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martedì 2 febbraio 2021

Le Voci del sound Pianeta Terra compiono quarant'anni

Only came outside to watch night fall with the rain

I heard you making patterns rhyme like

Some new romantic looking for the tv sound

I’ll see you’re right some other time love

Look now look all around there’s no sign of life

Voices another sound can you hear me now this is planet earth

You’re looking at planet earth

Bop bop bop  bop  bop  bop  bop bop this is planet earth

My head is stuck on something precious let me know

If you’re coming down to land is there

Anybody out there trying to get through

My eyes so cloudy I can’t see you

Look now look all around there’s no sign of life

Voices another sound can you hear me now this is planet earth

You’re looking at planet earth

Bop bop bop  bop  bop  bop  bop bop this is planet earth

Planet earth

Planet earth

Planet earth

Look now look all around there’s no sign of life

Voices another sound can you hear me now this is planet earth

You’re looking at planet earth

Bop bop bop  bop  bop  bop  bop bop this is planet earth

Bop bop bop  bop  bop  bop  bop bop calling planet earth

Bop bop bop  bop  bop  bop  bop bop looking at planet earth

Bop bop bop  bop  bop  bop  bop bop this is planet earth



Quando scrissero la frase “Some new romantic looking for” erano consapevoli del fatto che stavano spalancando le porte alla loro strabiliante carriera? Io penso che una buona dose d’ingenuità abbia velato e allontanato “la palla di cristallo”, quel marchingegno necessario per prevedere il florido futuro. La citazione che compare nel testo, come tutta la canzone, ha come effetto diretto e indiretto l’apertura di un nuovo capitolo per i cinque musicisti ancora sconosciuti, in particolare li identificò col nuovo genere musicale, appunto chiamato new romantic. Chissà se per battezzare il nuovo genere musicale presero la frase dalla canzone “Planet Earth”, le coincidenze ci sono e sono parecchie, e in questi casi la fantasia lavora a tutto tondo tra una Voce e l’altra senza verificare la fonte; ma questa è una Voce fantasiosa. Una Voce è reale e inconfutabile: la canzone "Planet Earth" divenne un punto di riferimento, la più rappresentativa e il punto di contatto del genere new romantic.

Qualcuno si chiederà perché oggi si festeggia la pubblicazione di “Planet Earth” dei Duran Duran, una canzone che compie quarant’anni. L’interrogativo e più che lecito e alcune risposte le registro nel Taccuino.

La canzone “Planet Earth” è il primissimo singolo pubblicato dal gruppo di Birmingham, ed è stato inserito nel primissimo album che porta il loro nome, un nomignolo preso in prestito da un personaggio tratto da un fumetto e dal film Barbarella interpretato da Jane Fonda, l’astronauta detective che deve trovare lo scienziato Durand-Durand. Inoltre, il motivo centrale che ruota attorno al compleanno riguarda la data della pubblicazione del pezzo, perché si può adottare come un punto di riferimento. Il 2 febbraio del 1981 è una data simbolica per identificare l’inizio della carriera dei DD, per calcolare e individuare agevolmente la via che portò alla nascita della duranmania, per alcuni paragonabile all’era dei Beatles.  

La canzone “Planet Earth” in breve tempo conquistò i primi posti della classifica dei singoli più venduti in patria fino al continente australiano, ma con un tiepido successo nel mercato americano. I Duran Duran, per potenziare la visibilità del loro lavoro, registrarono anche una versione più lunga rispetto a ciò che comparve nell’album di debutto, e arrangiando e sviluppando soprattutto la parte centrale lo allungarono per più di due minuti con un effetto decisamente più invitante rispetto all’originale. Il pezzo più lungo, rielaborato e scandito dal suono emesso dal basso e dalla batteria, lo riservarono ai locali notturni, in sostanza adattarono “Planet Earth” per i club dove si ballava, e questo fu un intuito talmente geniale da permettere al gruppo di conquistare la popolarità con il minimo sforzo.  

La canzone “Planet Earth” si accoglie festosamente perché ottenne il massimo risultato sviluppando nuove sperimentazioni in voga in quel periodo per raggiungere un pubblico più ampio, vale a dire armonizzare le note musicali con le immagini per la tv, o meglio girare dei cortometraggi per promuovere i pezzi musicali. In breve tempo i videoclip diventarono un surplus per il mercato della musica accorciando le distanze tra gli artisti e il pubblico da conquistare, e i Duran Duran sono i maggiori fruitori ed esperti in questo campo.

Oggi si festeggia “Planet Earth” perché aggiunse un altro tassello all’industria discografica, perché a cavallo tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta stavano nascendo i videoclip come li conosciamo oggi, già ben collaudati da altri artisti, e la canzone iniziò il percorso dei DD  

Il video è leggendario in tutti i sensi e sono state spese diverse Voci, ad es si può citare il mormorio che circondò il basso di John, perché talmente scenografico (o costoso per un’artista sconosciuto) da meditare se sia stato adottato per la registrazione in studio dell’album; una Voce volata via in un soffio con la smentita del bassista  perché lo affittò solo per il giorno delle riprese. Un’altra Voce che accompagna il video riguarda l’abbigliamento scelto (o meticolosamente calcolato) per girare le scene: il gruppo comparve con le camicie bianche con i volant stile settecentesco, pantaloni in pelle o a palloncino, fascia ai pantaloni, cravatte stranissime, tinture e capigliature di ogni genere, in poche parole comparvero con uno stile decisamente improponibile nella vita reale di tutti i giorni; teoricamente stava germogliando un nuovo look.

La musicalità della canzone è un’altra Voce da prendere in considerazione, e su questo punto recentemente il bassista John Taylor ha diffuso in rete una piccola lezione, guarda il video:


 

Un’altra Voce da trascrivere nel Taccuino riguarda l’album di debutto del gruppo inglese. Nel 1980 registrarono “Duran Duran” nel mezzo di una serie di coincidenze più che positive, e puntualmente quando stavano fermentando i venti giusti per nuovi sound musicali, quelli del dopo punk. Il caso volle che nello stesso momento, mentre il gruppo stava lavorando ai pezzi da inserire nel primo disco, nello stesso studio dello stesso palazzo i Japan stavano registrando la loro pietra miliare, Gentlement take polaroids, un LP inserito tra i più importanti della storia della musica. Chissà se questa coincidenza influenzò il tastierista Nick Rhodes, perché adottò lo stesso stile del cantante David Sylvian dei Japan, tanto da essere perfettamente identici, e addirittura qualcuno pensò in un vero scippo di immagine; sono tutti pettegolezzi che ruotarono attorno al tastierista per parecchio tempo. Ma oggi non è tempo di chiacchiere, oggi si festeggia il compleanno di “Planet Earth”, e per l’occasione, per il quarant’esimo anno dall’uscita della canzone, registro nel Taccuino le Voci della canzone, il testo e la scheda.

 

Registro nel Taccuino il video originale di “Planet Earth” dei DD:

 


...Planet Earth night version...


... in concerto ....


Scheda della canzone:

Titolo: Planet Earth

Gruppo: Duran Duran

Album: Duran Duran

Lato B 45 giri: Late Bar

Genere: new wave, new romantic

Anno: 2 febbraio 1981

Durata: circa 4:00

 

Ricordo gli altri post sui DD:

Il libro autobiografico di John Taylor

New religion

Save a prayer

New Moon on Monday

Night Boat

Lonely in your nightmare


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