Un romanzo imponente con interminabili pagine, più di ottocento, con Voci estratte dalla realtà senza pregiudizi e senza censura, un lavoro certosino per raccontare sotto forma di un romanzo storico ciò che accadde nella penisola nostrana tra il 1919 e il 1925. La narrazione è ben impostata con argomentazioni forti e comprovate in documenti ufficiali, il tutto per descrivere in modo lineare e con una scrittura ben strutturata l’ascesa della dittatura fascista. Il titolo del romanzo storico suggerisce come nasce M Il figlio del secolo, un uomo partito dal basso, astuto e determinato, il quale in poche mosse istituisce una dittatura feroce durata troppo e troppo tempo. lo scrittore Antonio Scurati narra l’ascesa di Benito Mussolini iniziando dal primo momento, perlustrando le fasi dal di dentro, dal palazzo di potere, aprendo le porte principali sviscerando con documenti ufficiali i passi compiuti assieme a un nutrito gruppo di sostenitori.
mercoledì 24 giugno 2026
sabato 16 maggio 2026
Due romanzi a confronto
Due storie a confronto, scritte dalla stessa penna, per raccogliere differenze nello stile e paragonare le Voci elaborate nei romanzi prendendo in considerazione la realtà. Le trame sono colme di situazioni drammatiche, utopistiche, di fatti allacciati alla probabilità o meno che si attuino, e in uno specifico caso al desiderio che si attui una fantasia umana. Le due letture lasciano un certo effetto, si inseguono Voci e avvenimenti drammatici carichi di significati, tutti inventati dall’autore per dare uno scossone alla società. La trama s’incolla alla vita reale, ci si domanda come potrebbe mutare l’esistenza umana se ciò che si racconta si dovesse consolidare sul pianeta terra. Il confronto tra i due romanzi, paragonandolo alla realtà inserendo questioni utopistiche registrate nelle pagine, si elabora in solitudine per poi esternarli in famiglia, tra conoscenti, e nel mio caso svilupparli in una seconda sede all’interno di un gruppo di lettura. I contenuti trascritti sono storie imprevedibili carichi di effetti da capogiro in grado di colpire la mente, e mentre si passa da una pagina all’altra le riflessioni inseguono ogni attimo della giornata lontano dai libri.
lunedì 16 febbraio 2026
Il cavaliere d’inverno. La trilogia
Questa volta la lettura ha previsto parecchio tempo, una leggera difficoltà determinata da vari fattori, in primis il numero esorbitante di pagine da sbrogliare, e in secondo luogo per non poterla gestire in autonomia perché ancorata a un gruppo di lettura, in più il bastone tra le ruote è stata coordinata dai mali stagionali. La trilogia di Paullina Simons era interminabile, non si riusciva a vedere la parola fine, inoltre la scrittrice ha previsto di ingrossare le pagine riportando Voci già scritte e lette in altri capitoli. La trilogia è corposa, composta da parecchie pagine, il primo volume s’intitola “Il cavaliere d’inverno”, il secondo “Tatiana & Alexander” e l’ultimo “Il giardino d’estate”, e ogni romanzo è il seguito dell’altro, e questa particolarità frena la scorciatoia per passare da uno all’altro in modo casuale. I tre romanzi, intrecciati tra di loro, pur avendo la stessa struttura, prendono in considerazione episodi e anni diversi, nel primo gli anni della giovinezza, il secondo l’età di mezzo, e l’ultimo gli anni della maturità e della vecchiaia. Tra i tre preferisco “Il cavaliere d’inverno” per aver riportato alla mente i momenti più bui della Seconda Guerra mondiale, mentre per “Tatiana & Alexander” avrei eliminato gran parte delle pagine per aver riportato Voci già spacchettate nel primo volume.
mercoledì 10 dicembre 2025
Il treno dei bambini
In questa lettura, la riflessione è aperta per ogni singolo lettore. Ogni capitolo racconta ciò che accadde nel nostro Paese all’indomani della II Guerra Mondiale, nel quale si adottarono dei programmi per proteggere i minori. Ogni territorio del sud d’Italia, compreso le isole, per sfamare i figli adottò una serie di strategie geniali utili allo scopo, e allo stesso tempo classificabili come scelte dolorose. Dopo la II Guerra, intere famiglie italiane non ottennero un buon lavoro, e lo stipendio non era adeguato a coprire i costi dei beni essenziali, situazione negativa capace di inserire ai margini della società una parte della popolazione. Non riuscire ad acquistare i beni essenziali, come il pane e lo zucchero, solo per citare alcuni prodotti, ha impedito lo sviluppo di interi territori, e tra questi si includono una scarsa scolarizzazione e un insufficiente alimentazione dei fanciulli. Per sfamare i piccoli si adottò un programma per affidare momentaneamente i bimbi in alcune famiglie i quali avevano lo scopo di accudirli sotto tutti i punti di vista.