Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.
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mercoledì 18 giugno 2025

Passeggiando per le vie di Bosa

È uno dei borghi più interessanti dell’isola, famoso per aver tramandato di madre in figlia un’arte antica, quella del filet su rete a modano, considerata da tutti un simbolo da preservare. La città di Bosa è nota per le concerie, per il castello, per la presenza del fiume navigabile e per il mare. Gli amanti della cucina parleranno della Malvasia o delle olive Bosana. Le persone che amano il mare, indicheranno Bosa Marina, una delle spiagge più attraenti della Sardegna.  Passeggiando tra le vie di Bosa si possono ammirare le case dipinte con svariati colori, e ogni viaggiatore può osservare il connubio tra architetture moderne e tradizionali.

lunedì 30 dicembre 2024

Ritorno al Museo del Tessuto

Un po’ di tempo fa avevo trascritto le Voci di un singolare museo, un luogo speciale, perché l’ho visto nascere e crescere, e recentemente l’ho visitato per l’ennesima volta in occasione di un progetto. Ma iniziamo a registrare le Voci dall’inizio. Quest’anno sono riuscita a iscrivermi al corso professionale di operatore alla tessitura artigianale, e per la materia di storia abbiamo svolto una lezione direttamente al museo del tessuto, e questa volta l’ho visitato con occhi completamente diversi. Il museo del tessuto mi è apparso in forma diversa, perché frequentando il corso comprensivo di varie materie, come storia della tessitura, merceologia, laboratorio di tessitura e così via, i miei occhi hanno visto tutto il materiale con un aspetto tipico di chi conosce affondo la materia. 

giovedì 12 settembre 2019

Museo del rame

Il seicentesco convento degli Scolopi ospitava la biblioteca comunale, e da un paio di anni riserva il suo spazio interamente a un museo diviso in due parti: la prima sezione è dedicata alla tessitura e la seconda alla lavorazione del rame, ed entrambi sono lavori artigianali isilesi.
Il post di oggi si sofferma sulla lavorazione del rame, uno dei lavori artigianali che garantiva a diverse famiglie una stabilità economica tutto l’anno. Il museo del rame, con l’esposizione degli oggetti finemente decorati e un video, partendo dalla materia prima fino alla creazione di ogni singolo articolo, chiarisce tutte le fasi del ciclo produttivo necessari al ramaio per realizzare artigianalmente i manufatti.

lunedì 9 settembre 2019

Museo del tessuto

Il lavoro della tessitura è un'arte e ha radici antichissime, e le mani e le dita sono preziose per creare prodotti di altissimo livello sia con il cotone, la lana e l'insostituibile telaio.
Un tempo non molto lontano, le tecniche di lavoro e i segreti della tessitura si tramandavano in famiglia, e si padroneggiava la manualità già in tenera età guardando e osservando le tessitrici adulte, solitamente la madre, e attualmente le nuove allieve sono introvabili e per coinvolgere le nuove generazioni si organizzano dei corsi. 
Le tessitrici lavoravano per passione e soprattutto per pareggiare i bilanci familiari, consentendo così alle donne di avere una certa autonomia economica, e trama dopo trama, azionando i pedali, le artigiane hanno saputo e continuano a creare diversi articoli, come gli arazzi, i copritavola, bisacce, abbigliamento, poi tappeti, copricassa e l’occorrente per le camere da letto, e tanto altro.

mercoledì 3 aprile 2019

Museo degli antichi mestieri

Custodire la memoria è uno degli obiettivi strategici per tramandare il sapere alle nuove generazioni, e a tal fine si può anche allestire un piccolo museo con risorse risicate. A Barumini, dopo la scoperta di un nuraghe costruito sopra una casa padronale, esattamente a Casa Zapata, è stato adattato un ex loggiato per gli animali per ospitare un museo, un piccolo luogo in cui possiamo osservare e conoscere antichi mestieri  locali di un tempo passato guardando semplicemente degli oggetti. Nel museo permanente di Casa Zapata, possiamo scoprire o riscoprire diversi utensili del secolo scorso donati dalle persone del luogo, come gli strumenti per l’agricoltura e per le attività quotidiane delle massaie. Gli oggetti esposti sono realizzati con mezzi rudimentali, sono utensili di legno, di vetro, di terracotta, di stoffa e di ferro. Tra un oggetto e l’altro possiamo viaggiare con la memoria guardando antichi attrezzi per filare, per stirare, o per lavorare nelle campagne, o per arare la terra, per fare la farina e il pane partendo dal grano, o partendo dall’uva per ottenere il vino.  

venerdì 16 novembre 2018

Casa Museo

Una casa padronale di Olzai (NU), risalente al settecento, divenne la dimora abituale di un artista, pittore e incisore sardo: Carmelo Floris.
Alla fine degli anni novanta, il Comune di Olzai acquista e ristruttura l'edificio, al fine esclusivo di aprire un museo da dedicare interamente a uno dei maggiori artisti della Sardegna.
La "Casa Museo Carmelo Floris" custodisce gli arredi originali, alcune opere, documenti, libri e il materiale da lavoro dell'artista sardo. Appena entriamo nel museo, si respira l’aria dell’ospitalità dell’artista, sembra di sentire la sua presenza ovunque, sia nella cucina che nelle camere, si avverte la sua Voce calma, la sua umiltà, la sua gentilezza, la semplicità e sembra di vederlo mentre stringe calorosamente la mano alle persone che visitano la sua casa.

