Questa volta la lettura ha previsto parecchio tempo, una leggera difficoltà determinata da vari fattori, in primis il numero esorbitante di pagine da sbrogliare, e in secondo luogo per non poterla gestire in autonomia perché ancorata a un gruppo di lettura, in più il bastone tra le ruote è stata coordinata dai mali stagionali. La trilogia di Paullina Simons era interminabile, non si riusciva a vedere la parola fine, inoltre la scrittrice ha previsto di ingrossare le pagine riportando Voci già scritte e lette in altri capitoli. La trilogia è corposa, composta da parecchie pagine, il primo volume s’intitola “Il cavaliere d’inverno”, il secondo “Tatiana & Alexander” e l’ultimo “Il giardino d’estate”, e ogni romanzo è il seguito dell’altro, e questa particolarità frena la scorciatoia per passare da uno all’altro in modo casuale. I tre romanzi, intrecciati tra di loro, pur avendo la stessa struttura, prendono in considerazione episodi e anni diversi, nel primo gli anni della giovinezza, il secondo l’età di mezzo, e l’ultimo gli anni della maturità e della vecchiaia. Tra i tre preferisco “Il cavaliere d’inverno” per aver riportato alla mente i momenti più bui della Seconda Guerra mondiale, mentre per “Tatiana & Alexander” avrei eliminato gran parte delle pagine per aver riportato Voci già spacchettate nel primo volume.
La lettura del primo volume è
stata assalita da sentimenti forti, perché si riportano gli anni più bui di Leningrado
quando la Germania invase la Russia. Il secondo romanzo è ambientato tra gli
USA e la Russia, ed è nutrita da una serie di fatti tipici di chi si rimbocca
le maniche per ricostruire la propria vita, e anche se la guerra è alle spalle,
si decide ugualmente di ritornare dove c’è l’inferno per salvare la persona
amata, per poi vivere la propria esistenza viaggiando da una terra all’altra.
Anche nell’ultimo romanzo si fanno le valigie per riportare a casa chi è in
pericolo di vita, ma non siamo nella II Guerra mondiale ma nella guerra del
Vietnam, e in questo caso c’è il figlio di Tatiana e Alexander da riportare a
casa sano e salvo, perché contro il volere dei genitori si è arruolato come
soldato, e in missione è misteriosamente scomparso senza lasciare un minimo di
segnale. I tre romanzi sono ricchissimi di fatti e di episodi, troppi per
elencarli uno per uno.
La storia è un misto di drammaticità
e sentimenti amorosi, ogni fatto ripercorre strade diverse e tutte le strade si
congiungono in quella percorsa da Tatiana e Alexander, due giovani che s’incontrano
per caso, lei mangiando un gelato in una panchina e lui dall’altra parte della
strada con i loro sguardi che s’incrociano. Gli sguardi dei due protagonisti si
trasformano in amore platonico, vivranno anni difficili, e staranno assieme per
tutta la vita.
I temi sviluppati nella trilogia sono
vari, oltre all’amore tra i due protagonisti, chi fa da padrona per la maggior
parte del primo volume sono l’orrore della guerra e l’impotenza dinnanzi al
freddo, alla fame e alla morte. La lotta per la sopravvivenza è scritta in modo
semplice, ma questo non significa che la realtà non sia stata sviluppata, anzi,
chi legge vive intensamente le stesse esperienze come se quel mondo faccia
parte di noi. Le Voci drammatiche descritte sono chiare, coinvolgenti, si
leggono le pagine con la voglia di sapere come andrà a finire, fino a quando
c’è una svolta da parte della scrittrice.
Se la parte drammatica
estrapolata dalla realtà è veritiera e ben costruita, all’improvviso, per un
bel po’ di pagine interminabili, scompaiono le tematiche drammatiche per essere
piazzate da Voci stile 50 sfumature di grigio. In un baleno si cancellano la fame e la morte, e si passa a descrivere amplessi su
amplessi amorosi dei protagonisti, troppo smisurate per un romanzo che ha come
base argomenti forti legate all’invasione tedesca in Russia, dove ci sono più
morti in una riga che in un intero camposanto. Con disinvoltura si passa dalla
descrizione degli anni più bui della II guerra con morti di fame e di freddo, a
situazioni trash, lunghe, interminabili e noiose. Sembra di avere tra le mani due
libri, perché con un colpo di spugna si dimentica in un baleno i fatti della
guerra non ancora conclusi, per poi riprenderli dopo che lo stile Harmony è
cessato.
