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lunedì 16 febbraio 2026

Il cavaliere d’inverno. La trilogia

Questa volta la lettura ha previsto parecchio tempo, una leggera difficoltà determinata da vari fattori, in primis il numero esorbitante di pagine da sbrogliare, e in secondo luogo per non poterla gestire in autonomia perché ancorata a un gruppo di lettura, in più il bastone tra le ruote è stata coordinata dai mali stagionali. La trilogia di Paullina Simons era interminabile, non si riusciva a vedere la parola fine, inoltre la scrittrice ha previsto di ingrossare le pagine riportando Voci già scritte e lette in altri capitoli. La trilogia è corposa, composta da parecchie pagine, il primo volume s’intitola “Il cavaliere d’inverno”, il secondo “Tatiana & Alexander” e l’ultimo “Il giardino d’estate”, e ogni romanzo è il seguito dell’altro, e questa particolarità frena la scorciatoia per passare da uno all’altro in modo casuale. I tre romanzi, intrecciati tra di loro, pur avendo la stessa struttura, prendono in considerazione episodi e anni diversi, nel primo gli anni della giovinezza, il secondo l’età di mezzo, e l’ultimo gli anni della maturità e della vecchiaia. Tra i tre preferisco “Il cavaliere d’inverno” per aver riportato alla mente i momenti più bui della Seconda Guerra mondiale, mentre per “Tatiana & Alexander” avrei eliminato gran parte delle pagine per aver riportato Voci già spacchettate nel primo volume.

La lettura del primo volume è stata assalita da sentimenti forti, perché si riportano gli anni più bui di Leningrado quando la Germania invase la Russia. Il secondo romanzo è ambientato tra gli USA e la Russia, ed è nutrita da una serie di fatti tipici di chi si rimbocca le maniche per ricostruire la propria vita, e anche se la guerra è alle spalle, si decide ugualmente di ritornare dove c’è l’inferno per salvare la persona amata, per poi vivere la propria esistenza viaggiando da una terra all’altra. Anche nell’ultimo romanzo si fanno le valigie per riportare a casa chi è in pericolo di vita, ma non siamo nella II Guerra mondiale ma nella guerra del Vietnam, e in questo caso c’è il figlio di Tatiana e Alexander da riportare a casa sano e salvo, perché contro il volere dei genitori si è arruolato come soldato, e in missione è misteriosamente scomparso senza lasciare un minimo di segnale. I tre romanzi sono ricchissimi di fatti e di episodi, troppi per elencarli uno per uno.

La storia è un misto di drammaticità e sentimenti amorosi, ogni fatto ripercorre strade diverse e tutte le strade si congiungono in quella percorsa da Tatiana e Alexander, due giovani che s’incontrano per caso, lei mangiando un gelato in una panchina e lui dall’altra parte della strada con i loro sguardi che s’incrociano. Gli sguardi dei due protagonisti si trasformano in amore platonico, vivranno anni difficili, e staranno assieme per tutta la vita.

I temi sviluppati nella trilogia sono vari, oltre all’amore tra i due protagonisti, chi fa da padrona per la maggior parte del primo volume sono l’orrore della guerra e l’impotenza dinnanzi al freddo, alla fame e alla morte. La lotta per la sopravvivenza è scritta in modo semplice, ma questo non significa che la realtà non sia stata sviluppata, anzi, chi legge vive intensamente le stesse esperienze come se quel mondo faccia parte di noi. Le Voci drammatiche descritte sono chiare, coinvolgenti, si leggono le pagine con la voglia di sapere come andrà a finire, fino a quando c’è una svolta da parte della scrittrice.

Se la parte drammatica estrapolata dalla realtà è veritiera e ben costruita, all’improvviso, per un bel po’ di pagine interminabili, scompaiono le tematiche drammatiche per essere piazzate da Voci stile 50 sfumature di grigio. In un baleno si cancellano la fame e la morte, e si passa a descrivere amplessi su amplessi amorosi dei protagonisti, troppo smisurate per un romanzo che ha come base argomenti forti legate all’invasione tedesca in Russia, dove ci sono più morti in una riga che in un intero camposanto. Con disinvoltura si passa dalla descrizione degli anni più bui della II guerra con morti di fame e di freddo, a situazioni trash, lunghe, interminabili e noiose. Sembra di avere tra le mani due libri, perché con un colpo di spugna si dimentica in un baleno i fatti della guerra non ancora conclusi, per poi riprenderli dopo che lo stile Harmony è cessato.

