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domenica 11 marzo 2018

Frankenstein di Mary Shelley

Pietroburgo, 11 dicembre 17…
Sarai lieta di sapere che la mia impresa, per la quale tu hai sempre previsto tante sciagure, si è iniziata senza incidenti. Sono arrivato qui ieri, e la mia prima preoccupazione è di rassicurare la mia diletta sorella sullo stato della mia salute e del mio morale, sempre più fiducioso nel buon esito della mia spedizione.
 
Ben 200 anni fa, una donna di 19 anni, con una buona dose di immaginazione, scrisse uno dei libri più incredibili della letteratura horror, gotica e della fantascienza. Sviluppò una storia per scommessa, e che scommessa, non solo vinse in quel periodo ma ancora oggi lo leggiamo e viene utilizzato per descrivere situazioni spaventose e terrificanti.

Nel 1816, un gruppo di letterati passarono alcuni giorni in un maniero di un noto poeta dell’800, Lord Byron, e tra gli invitati c’era Mary Wollstonecraft Godwin con il suo compagno Percey Shelley. Fortunatamente il maltempo mutò i programmi di tutti gli invitati e per passare il tempo si decise di  giocare con la letteratura, esattamente si propose di scrivere un racconto terrificante e il vincitore sarebbe stato colui/colei che avrebbe stilato nero su bianco la storia più spaventosa.
 
Mary Godwin, nota come Mary Shelley, immaginò uno scienziato che si sostituì a Dio per dare nuova vita ad un nuovo essere umano partendo dalle salme unendo pezzo per pezzo parti di cadaveri per creare un nuovo individuo. Il racconto fu di un’intensità talmente forte, talmente spaventoso tale da produrre ancora oggi, a distanza di 200 anni, questioni di ordine etico.
 
Lo scienziato Victor Frankenstein, il protagonista del romanzo, si spinge oltre la natura sfidandola ricreando la vita partendo dalla morte e non viceversa. Vista con gli occhi del nostro tempo, il libro fu pubblicato per la prima volta l'11 marzo 1818, la scrittrice ebbe un buon fiuto: unire parti del corpo umano per rigenerarne un altro, situazione inverosimile 200 anni fa.
 
 
La storia la conosciamo tutti anche se non abbiamo mai letto il libro “Frankenstein” di Mary Shelley perché fa parte dell’immaginario collettivo, e per la singolarità della storia è stato utilizzato in diverse pellicole, parodie e commedie di diverso genere, per non parlare di altri scrittori che lo utilizzarono e che lo usano ancora oggi come punto di riferimento.
Lessi il libro per la prima volta circa 25 anni con entusiasmo e lo divorai per le continue rivelazioni, come il nome perché erroneamente avevo sempre chiamato la nuova creatura come lo scienziato, Frankenstein, invece nel testo il vero nome non appare mai  e viene definito semplicemente come un mostro, un demone o come la creatura.
Leggendolo si scopre che è stato scritto in forma epistolare, il narratore non è lo scienziato ma un esploratore, Robert Walton, un personaggio dall’apparenza marginale e tramite le sue parole, riportate in una lettera indirizzata alla sorella, apprendiamo ciò che fece Victor Frankenstein.
La lettera è il mezzo di comunicazione mediante il quale veniamo a conoscenza del lavoro e del risultato delle scoperte scientifiche di un’esemplare scienziato. Le lettere fanno da tramite tra l’esploratore e sua sorella e tra Victor Frankenstein e noi.
Noi comuni lettori apprendiamo ciò che accadde non da chi visse in prima persona situazioni terribili e mostruose, ma da un intermediario estraneo ai fatti, il quale riporta in diverse lettere ciò che sente direttamente dallo scienziato. Inoltre, all’interno delle lettere, si alternano flashback di Frankenstein e della sua creatura perfezionando così il quadro  impostato da Robert Walton. Con tale sistema, il tipo di scrittura impiantato dalla scrittrice, apparentemente complicato, alterna tre diversi narratori: le lettere e all’interno di esse chi compii le azioni, e  ciò semplifica e amplifica le informazioni, e la lettura ci rendere complici: apprendiamo e comunichiamo.
 
Scheda del Romanzo
Titolo: Frankenstein
Sottotitolo: ovvero il moderno prometeo
Autrice: Mary Shelley
Anno di pubblicazione: 11 marzo 1818
Genere: horror, fantascienza, romanzo, gotico
Lingua originale: inglese
Personaggi: Victor Frankenstein, la Creatura, Elizabeth Lavenza (cugina e moglie dello scienziato), Robert Walton (l’esploratore), Alphonse e Caroline Beaufort Frankenstein (i genitori dello scienziato), i fratelli dello scienziato, Enrico Clerval (amico dello scienziato), Giustina Moritz (governante)
Luoghi: Svizzera, Francia , Germania, Inghilterra, Irlanda, Polo Nord
  
 
 
Brani da non dimenticare
Sono nato a Ginevra, e la mia famiglia è una delle più note di quella Repubblica. I mie antenati sono stati per molti anni consiglieri e sindaci, e mio padre ha ricoperto con onore e fama varie cariche amministrative. Era rispettato da tutti coloro che lo conoscevano per la sua integrità e per la sua solerzia nei pubblici affari … pag. 25
 
Non sto rievocando la visione di un pazzo, badate. Ciò che affermo è vero, come è vero  il sole. Poteva trattarsi di un miracolo; ma le tappe della scoperta erano chiare ed evidenti. Dopo giorni e notti di lavoro e fatica incredibili, riuscii a scoprire le cause della generazione e della vita; anzi, c’è di più, fui in grado di infondere vita alla materia animata … pag. 41
 
Per la sacra terra su cui poso le ginocchia, per le ombre che mi vagano accanto, per il dolore profondo ed eterno che provo, io giuro; per te, Notte, e per gli spiriti che a te presiedono, giuro di perseguitare il demone che ha causato tanta miseria, fino a quando uno di noi non soccomba nella lotta mortale, per questo resterò in vita: per portare avanti la mia vendetta … pag. 194
 
NB: i brani sono tratti dal libro Frankenstein di Mary Shelley, editori Libera Informazione, collana Biblioteca del Giallo i libri dell’Altritalia, anno 1992, pagine 214
 

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