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lunedì 29 giugno 2020

Il canto del cielo

Dopo aver letto due romanzi di Sebastian FaulksLa guerra di Charlotte e “La ragazza del Lion d’Or”, interamente ambientati in Francia e appartenenti a una famosa trilogia, in questi giorni ho finito l’ultimo volume, “Il canto del cielo”. Con questo romanzo lo scrittore è stato molto abile nel farci riflettere fino a equilibrare nelle giuste proporzioni i nostri stati d'animo. L'argomento tracciato, o meglio una serie di argomentazioni fusi in un solo volume, accompagnano le nostre giornate anche quando lo poniamo nello scafale, perchè “Il canto del cielo” è un libro sulla guerra e sull’amore, sui ricordi, e sulla voglia di scoprire il proprio passato.

Attualmente non si lascia molto spazio ai particolari della Prima guerra mondiale, e per conoscere qualche dettaglio ci possiamo affidare ai romanzi, e con scrupolosità nel libro “Il canto del cielo” attraverso gli occhi dei personaggi principali, dei soldati, di uomini e di donne che combatterono, si racconta come si affrontarono quei momenti terribili, una vita in trincea, una guerra combattuta sul suolo e nel sottosuolo, con i minatori che costruivano i cunicoli per sorprendere il nemico. 

Le prime pagine iniziano raccontando un amore adulterino, mentre nella seconda parte si sviluppano storie di guerra, e pezzo per pezzo iniziamo a scoprire la verità dei personaggi principali, oltre ad afferrare il senso della scelta dello scrittore di narrare alcuni particolari scabrosi senza nascondere nulla al lettore. 

In ogni frase e in ogni pagina conosciamo molti personaggi, e quasi tutti maschili, e quei nomi non passano inosservati, come le loro storie spesso crudi, drammatici all’inverosimile. 

La storia narrata raggruppa diversi periodi storici senza seguire un ordine cronologico, esattamente ripercorriamo gli anni che vanno dal 1910 al 1918, e interrompendo la storia per molti anni ci ritroviamo alla fine degli anni Settanta, e ogni frammento è agganciato l’uno con l’altro senza appesantire il corso degli eventi anche se si alternano gli anni andando avanti e indietro col tempo, e pagina dopo pagina intrecciamo la storia di diversi personaggi senza perdere il filo. 

La drammaticità della guerra stravolge l’anima, a tratti spaventosi perché riconosciamo la realtà narrata sui banchi di scuola, e se i fatti narrati appartengono a un romanzo inventato non sono mai slegati con la verità. 

Il romanzo, anche se presenta avvenimenti crudi, incoraggia la lettura, e ogni lettore si immedesima nei personaggi, soprattutto con la figura di Elizabeth, una donna in carriera la quale con pazienza e con l’aiuto degli amici setaccia la soffitta per rintracciare la vera storia del nonno Stephen Wraysford. 

Elizabeth ha in mano i diari del nonno scritti con parole incomprensibili, e con l’aiuto di alcuni amici riesce a decifrare il contenuto, e in base a ciò che legge, si immerge in un periodo della sua storia familiare dimenticato e mai sfiorato. 

I diari del nonno sono preziosi e decifrandoli pezzo per pezzo scopre fatti mai raccontati in famiglia, e intrecciando i contenuti con le Voci dei reduci della guerra, i “colleghi” del nonno incontrati per i suoi scopi, sovrapponendoli con le Voci confermate dalla madre, ricostruisce l’albero genealogico della sua famiglia.

Elizabeth scoperchia una storia intensa del nonno, e la maggior parte di ciò che legge si svolge in Francia, prima, durante e dopo la Prima guerra, e grazie ai diari scopre la verità sulla sua famiglia. Si scopre che Stephen Wraysford instaurò un rapporto adulterino con una donna sposata, Isabelle, e il loro sentimento è paragonabile a un amore che non dura per sempre, almeno per il cervello e per le apparenze ma non per il cuore. Dopo la loro separazione, Stephen si trasferisce per un breve periodo in Inghilterra e dopo sette anni riparte in Francia per combattere nella grande guerra, e durante questo periodo vede ciò che il genere umano non dovrebbe vedere: gli orrori della guerra. Inaspettatamente, un giorno rincontra per un breve istante Isabelle, il tanto di un soffio, il tanto di sapere che la vita riserva amare sorprese. E come le favole amare ci insegnano, Stephen sposa la sorella di Isabelle e adotta la figlia senza sapere chi è la piccola, o meglio noi lettori attraverso gli occhi della nipote Elizabeth scopriamo ciò che si tenne nascosto per troppi anni. Esattamente si scopre che Isabelle dopo aver abbandonato Stephen, partorisce una bimba e l’affida alla sorella, pertanto la piccola è la figlia di Stephen, e in un attimo Elizabeth si rende conto di dover riscrivere la sua storia, la sua vera identità costringendola a ridisegnare l’albero genealogico della propria famiglia, un passo indispensabile per affrontare il suo futuro. 

Finita la lettura, potremo scordare alcuni particolari, o non ricordare il titolo o dove abbiamo letto quei drammatici eventi, ma non possiamo dimenticare la  determinatezza di Elizabeth, e la forza di tutti gli uomini e donne che combatterono nella grande guerra, e soprattutto non si può scordare l’intensa storia tra Stephen e Isabelle.



Scheda del libro 
Titolo: Il canto del cielo
Autore: Sebastian Faulks
Titolo originale: Birdsong
Traduzione: Lidia Perria
Editore:Tropea, Collana Est
Genere: romanzo
Pagine: 463 



Il canto del cielo” di Sebastian Faulks fa parte di una trilogia ambientata in Francia, e se ti interessano gli altri due romanzi ti ricordo che nel Taccuino ho recensito gli altri due romanzi:
La guerra di Charlotte, clicca QUI
La ragazza del Lion d’Or, clicca QUI


4 commenti:

  1. Sebastian Faulks è uno degli scrittori britannici di maggior successo.
    Ciao Innassia.

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    1. I suoi romanzi sono intensi e per la qualità dei contenuti sono stati tradotti in diversi paesi. Buona giornata.

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  2. Sai che non lo conoscevo? Mi sa che a furia di occuparmi solo di fantascienza e di horror mi sto perdendo molte cose interessanti.... :(

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    1. Io l'ho scoperto dopo aver visto il film tratto da un suo romanzo'Charlotte Gray' con Cate Banchette. Per completare la trilogia e dopo aver notato che la recensione del libro è tra i più cliccati del blog, ho letto anche gli altri due. Ciao @Nick

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