La narrazione della Simons passa da ambienti strazianti a moine amorose esagerate e fuori luogo, e se avesse tagliato la parte trash avremmo avuto una trilogia eccezionale, equilibrata e da leggere e rileggere. Se non fosse stato per quella parte sdolcinata, avrei dato pieni voti, ma non si possono cancellare i diversi pesi della lettura, da una parte episodi da infarto e dall’altra noia gratuita. Cancellando la parte negativa, i voti sono più che positivi, tanto da aver proseguito con la lettura della trilogia.

Riassumere tutta la trilogia in poche righe è un’impresa molto faticosa, prima di scrivere due righe ho tentato di sintetizzare nella mia mente le parti più importanti, ma non riuscivo a schematizzare per aver dinanzi troppe Voci da riportare. Se poi aggiungiamo che la scrittrice ha elaborato la storia prendendo come base fatti reali ben documentabile, la mente vacilla quando si devono scegliere le Voci da escludere nel riassunto. Visto la difficoltà, stavo pensando di trascrivere un riassunto per ciascun romanzo prendendoli singolarmente, ma avrei rischiato di ripetere alcune considerazioni presenti in tutto il lavoro della Simons.

Tirando le somme, quando la lettura giunge al termine, si possono mettere sul piatto una serie di deduzioni prendendo in considerazione i luoghi e gli aneddoti raccontati dai protagonisti.

Quando si termina la lettura dei tre volumi, non si può stare indifferenti, la storia raccontata lascia il segno.

La trilogia, come anticipato, prende in considerazione diverse temi, tutti ben nutriti e spalmati nei tre volumi. I temi presi in considerazione nel primo romanzo sono incentrati prevalentemente sull’invasione tedesca a Leningrado con descrizioni super drammatiche estrapolate dalla realtà, per poi inglobare ulteriori argomenti, come la struttura sociale ed economica russa di quel periodo, fatta di norme statali e regole rigide per non lasciare i cittadini sprovvisti di una casa, o per distribuire gli alimenti (da fame), con descrizione della situazione dei lavoratori nelle industrie belliche. Sempre nel primo romanzo, si possono sintetizzare le varie argomentazioni con un piccolo elenco: la sopravvivenza in ambienti estremi, le difficoltà quotidiane per reperire materiali e alimenti per fronteggiare una delle invasioni nemiche più crudeli della storia del secolo scorso.

Un altro argomento forte ben presente nella trilogia riguarda la protezione della propria famiglia fino allo sfinimento, e ancora, la voglia di ricominciare partendo da zero, la gestione di una nuova vita in un paese straniero, la maternità, la decisione di affidare i figli a delle persone sconosciute, decidere di mollare la serenità quotidiana per ritornare in patria martoriata dalla guerra per salvare il proprio compagno della vita, i propri cari dispersi o in grave pericolo di vita.

Oltre a tutto questo si può segnalare la voglia di ricominciare partendo da zero esplorando un paese che non si conosce, capire come ottenere la cittadinanza, e quindi si descrivono i personaggi maggiori come dei viaggiatori che intendono esplorare la terra che li accoglie con lunghi viaggi, spostandosi da una terra all’altra, accumulando esperienze lavorative e sociali diverse e opposte.

Quando i figli crescono, si sommano ulteriori tasselli, come i rapporti tra madre/padre e figlio, la voglia di emergere e il desiderio di esplorare la vita in autonomia per le nuove generazioni.

Se nel primo volume la storia è incentrata prevalentemente in Unione Sovietica, nel secondo volume si palleggiano le terre di USA e Russia moltiplicando una serie di difficoltà, e nel terzo volume una parte della storia emigra dagli USA al Vietnam, e anche qui l’intensità di ciò che si racconta è super drammatica.

Tra il primo e il terzo volume c’è un punto in comune, e non è necessario escogitare degli stratagemmi per trovarlo. Nel romanzo Il cavaliere d’inverno Tatiana lascia momentaneamente il figlio di pochi mesi in USA per ritornare in Russia ancora in guerra per salvare la vita di Alexander, mentre nel romanzo Il giardino d’estate Alexander lascia gli USA per raggiungere il Vietnam per trovare e salvare la vita del figlio; in entrambi i casi si decide di abbandonare la vita tranquilla per raggiungere una terra in guerra al solo fine di salvare chi si ama; in entrambi i casi le notizie che si rincorrono sono da brivido. Per trovare e salvare i propri cari, ognuno gestisce il pericolo inseguendo l’istinto in modo diverso, si riconoscono le difficoltà determinate da due guerre diverse, l’invasione tedesca in Russia e la guerra in Vietnam, inoltre Tatiana è giovanissima e conosce il suo territorio palmo a palmo, mentre Alexander è un cinquantenne che deve trovare e salvare la vita di suo figlio in uno Stato sconosciuto compreso la lingua e gli usi locali.  

