Oggi registro le Voci di uno sceneggiato andato in onda nel 1976, catalogato come un mito, capace di incollare in massa una marea di telespettatori davanti alla tv. Ho sempre sentito parlare dello sceneggiato RAI “Dov’è Anna?”, ma io non ricordo di averlo visto. Ne ho sempre sentito parlare con opinioni più che positive, così l’ho cercato e trovato; l’ho visto in un paio di serate. La recitazione e le immagini sono lentissime, in alcuni casi rilassano per l’assenza di schiamazzi, anche se la scena è impregnata di drammaticità, la calma degli atteggiamenti è la regola, i rumori di sottofondo e la musica sono tenui quasi assenti, impercettibili se paragonati allo stile dei film attuali; in sostanza ci dobbiamo scordare i ritmi delle miniserie dei giorni nostri. Lo sceneggiato è in bianco e nero, le ambientazioni sono quelli tipici di un Italia semplice degli anni Settanta, si riconoscono gli appartamenti arredati con divani, tavoli, cucine tipici di quel periodo, si individuano le utilitarie senza le cinture di sicurezza non più in circolazione se non tra i collezionisti, in più si identifica la moda dallo stile inconfondibile con pantaloni a campana, con i classici capi colorati, senza trascurare le acconciature voluminose e ondulate.
Lo sceneggiato RAI è un buon prodotto, la storia è avvincente nutrita di false piste, in ogni puntata i colpi di scena fanno da padrona e inchiodano allo schermo anche il pubblico dei degli anni duemila. Per ricomporre il puzzle del giallo, che si tesse con fatti misteriosi, è necessario aspettare ben sette appuntamenti di circa 55 min ciascuno. L’impostazione di ciò che si narra ha una struttura teatrale, con la maggior parte delle scene in luoghi chiusi, come appartamenti, case indipendenti o la sede della centrale della polizia, con sporadiche apparizioni di parchi e campagne.
La tensione della trama è ben
marcata, e i personaggi principali hanno un loro compito ben delineato. Le Voci
raccontate sono ricche di fatti drammatici ben radicate nella società di quel
periodo, tra i tanti elementi si può accennare un argomento forte come
l’adozione illegale dei bambini con tutto ciò che ruota intorno ai sentimenti
di chi vuole diventare un genitore. Si può accennare al fatto che lo
sceneggiato fu l’occasione per approfondire i dilemmi delle malattie mentali, ci fu un dibattito acceso contro una norma che stabiliva che se una
persona rinchiusa in manicomio guariva, non poteva uscire se non dietro un
esplicito consenso di un parente, il quale si assumeva la totale responsabilità
dell’ex malato, e in assenza del consenso una persona era condannata a stare in
un ospedale psichiatrico; il dibattito sorto con lo sceneggiato fu l’occasione
per modificare la norma.
Rispetto ad altri sceneggiati
dello stesso genere, la storia è impostata seguendo logiche diverse, ad esempio
chi conduce concretamente le indagini è un cittadino qualunque, il quale
s’improvvisa detective quando la polizia inizia a non brillare in un caso di
cronaca nera. Le operazioni investigative sono gestite da un solo personaggio,
un comune cittadino, mentre l’intervento della questura appare ai margini e
attinge ai dati principalmente sfruttando e analizzando informazioni raccolte da
un civile e non da un agente di polizia.
