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lunedì 17 febbraio 2014

Si vendono panini con Purpuza

Ultimamente mi chiedono cos’è e come si prepara sa Purpuza, forse per molte persone è una parola sconosciuta eppure noto sempre più una curiosità intorno a questo nome; è una pietanza da gustare in compagnia, appaga i palati più fini, si può servire per dissuadere i più piccoli a mangiare alimenti industriali e poco genuini, ha un profumo inconfondibile che trascina tutti, adulti e bambini, è un prelibato spuntino, se lo provi non lo dimentichi.

E’ un piatto tipico della Sardegna, diffuso principalmente in Barbagia, si prepara con la carne di maiale macinata grossolanamente con il tritacarne oppure tagliuzzata finemente col coltello, condita e marinata con sale, pepe, vino e aceto, preparata per fare le salsicce, ma invece di insaccarlo con l’intestino tenue si cuoce direttamente in padella e si gusta quando è ancora caldo. In passato preparare sa Purpuza era una tappa obbligata, non era una scelta ma una necessità, questo succedeva perché non era diffuso il budello sintetico e se mancavano le naturali (per trovarle si coinvolgeva tutto il vicinato), si finiva per cucinare questa squisita pietanza al poste delle salsicce. Io personalmente uso la ricetta delle salsicce di mia madre. 

Ingredienti per 1 Kg di carne di maiale: 20 g di sale (all’inizio insaporire con circa 10-15 g e solo successivamente, controllando l’insipidezza della carne, aggiungere la differenza), 1 g di pepe nero macinato al momento, poco aglio, vino e aceto bianco quanto basta, per dare più gusto si può aggiungere saporita e noce moscata. Si devono amalgamare tutti gli ingredienti e, rimescolando ogni tanto, si lascia prendere sapore per un giorno o più. 

Nelle famiglie solo una piccola porzione è destinata a sa Purpuza, buona parte della carne insaporita si impiega per ottenere le classiche salsicce. Sa Purpuza è ottimo per preparare il risotto o il sugo oppure si cuoce direttamente in padella, senza olio, fino a completo assorbimento del sughetto e si serve come secondo piatto, in alternativa si possono preparare degli ottimi panini; io lo mangio con  Costeddas o Còrrias, pane tipico di Gavoi (Nu). Posso garantire che è buonissimo e non lo dico perché sono una passionata di Purpuza, ma, sentendo vari pareri, noto che sono in ottima compagnia: il club de sa Purpuza è in continua espansione.

Perciò, se vedete una lunga fila silenziosa che aspetta e c’è un profumo trascinante, ad esempio, al Festival della letteratura di Gavoi (Nu) oppure a su Palu de Sos Vihinados a Ollolai (Nu), guardate bene intorno, sicuramente troverete un cartello con la scritta a caratteri cubitali 

8 commenti:

  1. Mai sentite nominare(e quindi mai assaggiate)!!!Sono curioso di provarle...sperando che non siano troppo piccanti o salate.

    Lorenzo

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    1. …sei sempre in tempo….alla primissima occasione si mangia… no salato e no piccante

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  2. io mi accontento di mangiarla, con vino
    shrdn

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  3. Buonisssssiiiiiimmmmooooo!!! da leccarsi i baffi! a gareggiare il poco che resta nel piatto Tizi

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    1. Ha un solo difetto: finisce subito…..

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  4. Slurp! Sai che non conosco sa purpuza? C'è qualche festa agostana in cui si vendono i panini con purpuza? Devo assolutamente assaggiarla! Buona serata, Valentina

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    1. Si possono trovare in qualsiasi agriturismo o ristorante barbaricino, si servono calde con pane fresa o còrrias. Ultimamente si preparano i panini in occasione delle feste paesane o incontri culturali. Si possono preparare anche a casa….per me sono più gustose. Pensando a sa purpuza ti auguro una gustosa giornata

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