La narrazione della Simons passa
da ambienti strazianti a moine amorose esagerate e fuori luogo, e se avesse
tagliato la parte trash avremmo avuto una trilogia eccezionale, equilibrata e
da leggere e rileggere. Se non fosse stato per quella parte sdolcinata, avrei
dato pieni voti, ma non si possono cancellare i diversi pesi della lettura, da
una parte episodi da infarto e dall’altra noia gratuita. Cancellando la parte
negativa, i voti sono più che positivi, tanto da aver proseguito con la lettura
della trilogia.
Riassumere tutta la trilogia in
poche righe è un’impresa molto faticosa, prima di scrivere due righe ho tentato
di sintetizzare nella mia mente le parti più importanti, ma non riuscivo a
schematizzare per aver dinanzi troppe Voci da riportare. Se poi aggiungiamo che
la scrittrice ha elaborato la storia prendendo come base fatti reali ben
documentabile, la mente vacilla quando si devono scegliere le Voci da escludere
nel riassunto. Visto la difficoltà, stavo pensando di trascrivere un riassunto per
ciascun romanzo prendendoli singolarmente, ma avrei rischiato di ripetere
alcune considerazioni presenti in tutto il lavoro della Simons.
Tirando le somme, quando la
lettura giunge al termine, si possono mettere sul piatto una serie di deduzioni
prendendo in considerazione i luoghi e gli aneddoti raccontati dai
protagonisti.
Quando si termina la lettura dei
tre volumi, non si può stare indifferenti, la storia raccontata lascia il
segno.
La trilogia, come anticipato, prende
in considerazione diverse temi, tutti ben nutriti e spalmati nei tre volumi. I
temi presi in considerazione nel primo romanzo sono incentrati prevalentemente sull’invasione
tedesca a Leningrado con descrizioni super drammatiche estrapolate dalla
realtà, per poi inglobare ulteriori argomenti, come la struttura sociale ed
economica russa di quel periodo, fatta di norme statali e regole rigide per non
lasciare i cittadini sprovvisti di una casa, o per distribuire gli alimenti (da
fame), con descrizione della situazione dei lavoratori nelle industrie belliche.
Sempre nel primo romanzo, si possono sintetizzare le varie argomentazioni con
un piccolo elenco: la sopravvivenza in ambienti estremi, le difficoltà
quotidiane per reperire materiali e alimenti per fronteggiare una delle
invasioni nemiche più crudeli della storia del secolo scorso.
Un altro argomento forte ben
presente nella trilogia riguarda la protezione della propria famiglia fino allo
sfinimento, e ancora, la voglia di ricominciare partendo da zero, la gestione
di una nuova vita in un paese straniero, la maternità, la decisione di affidare
i figli a delle persone sconosciute, decidere di mollare la serenità quotidiana
per ritornare in patria martoriata dalla guerra per salvare il proprio compagno
della vita, i propri cari dispersi o in grave pericolo di vita.
Oltre a tutto questo si può
segnalare la voglia di ricominciare partendo da zero esplorando un paese che
non si conosce, capire come ottenere la cittadinanza, e quindi si descrivono i
personaggi maggiori come dei viaggiatori che intendono esplorare la terra che
li accoglie con lunghi viaggi, spostandosi da una terra all’altra, accumulando
esperienze lavorative e sociali diverse e opposte.
Quando i figli crescono, si
sommano ulteriori tasselli, come i rapporti tra madre/padre e figlio, la voglia
di emergere e il desiderio di esplorare la vita in autonomia per le nuove
generazioni.
Se nel primo volume la storia è
incentrata prevalentemente in Unione Sovietica, nel secondo volume si
palleggiano le terre di USA e Russia moltiplicando una serie di difficoltà, e
nel terzo volume una parte della storia emigra dagli USA al Vietnam, e anche
qui l’intensità di ciò che si racconta è super drammatica.
Tra il primo e il terzo volume
c’è un punto in comune, e non è necessario escogitare degli stratagemmi per
trovarlo. Nel romanzo Il cavaliere
d’inverno Tatiana lascia momentaneamente il figlio di pochi mesi in USA per
ritornare in Russia ancora in guerra per salvare la vita di Alexander, mentre
nel romanzo Il giardino d’estate Alexander
lascia gli USA per raggiungere il Vietnam per trovare e salvare la vita del
figlio; in entrambi i casi si decide di abbandonare la vita tranquilla per
raggiungere una terra in guerra al solo fine di salvare chi si ama; in entrambi
i casi le notizie che si rincorrono sono da brivido. Per trovare e salvare i
propri cari, ognuno gestisce il pericolo inseguendo l’istinto in modo diverso,
si riconoscono le difficoltà determinate da due guerre diverse, l’invasione
tedesca in Russia e la guerra in Vietnam, inoltre Tatiana è giovanissima e
conosce il suo territorio palmo a palmo, mentre Alexander è un cinquantenne che
deve trovare e salvare la vita di suo figlio in uno Stato sconosciuto compreso
la lingua e gli usi locali.