I personaggi più in vista sono diversi in ogni aspetto, e ogni particolare è utile per comporre il mosaico delle loro vite, soprattutto la figura di Alexander è coperta da una serie di punti interrogativi, perché i genitori lasciarono la loro terra natia, gli USA, per diventare cittadini sovietici, per cui in tutta la trilogia si sommano tutta una serie di notizie paragonabili a un film di spionaggio; tutti elementi da sviluppare con la lettura dell’intera trilogia. Il personaggio maschile Alexander alimenta la trilogia con questioni politiche di un certo spessore, per cui la base della storia amplia gli elementi dei tre romanzi con argomenti delicatissimi. La famiglia di Alexander disconosce la patria natia (gli USA) per diventare cittadini di uno Stato straniero (l’URSS) al solo fine di inseguire sogni di natura politica, una scelta che porterà una serie di problematicità, ad esempio essere accettati come cittadini alla pari e non di serie b. La diversa struttura sociale della nuova patria accumula disillusioni e negazioni che sfoceranno in fatti tragici e commuoventi, e tra accuse, pedinamenti, fughe rocambolesche e arresti, la scelta di inseguire sogni (o illusioni) politici cambierà per sempre e senza via d’uscita la vita di un’intera famiglia, soprattutto quella di Alexander.   

Mentre la figura di Alexander è coperta da una serie di enigmi, il personaggio femminile Tatiana proviene da una comune famiglia russa, non desta sorpresa, la vita trascorre con i classici dilemmi presenti in ogni società. Osservando Tatiana si può identificare la struttura della società sovietica, fatta di norme e regole non paragonabili a quelli europee, si può accennare come lo Stato gestisce l’assegnazione degli alloggi, oppure si raccolgono notizie sull’alimentazione con pasti e ricette completamente diversi da quelle italiane, ancora, il diverso trattamento dei lavoratori distinguendo chi lavora nelle industrie belliche da tutti gli altri, e via discorrendo.

La trilogia di Paullina Simons è stata indicata in un gruppo di lettura non online ma in presenza, ognuno di noi poteva decidere di leggere solo il I volume oppure terminarla, io ho scelto di finirlo, e tra influenza, febbre, mal di gola, incluso spostamenti vari dell’appuntamento del gruppo, per terminarlo ho impiegato parecchio tempo.

Se la lettura è stata interminabile, come il vuoto della mente quando dovevo scrivere due righe da trascrivere nel Taccuino, non si può dire la stessa cosa con il riassunto orale espresso con i colleghi del gruppo. Ognuno di noi ha riferito opinioni diverse, abbiamo esposto le nostre riflessioni, abbiamo approfondito la storia reale, abbiamo parlato dei luoghi impressi nel I volume. Ognuno di noi ha paragonato la storia romanzata con la storia entrata nei libri di scuola, abbiamo sviluppato una serie di aneddoti fondendoli con le esperienze dei nostri concittadini che partirono in guerra per poi non tornare più, oppure tornarono dai loro cari come persone diverse. Uscendo dal tema centrale della trilogia, abbiamo ricordato le persone che conosciamo, parenti di amici e conterranei i quali partirono in guerra in Russia e riuscirono a tornare a casa in modo rocambolesco; tutti episodi incredibili e da ricordare.

Consiglio la lettura della trilogia, soprattutto nella fascia di età dei ragazzi dell’ultimo anno delle superiori.

 

Scheda della trilogia:

I volume

Titolo: Il cavaliere d’inverno

Titolo originale: The bronze horseman

Autrice: Paullina Simons

Traduzione: Lucia Folchi, Francesca Del Moro

Casa editrice: Sozogno

Genere: romanzo storico

Anno: 2001

Pagine: 697

Prezzo di copertina: € 17,56

 

 

II volume

Titolo: Tatiana & Alexander

Titolo originale: Tatiana and Alexander

Autrice: Paullina Simons

Traduzione: Lucia Folchi

Casa editrice: Sozogno

Genere: romanzo storico

Anno: 2003

Pagine: 679

Prezzo di copertina: € 18,00

 

 

III volume

Titolo: Il giardino d’estate

Titolo originale: The summer garden

Autrice: Paullina Simons

Traduzione: Roberta Zuppet

Casa editrice: Bur

Genere: romanzo storico

Anno: 2008

Pagine: 663

Prezzo di copertina: € 10,50


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