“È giunto amore
finalmente.
Nasconderlo sarebbe
vergogna assai più grave che svelarlo.
Commossa dai
miei versi,
Venere lo portò
sino me,
tra le mie
braccia compì la sua promessa.
I miei peccati li
racconti che si dirà non ebbe i suoi.
Io quasi non vorrei
neppure scriverli:
prima di lui, temo
li legga un altro.
Ma giova aver
peccato. Mi disturba
atteggiare il
mio volto alla virtù.
Si dirà che son degna di lui, e lui di me”
Le Voci di Sulpicia aprono le porte al Nuovo Anno.
La poetessa fu una grande e importante donna, definibile come la prima Voce femminile della poesia dell’età classica. Nel I sec. A.C., in età romana, circolavano prevalentemente Voci dei poeti maschili, e tra i grandi letterati, fatto solo di uomini, Sulpicia fu un’eccezione, infatti le sue poesie sono giunte fino a noi.
Oggi, trascrivo nel Taccuino la poesia della prima poetessa latina per augurare buon anno a tutte le persone che passano in questo piccolo angolo virtuale, e anche perché l’ho trovata in una vecchia agenda e non ho intenzione di perderla.
Carissime lettrici,
Carissimi lettori,
Auguro a tutti Voi
Buon Anno Nuovo
Buon 2026
N.B. immagini prelevate dalla rete tramite il motore di ricerca Google.



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