I personaggi più in vista sono
diversi in ogni aspetto, e ogni particolare è utile per comporre il mosaico
delle loro vite, soprattutto la figura di Alexander è coperta da una serie di
punti interrogativi, perché i genitori lasciarono la loro terra natia, gli USA,
per diventare cittadini sovietici, per cui in tutta la trilogia si sommano
tutta una serie di notizie paragonabili a un film di spionaggio; tutti elementi
da sviluppare con la lettura dell’intera trilogia. Il personaggio maschile
Alexander alimenta la trilogia con questioni politiche di un certo spessore,
per cui la base della storia amplia gli elementi dei tre romanzi con argomenti
delicatissimi. La famiglia di Alexander disconosce la patria natia (gli USA) per
diventare cittadini di uno Stato straniero (l’URSS) al solo fine di inseguire
sogni di natura politica, una scelta che porterà una serie di problematicità,
ad esempio essere accettati come cittadini alla pari e non di serie b. La
diversa struttura sociale della nuova patria accumula disillusioni e negazioni
che sfoceranno in fatti tragici e commuoventi, e tra accuse, pedinamenti, fughe
rocambolesche e arresti, la scelta di inseguire sogni (o illusioni) politici cambierà
per sempre e senza via d’uscita la vita di un’intera famiglia, soprattutto
quella di Alexander.
Mentre la figura di Alexander è
coperta da una serie di enigmi, il personaggio femminile Tatiana proviene da
una comune famiglia russa, non desta sorpresa, la vita trascorre con i classici
dilemmi presenti in ogni società. Osservando Tatiana si può identificare la
struttura della società sovietica, fatta di norme e regole non paragonabili a
quelli europee, si può accennare come lo Stato gestisce l’assegnazione degli
alloggi, oppure si raccolgono notizie sull’alimentazione con pasti e ricette
completamente diversi da quelle italiane, ancora, il diverso trattamento dei
lavoratori distinguendo chi lavora nelle industrie belliche da tutti gli altri,
e via discorrendo.
La trilogia di Paullina Simons è stata indicata in un gruppo di lettura non online ma in presenza,
ognuno di noi poteva decidere di leggere solo il I volume oppure terminarla,
io ho scelto di finirlo, e tra influenza, febbre, mal di gola, incluso spostamenti vari
dell’appuntamento del gruppo, per terminarlo ho impiegato parecchio tempo.
Se la lettura è stata
interminabile, come il vuoto della mente quando dovevo scrivere due righe da
trascrivere nel Taccuino, non si può dire la stessa cosa con il riassunto orale
espresso con i colleghi del gruppo. Ognuno di noi ha riferito opinioni diverse, abbiamo esposto le nostre riflessioni, abbiamo approfondito la storia reale, abbiamo parlato dei luoghi impressi nel I volume.
Ognuno di noi ha paragonato la storia romanzata con la storia entrata nei libri
di scuola, abbiamo sviluppato una serie di aneddoti fondendoli con le
esperienze dei nostri concittadini che partirono in guerra per poi non tornare
più, oppure tornarono dai loro cari come persone diverse. Uscendo dal tema
centrale della trilogia, abbiamo ricordato le persone che conosciamo, parenti
di amici e conterranei i quali partirono in guerra in Russia e riuscirono a
tornare a casa in modo rocambolesco; tutti episodi incredibili e da ricordare.
Consiglio la lettura della
trilogia, soprattutto nella fascia di età dei ragazzi dell’ultimo anno delle
superiori.
Scheda della trilogia:
I volume
Titolo: Il cavaliere d’inverno
Titolo originale: The bronze
horseman
Autrice: Paullina Simons
Traduzione: Lucia Folchi,
Francesca Del Moro
Casa editrice: Sozogno
Genere: romanzo storico
Anno: 2001
Pagine: 697
Prezzo di copertina: € 17,56
II volume
Titolo: Tatiana & Alexander
Titolo originale: Tatiana and
Alexander
Autrice: Paullina Simons
Traduzione: Lucia Folchi
Casa editrice: Sozogno
Genere: romanzo storico
Anno: 2003
Pagine: 679
Prezzo di copertina: € 18,00
Titolo: Il giardino d’estate
Titolo originale: The summer
garden
Autrice: Paullina Simons
Traduzione: Roberta Zuppet
Casa editrice: Bur
Genere: romanzo storico
Anno: 2008
Pagine: 663
Prezzo di copertina: € 10,50
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