Nel 1975 uscì uno sceneggiato della RAI, un mito del piccolo schermo capace di incollare in massa i telespettatori alla TV per tutte le cinque puntate. Lo sceneggiato s’intitola Ritratto di donna velata, e probabilmente la trama non dirà nulla alle nuove generazioni degli anni duemila, ma è ben impresso nella mente di coloro che lo videro in prima visione con una schiera di repliche. Lo sceneggiato è un giallo stile thriller storico, esoterico con argomentazioni legati al mistero della magia fino al soprannaturale. Le varie trattazioni sono legate a un segreto di tipo archeologico, con riferimenti alla civiltà degli Etruschi, e scrupolosamente ogni personaggio deve sbrogliare la matassa di un’urna funeraria contenente un mistero sulle varie incisioni che riporta sulla superficie, inoltre si cerca di trovare i grovigli inseriti in una leggenda. Chi sa, e chi ha appena appreso le notizie sulla leggenda, è in cerca di un misterioso tesoro racchiuso in una necropoli etrusca. La mappa per trovare la necropoli è incisa nell’urna divisa in due parti, ed ogni personaggio è in cerca di averle tutte e due.
domenica 7 giugno 2026
sabato 29 luglio 2023
Amigurumi fantasy. Il libro
Il miglior amico, quello che ci consiglia e ci insegna a maneggiare l’uncinetto, è sempre il libro. Il modo migliore per imparare a realizzare gli amigurumi è senza dubbio il classico libro, soprattutto se è redatto di istruzioni, di immagini con dei collegamenti video e tanto altro. Per questo motivo ho deciso di aprire una finestra dedicata ai libri sugli amigurumi. Oggi consiglio ”Amigurumi fantasy: unicorni, draghi e molto di più” della casa editrice Il Castello. Il libro è stato scritto a più mani da diverse artigiane appartenente al mondo degli amigurumi, e ogni crochet amigurumi designer illustra passo per passo tutti i passaggi.
domenica 16 maggio 2021
Il segno del comando
Correva l’anno 1971 quando la RAI trasmise in cinque puntate uno degli sceneggiati più belli e perfetti della tv. Se dico sceneggiato doc degli anni Settanta, ognuno ha in mente un titolo, e tutti, proprio tutti, ripeteranno “Il segno del comando”. Le basi per definirlo un capolavoro ci sono tutti: ottima sceneggiatura, eccellente fotografia, storia accattivante, musica perfetta per ogni scena, una regia che fece scuola, e più di ogni cosa la recitazione perché in un colpo solo c’è la crema DOC del teatro italiano. Il punto di forza dell’intera opera d’arte (io la definisco così) è l’intreccio di una serie di generi, i quali si mescolano, si amalgamano, si toccano e si sfiorano con un tatto geniale, talmente perfetto da mandare in visibilio un’intera nazione paralizzandolo sullo schermo dalla prima fino all’ultima puntata, ripetendo lo stesso risultato ogni volta che la RAI trasmise le repliche.
mercoledì 10 aprile 2019
Ladyhawke
"Ha parlato? Che cosa ha detto?"