sabato 4 agosto 2018

Un palazzo da favola: Casa Zapata

Nel momento in cui s’individua un locale da adibire a museo per ospitare reperti archeologici, non s’immagina minimamente che rinnovarlo può cambiare la vita di un intero territorio, il motivo? Andiamo per ordine. 
A Barumini, nel 1541, arrivò dalla Spagna la famiglia Zapata e costruì un palazzo nobiliare, un complesso residenziale agricolo con annesso giardino da utilizzare come una classica casa di campagna per l’estate, mentre la residenza abituale venne stabilita a Cagliari.  
Passano gli anni e, alla morte di Donna Concetta Ingarao, nel 1980 il Comune di Barumini eredita una parte della casa con destinazione come “casa protetta”, mentre la parte cospicua del patrimonio la eredita il nipote il quale, trasferitosi a Roma, lascia l’intero complesso in stato di totale abbandono.

giovedì 7 settembre 2017

Al Museo Nivola

In alcuni casi la vicinanza ad un luogo non è sinonimo di velocità, e per  poter gestire il poco tempo libero spesso creiamo problemi inesistenti, come quando si deve prendere la decisione di visitare uno dei musei più esclusivi della Sardegna. La data da fissare si rimanda con la solita scusa “il museo è dietro l’angolo, c’è sempre tempo”, e il giorno fatidico è in continuo spostamento per anni. La solita frase è l’eterna giustificazione determinata non dall’indifferenza ma dalla vicinanza al luogo; sì, è incredibile, più il luogo da visitare è vicino, e più si scelgono mete lontane. Per schiacciare la solita scusa c’è una medicina molto efficace: non  fissare un giorno  preciso e partire  immediatamente verso la meta tanto desiderata quando si presenta l’occasione. Nel mese scorso, ad agosto, alla solita domanda “quando andiamo al museo?”, senza fissare una data, senza aspettare e senza rimandare ulteriormente, abbiamo preso la macchina e siamo partiti per visitare un museo barbaricino molto speciale.
Il museo in questione si trova in un piccolo centro della Sardegna, in provincia di Nuoro, ai piedi del Monte Gonare.

mercoledì 14 settembre 2016

Al Museo delle Maschere

Le maschere sarde sono conosciute ovunque in tutto il mondo, eppure erroneamente le persone le identificano come maschere carnevalesche, ma realmente hanno una lunga storia ben più intrigante e colma di misteri. Mamoiada, un piccolo paese della Barbagia, famoso per i Mamuthones e Issohadores, per far conoscere la storia e la cultura delle maschere tradizionali sarde, ha messo in piedi uno dei musei più singolari della Sardegna.
Al Museo delle Maschere Mediterranee il visitatore si avvicina al mondo delle maschere sarde già nella prima sala: qui sono state sistemate tre maxischermi distanziati l’uno dall’altro dai Mamuthones e Issohadores. La sala multivisione, partendo dalle maschere create interamente a mano dagli  artigiani mamoiadini, alla fabbricazione dei campanacci da parte di pochissimi artigiani di Tonara, dalla vestizione, fino al carnevale barbaricino, tra suoni, immagini e testi  si inizia a prendere confidenza con le persone del luogo che spiegano la storia e il significato delle maschere mamoiadine.

sabato 2 aprile 2016

Sito Archeologico Su Mulinu

Nel 1983 iniziarono gli scavi nel sito archeologico Su Mulinu di Villanovafranca, situato a circa 60 km da Cagliari, e ancora oggi non sono terminati e sicuramente, se arriveranno ulteriori finanziamenti, quando ritornerò fra un paio di anni non avrà lo stesso aspetto.
Gli scavi hanno portato alla luce un straordinario sito archeologico dell’età nuragica composto da un nuraghe e da un villaggio che si estende per oltre due ettari di terreno. A prima vista, osservandolo da lontano, non riuscivo ad immaginare la struttura originale del sito ancora coperta dalla sabbia o cancellata dal tempo, e quindi ciò che non si vede, perché fu distrutto e ristrutturato diverse volte mutando aspetto, destinazione, ampliando o integrando alcune parti, cambiando così la fisionomia originaria. Successivamente, seguendo la guida con più attenzione e dando uno sguardo alla pianta del sito, sempre a portata di mano, finalmente agli occhi appare una struttura gigantesca che poggia su diversi livelli di inimmaginabili proporzioni.

martedì 18 agosto 2015

Al museo archeologico cabrarese

Da un giorno all'altro, da un minuto all'altro, senza ripensamenti, ho deciso di rivedere il museo archeologico di Cabras nella Penisola del Sinis.

Sono passati più di dieci anni dall'ultima volta  che l'ho visitato, e questo mi ha consentito di rivedere le varie sezioni con più calma e con più attenzione, comunque anche se una parte la conoscevo già, e anche se prima della visita ci avevano anticipato che in tutto questo periodo ha subito delle variazioni grazie ai nuovi ritrovamenti, ho constatato che avevo dimenticato molti aspetti.