“Comunque, per farla breve,
ho deciso di suicidarmi. Il problema col suicidio, però, è che non puoi farla
breve, perché è la storia lunga che interessa alla gente, soprattutto la mia,
perché io ero, e disgraziatamente ancora sono me, fino a oggi. Ah, perdonatemi,
nel caso lo sapeste già. Ma io sono Martin Sharp, l’uomo che aveva tutto, la
moglie, due figlie, tre cani, e almeno quattro People Choise Awards, oltre a cinque mattine a settimana nel più
importante programma televisivo inglese. Ah, stavano perfino per offrirmi
lunedì liberi. Fin qui tutto bene. Avevo raggiunto la mezza età indenne, e
avevo qualche soldo in banca, finché non incontrai Susy Jenkins alla presentazione di
una crema idratante da uomo. In mia difesa, Vostro Onore posso dire che
sembrava che avesse 25 anni, ma non li aveva, finché nell’ordine comportò
tabloid scatenanti, una pena detentiva breve, divorzio, discredito, rovina. La
notte di capodanno dovrebbe essere una pausa per riprendere fiato, un punto e
virgola. Beh, io ero arrivato al punto e basta. Sul serio. Perché mai non avrei
dovuto desiderare di buttarmi giù da un palazzo?”