a prendere a causa della lista d’attesa interminabile, in più avevano appena catalogato l’ultimo romanzo. Leggere scritti provenienti dalla stessa mente, consente di saltare con disinvoltura da un libro all’altro, da un genere e l’altro, in questo caso gialli-thriller e romanzi storici, senza avere quello stordimento iniziale previsto quando si prendono in mano libri scritti da più autori con uno stile diverso. 

martedì 10 settembre 2024

Letture stagionali

A ogni stagione una propria lettura. Questo è il problema. Sembra che il periodo estivo faccia emergere questo pensiero. Sembra che alcuni lettori adottino un sistema di filtraggio tra letture estive e quelle invernali. Dal mio punto di vista è impossibile (e ingestibile) organizzare le letture in base alle stagioni. Esiste da tempo l’elenco interminabile dei libri da leggere, e incastrare le letture in alcuni particolari momenti, guardando esclusivamente il calendario, ostacola ancora di più la spunta dei libri da terminare e da porre nella libreria. Ognuno scandisce le scelte dei libri da leggere seguendo determinate ingegnosità, ma dal mio punto di vista, quando si adocchia un testo di qualsiasi natura, salvo qualche eccezione, si divora senza mettere in atto delle strategie dettate dal tempo che scorre.  

mercoledì 1 maggio 2024

Presunto innocente

Un legal thriller americano del 1987, ricordato per una serie di circostanze, tra i quali l’esordio di uno scrittore diventato dal primo momento, subito dopo la pubblicazione, una pietra miliare dell’intero settore, riconosciuto anche dai cinofili per essere stato impresso nel mondo del cinema. Presunto Innocente di Scott Turow riuscì a conquistare sia i lettori e sia i cinofili, e chissà se lo scrittore, mentre scriveva il libro, si rese conto, o se avvertì, qualche segnale sulla portata della storia, del modo di scrivere e sull’esposizione dei fatti; tutti dettagli additati come ben calibrati in una nuova veste letteraria.

domenica 23 aprile 2023

Doppio misto con la morte

A Thornden, un piccolo villaggio vicino a Londra, in una grande villa si stanno disputando delle gare di tennis suddividendo i giocatori in coppie, in più, per creare una magnifica atmosfera, è stato organizzato anche un rinfresco. Tutti gli invitati sono dei facoltosi personaggi, e tra uno spuntino e l’altro, e una gara e l’altra, c’è anche lo spazio per i piccoli pettegolezzi e discorsi di ogni genere. Mentre tutti si divertono ai Cedri, così si chiama la villa, a pochi chilometri si consuma un delitto, e il malcapitato è uno delle persone più chiacchierate e odiate della zona.

mercoledì 5 ottobre 2022

Fiori sopra l’inferno

La scrittrice sviluppa la storia prendendo in considerazione più elementi, e il lettore è sollecitato nel captare i vari segnali, iniziando dal carattere della protagonista e dal luogo in cui si intrecciano i fatti. Il primo elemento riguarda lo stato psicologico della protagonista, la quale è una stimata professionista dal carattere severo, astuta, preparata con dei segreti di tipo personale. Teresa Battaglia, questo è il nome della protagonista, lavora in un ambiente di tipo maschile, e si presume che per farsi apprezzare professionalmente abbia affusolato il suo carattere per combattere a trecentosessanta gradi, e se aggiungo che è un commissario di polizia, il suo carattere si scontra con i classici apprezzamenti di tipo sociale e misogino.

domenica 13 giugno 2021

I ragazzi Montessori

Raramente leggo romanzi per ragazzi, e per questo motivo non ho mai scritto nulla nel Taccuino, e oggi, per la prima volta, ne segnalo uno perché voglio registrare l'argomento trattato e le ambientazioni. Esattamente si parla della didattica nel periodo estivo in un'insolita scuola. Con la chiusura delle scuole molte famiglie inseriscono i loro figli in corsi, campeggi, strutture di ogni genere; c’è l’imbarazzo della scelta. Nel romanzo di Teresa Porcella i protagonisti non si iscrivono in modo passivo a una scuola privata o pubblica, ma lavorano in prima persona gestendola loro in modo attivo lontano dagli sguardi degli adulti. Nella scuola i ragazzi seguono lo schema pedagogico ideato dalla Dottoressa Maria Montessori, la quale è entrata nella storia per aver rivoluzionato il mondo dell’educazione dei più piccoli.

