Le Voci di oggi si riferiscono a due romanzi storici scritti dalla stessa penna. Ho inseguito queste Voci perché in più di un’occasione avevo letto recensioni positive sulla scrittrice Natasha Solomons, così, cerca che ricerca, ho recuperato due suoi lavori in due biblioteche diverse. I libri sono Casa Tyneford e I Goldbaum, e se la matrice porta la stessa firma, anche se lo stile non muta come le ambientazioni, non si direbbe che abbiano lo stesso tipo di gradimento. Entrambi prendono in considerazione vicende storiche di tipo familiare, si ricostruiscono le storie prendono come base i complessi di noti personaggi e si incollano una serie di fatti ben inquadrati legati a questioni realmente accadute. Nei due romanzi, da una parte conosciamo la vita di famiglie non comuni, e dall’altra parte si incrociano circostanze di un certo spessore perché si espongono i drammi della guerra con tutto ciò che ruota tra le famiglie inglobando elementi appartenenti alla storia dell’Europa. I pareri trascritti in altri angoli virtuali sono discordanti e in altri contesti combaciano in positivo, ognuno esprime il proprio giudizio in base ai gusti personali senza bocciare l’intero lavoro, ogni lettore elenca i punti di forza e di debolezza senza recensioni severe.
Dal mio punto di vista Casa
Tyneford ha una struttura più lenta con elementi stancanti, anche se
interessanti, alcuni aspetti sono prevedibili per aver analizzato Voci comuni
ben sviluppati in altri contesti della stessa natura. Le Voci impresse nel
romanzo I Goldbaum hanno una base più
solida e più coinvolgente per aver presentato una delle famiglie più in vista
dell’Europa, nutrita da quesiti e argomenti più equilibrate e ricche di colpi
di scena. In entrambi i lavori, l’abilità della scrittrice consiste nel creare
buoni personaggi armonizzando le loro figure con le ambientazioni storiche,
riuscendo a specchiare in meglio la società europea della prima metà del
novecento.
1° romanzo: I Goldbaum
Europa tra il 1911 e gli anni
della Grande Guerra. I Goldbaum sono una famiglia ricchissima di banchieri,
talmente ricchi e potenti da scrivere una leggenda tramandata in bocca in bocca;
si narra che noleggiano il sole per brillare solo per loro. I Goldbaum si
comportano come dei reali, perché sono sparsi in Europa collocando i cinque
filoni della famiglia nelle cinque capitali più importanti del vecchio
continente, e ognuno di loro è a capo di una banca. Tutti i componenti,
maschili e femminili, si sposano tra di loro per non disperdere il potere, per stringere
alleanze, saldare amicizie e per non dividere il patrimonio. La struttura dei Goldbaum
è di tipo patriarcale, agli uomini spetta il compito di gestire gli affari e le
banche, e le donne si devono occupare dei figli e stare in casa appoggiando il
marito in ogni tipo di decisione. Tra i Goldbaum ci sono le mosche bianche, chi
non vuole accettare le rigide regole misogine e di tabù, ma si devono piegare
perché la potenza della famiglia non da spazio alle libertà. Gli eredi
dell’impero Goldbaum hanno il compito di preservare la potenza della famiglia,
sono affidati alle migliori scuole, e se hanno libertà di scelta in gioventù,
alla laurea mettono nel cassetto le ambizioni personali per occuparsi solo
degli affari di famiglia, sempre e solo quelli della banca. Il patriarcato
prescrive che le donne Goldbaum debbano sposare gli uomini Goldbaum (e
viceversa), e per il matrimonio sono costrette ad abbandonare non solo la casa
ma anche il paese natale perché si devono trasferire e prendere la cittadinanza
nello Stato del marito. I cambiamenti della vita, già stabiliti dai capi di
famiglia, portano scompiglio alle giovani spose, le quali si devono adattare in
un nuovo paese, devono imparare una nuova lingua, essere accettate e devono
anche saper apprezzare e conoscere il coniuge. Come tutti i regnanti, anche i Goldbaum