La storia prende forma quando
scompare Anna Ortese, un’impiegata che vive col marito in un anonimo
condominio. La vita tranquilla di una comunissima famiglia romana si spezza
improvvisamente, la donna sembra sparita dal nulla, non ci sono prove di nessun
genere, non si comprende se si sia allontanata per poco tempo su sua
iniziativa, o se sia stata aggredita a scopo di rapimento, o se sia stata
assassinata. La scomparsa di Anna è un mistero. La polizia brancola nel buio, e
quando dopo mesi d’indagini si presenta una probabile archiviazione, il marito
da semplice venditore di libri porta a porta si improvvisa detective. Carlo
Ortese non si da pace, è il marito di Anna, la conosce bene, e in totale
solitudine inizia a indagare, e passo dopo passo viene a conoscenza di una
serie di aneddoti sulla moglie, ma sono Voci false o improbabili. Il
commissario Bramante, un uomo dotato di carisma e sentimenti umani, spacchetta
e ricostruisce il caso in base alle scoperte di Carlo. Per sostenere le tesi di
Carlo, collabora a pieno regime Paola Silvestri, un amica e collega di Anna, una
donna che da un forte contributo per risolvere il caso della misteriosa
scomparsa. Durante le indagini svolte da Carlo, saltano fuori tutta una serie
di fatti misteriosi, ci sono prove di una probabile relazione extraconiugale di
Anna, e quando si trova l’amante morto, scattano le manette per l’innocente
detective in erba. Scagionato per assenza di prove, Carlo continua a cercare la
moglie e appaiono altre informazioni colme di mistero, come la data di nascita
falsata di Anna, o un caso di estorsione, ma è l’adozione che accende il
dilemma. Si scopre che Anna voleva adottare un bimbo in modo illegale
servendosi di una clinica che gestiva il traffico di bimbi da affidare a
giovani coppie che non potevano avere figli, ma ci fu un fatto: Anna non si
presenta al giorno stabilito per prendere il piccolo. Altri nuovi guai
investono Carlo. Durante le indagini salta fuori un’assicurazione collegata a
un incidente stradale, e il maggior indiziato è Carlo, per cui, viene arrestato
per uxoricidio, ma il caso si materializza come una bolla di sapone. Mentre le
indagini prendono il solito corso, Paola Silvestri viene a conoscenza di un
fatto strano che si è verificato nello studio dove lavora legato a un rimborso
spese, e si ipotizza che Anna sia coinvolta e che si sia recata ad Arezzo per
incontrare una vecchia fiamma. Ad Arezzo si scopre che effettivamente Anna ha
incontrato il su ex in manicomio, però, anche qui, non si trova; è apparsa e si
sono perse le tracce. Si viene a sapere che Gianni, l’ex di Anna, è rinchiuso
in manicomio, però, anche se è guarito, non può uscire dalla struttura perché nessun
parente garantisce per lui. Gianni sfrutta la comparsa di Carlo e finge di aver
assassinato Anna, ma le bugie si svelano all’istante. Nel frattempo, Paola
raggiunge Carlo ad Arezzo, e tra i due sboccia la passione, ma non possono
vivere un rapporto sereno se non trovano Anna, quindi l’amore si lascia in
sospeso. Passano i mesi, e Carlo prende una decisione sofferta, si rende conto
che non ci sono speranze di trovare la moglie, e lentamente torna alla vita
normale. Dopo un periodo di totale silenzio, viene alla luce un fatto clamoroso
apparso nello stesso periodo della scomparsa di Anna. La polizia riapre il
fascicolo e riinizia a indagare sulla misteriosa scomparsa di Anna. Le tracce
della donna portano in Spagna, e le nuove informazioni sono legate a un
incidente stradale anomalo nel quale muore una donna. In Spagna i puzzle del
mistero scrivono un nuovo capitolo sulla scomparsa di Anna, si chiarisce un
fatto grave legato a una truffa ai danni della donna. Il cerchio si chiude
amaramente.
Scheda dello sceneggiato:
Titolo: Dov’è Anna?
Regia: Piero Schivazappa
Genere: giallo
Puntate:7
Durata: circa 55 min. a puntata
Anno: 1976
Interpreti: Mariano Rigillo
(Carlo Ortese), Teresa Ricci (Anna Ortese), Scilla Gabel (Paola Silvestri),
Pier Paolo Capponi (commissario Bramante).
N.B. immagini
prelevate dalla rete tramite il motore di ricerca Google.















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