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domenica 23 febbraio 2020

Storia di chi fugge e di chi resta

Ho visto Lila per l’ultima volta cinque anni fa, nell’inverno del 2005. Stavamo passeggiando di buon mattino lungo lo stradone e, come ormai da anni, non riuscivamo a sentirci a nostro agio. Parlavo solo io, mi ricordo: lei canterellava, salutava gente che nemmeno rispondeva, le rare volte che mi interrompeva pronunciava solo frasi esclamative, senza un nesso evidente con ciò che dicevo. Erano successe negli anni troppe cose brutte, alcune orribili, e per ritrovare la via della confidenza avremmo dovuto dirci pensieri segreti, ma io non avevo la forza di trovare le parole e lei, che forse la forza ce l’aveva, non ne aveva voglia, non ne vedeva l’utilità. Le volevo comunque molto bene e quando venivo a Napoli cercavo sempre di incontrarla, anche se, devo dire, ne avevo un po’ paura. Era cambiata molto

 
“Storia di chi fugge e di chi resta” è il terzo volume della serie “L’amica geniale” e prosegue nel punto esatto in cui finisce il secondo volume.  Ogni volume della saga è ambientato in un periodo ben preciso, e questa volta le protagoniste devono affrontare i problemi degli anni settanta. In ogni volume gli eventi mutano al mutare del periodo preso in considerazione, ogni età tocca con mano il contesto socio culturale italiano, ogni frammento si evolve, e in questo caso le protagoniste affrontano seri problemi in un ambiente definito dai libri di storia come “gli anni di piombo”.
 
Il terzo volume affronta una molteplicità di problemi, i contrasti sociali si accentuano, in un momento in cui si alimentano le lotte sindacali, e le ingiustizie della classe media e più povera vengono al pettine pubblicamente. Non si tacciono più i soprusi nascondendosi o abbassando la testa, ma si affrontano tutti assieme nelle riunioni aziendali, nelle case private e all’aperto e nelle sedi appropriate, ad esempio al sindacato, e si combatte il padrone a costo di perdere il posto di lavoro. Le pessime condizioni di lavoro degli operai sottopagati e in condizioni di sicurezza precarie fuori controllo e al limite del legale, escono dalle mura delle fabbriche con chili d’inchiostro nei volantini distribuiti dentro e fuori i luoghi di lavoro fino a raggiungere la stampa che conta  con pubblicazioni nei giornali. Sbucano i fascisti che controllano il territorio dentro e fuori le case private e i luoghi di lavoro, e materializzano il loro pensiero con arroganza e a colpi di spranga, e naturalmente c’è chi li combatte. E in tutto questo trambusto, la criminalità per pareggiare i conti, a modo loro, risolve le complicazioni dei loschi affari a colpi di pistola. E naturalmente non mancano i salotti buoni delle persone agiate, fatte di case lussuose, di libri, bei discorsi, bei vestiti, che accettano di buon grado uno scambio d’idee con i meno agiati, quelli che lottano per ottenere migliori condizioni di vita.
 
Gli argomenti analizzati dai protagonisti si sviluppano intrecciando differenti luoghi (il quartiere napoletano, Milano, Firenze, solo per citarne alcuni), e sono carichi di passione, a tratti lenti, tristi e malinconici, e ricchi di dolore; in altre circostanze i chiacchiericci sono carichi di argomentazioni ben colorate con espressioni dialettali, e chi ha in tasca un titolo di studio e se lo può permettere sfoggia i propri pensieri in lingua italiana.
 
Nel romanzo “Storia di chi fugge e di chi resta” l’amicizia tra le protagoniste subisce ulteriormente delle metamorfosi, sono cresciute e ognuna ha preso la propria strada, e dopo anni di separazione fisica, si incontrano nel pieno della maturità.
 
Lenù emigra per studiare alla Normale di Pisa, sfrutta il suo talento per pubblicizzare il suo libro, frequenta i salotti buoni della cultura, e nonostante il successo accusa un malessere generale sfociabile in una depressione interiore, accentuata col matrimonio con un accademico e l’incontro con il suo spetro, l’amico d’infanzia Nino.
 
Lila vive le difficoltà quotidiane da donna separata con un bimbo, combatte per sopravvivere da operaia sfruttata e sottopagata, affronta la dura realtà del mondo del lavoro fatto di soprusi, ricatti, violenza e conflitti tra fazioni opposte.

Ed entrambe hanno bisogno l'una dell'altra.
 
 

Scheda del libro
Titolo: Storia di chi fugge e di chi resta
Sottotitolo: L’amica geniale, terzo volume
Genere: romanzo
Casa editrice: E/O
Anno: 2013
Pagine: 382
Prezzo di copertina: € 19,50
 
 
Segnalo i precedenti romanzi della saga  recensiti nel Taccuino:
L’amica geniale, clicca QUI
Storia del nuovo cognome, clicca QUI
 
Le prime righe sono tratte dal romanzo “Storia di chi fugge e di chi resta”, e le trovi a pag. 15.
 


4 commenti:

  1. Risposte
    1. Molti lettori sono del tuo parere. Il libro è apprezzato ovunque e tradotto in diverse lingue. Buona lettura.

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  2. Innassia, non seguo Elena Ferrante.
    Ciao.

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    1. La lettura deve essere una piacere non un obbligo. Se non interessa meglio guardarsi attorno e sceglierne altri. Grazie per la tua visita.

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