devono sfornare figli da introdurre nei salotti degli affari, naturalmente,
come la regola misogina prescrive, i maschi sono più che ben accettati, e chi
non consegna nuovi eredi è assediato dalla famiglia. Una delle figure più in
vista è Greta, la quale in nome della famiglia deve sposare Albert Goldbaum e
trasferirsi da Vienna in Inghilterra, e in questo sconosciuto paese deve
imparare a farsi apprezzare dalla nuova famiglia e dalla comunità inglese. Greta
deve convivere con le strane passioni del marito, ma non tutto fila liscio,
quindi, per salvare le apparenze, la suocera le dona un pezzo di terreno dove
può far brillare un giardino da favola. Il giardino sarà il luogo per
dimenticare le apparenze, si direbbe che Greta lo usi per allontanarsi dai
rigidi principi asfissianti della famiglia, per cui prende le decisioni in
totale autonomia, si rifiuta di assumere i classici giardinieri con curriculum
stellari, e si affida seguendo il suo personale fiuto. Un altro personaggio ben
in vista è Otto, il fratello di Greta, un uomo incastrato tra l'incudine e il martello perché dovrà abbandonare le sue
aspirazioni per spirito di dovere. Poi c’è Clement, il fratello di Albert, un
uomo non adatto a dirigere una banca perché attaccato più ai piaceri della vita
che ai rigidi principi familiari. I Goldbaum dovranno gestire gli affari nella
problematica Europa allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, e le conseguenze
saranno imprevedibili a tratti catastrofiche come le persone normali. I Goldbaum,
anche se hanno uno sconfinato potere, con la guerra si accentuano i dislivelli
delle famiglie sparse in Europa. La guerra trascina i Goldbaum verso nuovi
dilemmi e le problematicità più rilevanti riguardano gli affari sempre in odor
di fallimento, dovranno adattarsi ai nuovi equilibri di tipo industriale e
bellico, prendere decisioni in modo cinico e schierarsi apertamente o
nascondere la realtà, chi ha cambiato cittadinanza dovrà essere accolto dal
nuovo paese come parte integrante della società, oppure essere considerati come
dei nemici perché natii di uno Stato nemico.
Come in tutte le guerre non mancano i problemi, ma i Goldbaum non sono
gente comune, ogni personaggio Goldbaum ha il compito di salvare il patrimonio
familiare, stringere alleanze e concedere denaro studiando nei minimi
particolari i contratti da firmare. Gestire il denaro da consegnare nelle mani
affidabili non sarà semplice, perché la guerra ha bisogno di ingenti capitali e
selezionare i clienti introduce nuovi nemici e/o amici. Stringere nuove
alleanze nel continente americano sarà un altro obiettivo sorto per necessità allo scoppio
del conflitto mondiale, e prendere decisioni non sarà una passeggiata. Finita la Grande
Guerra, il potere dei Goldbaum non subisce conseguenze, ma la famiglia non sarà
più la stessa.
Scheda del libro: titolo: I
Goldbaum; titolo originale: The house of gold; scrittrice: Natasha Solomons;
genere: romanzo storico, drammatico; casa editrice: Neri Pozzi; anno: 2019;
pagine: 478; prezzo di copertina: € 18,00.
2° romanzo: Casa Tyneford
Vienna 1938. Elise Landau è una
donna borghese figlia di uno scrittore famoso e una madre cantante diventata
una stella dell’Opera viennese. La sua vita si nutre di cultura, di agi e di
leggerezza, fino a quando in Europa compaiono le persecuzioni naziste ai danni
degli ebrei. Per scampare alla deportazione e alla morte certa, la famiglia
Landau si smembra con la speranza di ricongiungersi in America. La sorella è una
cantante come la madre, e col marito riesce a raggiungere il continente
americano, mentre Elise scappa in Inghilterra il tanto necessario per
organizzarsi e ricongiungersi con la sorella in un secondo momento, mentre i
genitori restano in Austria perché non hanno ancora i documenti per scappare.