domenica 16 maggio 2021

Il segno del comando

Correva l’anno 1971 quando la RAI trasmise in cinque puntate uno degli sceneggiati più belli e perfetti della tv. Se dico sceneggiato doc degli anni Settanta, ognuno ha in mente un titolo, e tutti, proprio tutti, ripeteranno “Il segno del comando”. Le basi per definirlo un capolavoro ci sono tutti: ottima sceneggiatura, eccellente fotografia, storia accattivante, musica perfetta per ogni scena, una regia che fece scuola, e più di ogni cosa la recitazione perché in un colpo solo c’è la crema DOC del teatro italiano. Il punto di forza dell’intera opera d’arte (io la definisco così) è l’intreccio di una serie di generi, i quali si mescolano, si amalgamano, si toccano e si sfiorano con un tatto geniale, talmente perfetto da mandare in visibilio un’intera nazione paralizzandolo sullo schermo dalla prima fino all’ultima puntata, ripetendo lo stesso risultato ogni volta che la RAI trasmise le repliche.

domenica 23 giugno 2019

Il porto delle nebbie

Quando aveva lasciato Parigi, verso le tre del pomeriggio, la folla brulicava ancora sotto un pallido sole autunnale. Poi, verso Mantes, si erano accese le lampade dello scompartimento. A Evreux, fuori era tutto buio. E adesso, attraverso i finestrini lungo i quali scivolavano gocce di vapore, si vedeva una fitta nebbia che circondava di un alone lattiginoso le luci della strade ferrata. Sprofondato in un angolo, con la nuca appoggiata al bordo del sedile e gli occhi socchiusi, Maigret osservava meccanicamente i due personaggi che aveva di fronte, così diversi l’uno dall’altro.
 
 
Un uomo vaga per le vie di Parigi, ha una vistosa ferita alla testa causata da un colpo di pistola perfettamente medicata da mani esperte e in via di guarigione; l'uomo misterioso non è in grado di parlare e di ricordare l'accaduto e le sue generalità, indossa abiti nuovi e puliti, non ha documenti, non possiede un portafoglio, ha qualche spicciolo in tasca.

giovedì 25 ottobre 2018

Il mistero della signora scomparsa

Improvvisamente sentì un dolore violento alla nuca. Non fece quasi a tempo a rendersene conto, che le montagne incappucciate di bianco presero a oscillare, il cielo azzurro diventò nero, e lei sprofondò nel buio. Quando Iris riprese conoscenza, la vista le tornò, dapprima a chiazze. Scorse frammenti di facce sospese nell’aria. Sembravano tutte la stessa: ossuta e giallastra, con gli occhi neri e i denti guasti. Piano piano si rese conto di essere sdraiata su una panca in una specie di capanno buio, attorniata da una cerchia di donne. Erano donne di paese, accomunate dagli stessi tratti etnici, e rese ancora più assomiglianti l’una all’altra dai matrimoni fra consanguinei. La scrutavano con indifferenza apatia, come se fosse un qualche spettacolo di strada: un animale morente o un uomo in preda alle convulsioni. Non c’era traccia di compassione sui loro visi vacui, nessuna luce di curiosità nei loro sguardi ottusi. Così assoluto era il loro distacco, che parevano prive di qualsiasi naturale istinto umano

domenica 24 aprile 2016

Da un libro all’altro II

Titolo: Il profumo delle foglie di limone;
Autore: Clara Sanchez;
Editore: Garzanti;
Genere: romanzo;
Anno: 2011;
Pagine: 360;
Prezzo di copertina: € 18,60. 
 
Su sollecitazione della mia bibliotecaria, dopo quanto mi ha riferito sul successo del libro e come sia stato apprezzato dai lettori, ho preso in prestito il romanzo spagnolo e l’ho letto in pochi giorni. Sinceramente non volevo leggere un libro suddiviso in capitoli alternando i punti di vista dei due protagonisti, Sandra (una donna spensierata e incinta) e Julian (un cacciatore di nazisti, giunto in Spagna dopo aver ricevuto la lettera dell’amico con cui ha condivise la terribile permanenza a Mauthsen), ma sentendo quanto è piaciuto mi sono fatta trasportare dal consiglio. Scherzosamente potrei sottotitolarlo come “non prendere le caramelle dagli sconosciuti”; eppure l’incontro tra Sandra e i due sconosciuti Fredrik e Karin suggerisce questa espressione. Il libro colpisce per l’immensa e irrazionale ingenuità della protagonista e per la profonda amicizia con persone appartenenti a diverse generazioni. Nonostante la giovine Sandra sia poco attenta nello scegliere le amicizie, trascorso un primo periodo spensierato e tranquillo, e dopo aver conosciuto e sentito la storia raccontata da Julian, comincia a studiare la coppia di vecchietti con la giusta attenzione e a guardarli con occhi diversi. L’incontro tra Sandra e Julian sfocerà anch’esso in un’amicizia tra due persone appartenenti a diverse generazioni; e con l’incredulità iniziale di lei e poi la consapevolezza di ciò che stanno scoprendo con le loro indagini, Julian riuscirà a mutare definitivamente il percorso di vita e l’incoscienza della giovane donna; e assieme incroceranno i loro destini e la loro esistenza non sarà più la stessa.