Elise raggiunge l’Inghilterra da sola con una valigia, con la collana della
madre e un dono prezioso ricevuto dal padre, il suo ultimo romanzo nascosto in
un anonimo strumento musicale, la viola. Nessuno deve sapere che ha portato con
se l’ultimo e prezioso lavoro del padre non ancora pubblicato, neanche la
sorella e la madre, il tutto è stato architettato con la speranza di ritrovarsi
e soprattutto per non consegnarlo nelle mani sbagliati; c’è il forte sospetto
che il libro possa essere distrutto, perché i libri bruciati non sono frutto
della fantasia. Elise raggiunge una località sconosciuta sulle coste del Dorset,
si presenta a Tyneford House, un’immensa casa signorile di proprietà di persone
facoltose con tanto di giardino e un immenso terreno collegato al mare. Il suo
compito sarà quello di diventare una domestica al servizio di Christopher
Rivers. Il soggiorno a Tyneford House e il nuovo lavoro comporta un forte
disagio, perché lei è nata ricca, ama la cultura, le opere, i libri e non
conosce il suo nuovo ruolo, inoltre non parla correntemente la lingua inglese,
e il disagio con i nuovi padroni e i colleghi è palpabile in ogni circostanza. La
nostalgia di casa e dei familiari è fortissima, le comunicazioni con i genitori
sono lente, e ogni volta che riceve una lettera scopre che ancora non hanno
ricevuto i documenti per lasciare l’Austria e fuggire in America. Un giorno a
Tyneford House si presenta Kit, il figlio di Rivers, e finalmente c’è un po’ di
libertà, la monotonia si attenua, perché il giovane è piuttosto allegro. Con
Kit, conosce anche le sue amicizie, come due insopportabili ragazze borghesi
che si approfittano di Elise, la trattano come l’ultima della società fino ad
appropriarsi della collana, un oggetto prezioso non perché ha un immenso valore
commerciale ma perché ha un valore affettivo. Trai Kit e Elise nasce una forte
amicizia trasformato in amore. Ad una festa i due si atteggiano con troppa
libertà mettendo a disagio il signor Rivers e gli ospiti, perché lei è la domestica
e il ragazzo il figlio di un uomo ricco e rispettato. La tranquillità a
Tyneford House subisce un tracollo, la guerra bussa alla porta dell’Inghilterra
e anche Kit deve partire per servire il suo paese, e in sua assenza le giornate
trascorrono con nuove apprensioni. Con il Secondo conflitto mondiale la
corrispondenza epistolare tra Elise e i genitori subisce una forte
interruzione, le notizie di casa cessano, come il forte sospetto di non
rivedere più vivi il padre e la madre. L’unico contatto familiare è la sorella,
ma anche lei non sa cosa sia accaduto ai genitori. Dopo una forte crisi
esistenziale, Elise spiffera alla sorella che il padre aveva nascosto dentro la
viola il suo nuovo romanzo, e tra le due si apre una straziante discussione. Elise
non sa esattamente che cosa contengano quelle pagine nascoste dal padre, così,
senza pensarci due volte, scoperchia la viola e fa una scoperta che la lascia a
bocca aperta. I venti di guerra raggiungono Tyneford House, i doveri verso
l’Inghilterra investono tutti i dimoranti, sia ricchi che poveri, trascinandoli
in un inaspettato nuovo capitolo, le cui conseguenze stravolgono le sorti di
Elise e della famiglia Rivers.
Scheda del libro: titolo: Casa
Tyneford; titolo originale: The novel in the viola; scrittrice: Natasha
Solomons; genere: romanzo storico, drammatico; casa editrice: Neri Pozzi; anno:
2020; pagine: 413; prezzo di copertina: € 18,00.
Nessun commento:
Posta un commento
Ricordo ai lettori che il legislatore ha emanato una norma per proteggere i dati personali quando si naviga nei blog, quindi, prima di lasciare un commento, si consiglia la lettura della pagina “Disclaimer, Privacy & Cookie”.