“Io disgustare te! Te! Te! Tu sei un vigliacco. Non vuoi avere me, ma te ne stai tutta la notte a guardare i tuoi dipinti osceni. Ecco cosa sei. Tu sei un depravato. Allora, sappi che io non ti ho mai amato, non ho fatto altro che prenderti in giro, mi annoiavo da morire. Io ti odiavo, riuscivi solo a disgustarmi quando provavi a baciarmi, l’ho sopportato solo perché mi perseguitavi mi facevi impazzire, e dopo che mi baciavi io andavo a lavarmi la bocca. Sì, a pulirmi la bocca, ma mi sono rifatta di ogni bacio che ti ho concesso. Abbiamo riso di te, Miller e io, Griffiths e io. Abbiamo riso di te perché eri un idiota. Un idiota. Un idiota. Tu lo sai cosa sei? Maledetto sciancato, sei uno storpio, nient’altro che uno storpio”
Le Voci si riferiscono a un litigio cinematografico tratto dal film Schiavo d’amore del 1934 e diretto da John Cromwell, ed esattamente sono state pronunciate dalla straordinaria attrice Bette Davis (in questo caso impersona Mildred) e le rivolge a Leslie Howard (il suo corteggiatore Philip Carey).
Il film è tratto da un noto romanzo di W. Somerset Maugham, e sviluppa
i classici problemi di un amore non corrisposto trasformato in breve tempo in
una vera psicosi, tanto da condizionare l’intera vita di Philips, un uomo con un futuro brillante e sbiadito per una donna.
L’amore di Philips per Mildred è intenso, il suo tormento per la
giovane cameriera si potrebbe definire accecante e distruttivo, la vede
ovunque, sia in sogno che in ogni angolo, e ogni suo pensiero è solo per lei. Il
sentimento d’amore è fortissimo, lo sta letteralmente consumando mentalmente, fisicamente
e anche finanziariamente, fino a quando si rende conto del suo errore, ma ormai
è troppo tardi, è passato troppo tempo per recuperare ciò che ha perso.
Le domande che lo spettatore rivolge al
personaggio Mildred sono varie, ci si domanda se questa donna sia una rampicatrice
sociale, o se nasconda del marcio, ci chiediamo quali siano le sue reali
intenzioni, fino ad odiarla perché stava rovinando un uomo. Lo spettatore
insegue con gli sguardi e con le Voci le visioni di Philips, ognuno si domanda
quale sia il metro di sopportazione di questo sfortunato innamorato, e come e
quando dimenticherà e/o perdonerà Mildred, il suo morboso amore.
La pellicola è molto triste e lenta, e se non fosse stato per l’interpretazione di Bette Davis avrei rinunciato a vederlo dall’inizio alla fine. La recitazione della Davis è perfetta e incantevole, salvo qualche scena in cui l'ho trovata rigida nei movimenti e negli sguardi.
La pecca del film è il doppiaggio, non adatto e non all’altezza
per il grande personaggio femminile; infatti, l’ho trovato distante e non reale.
Concludendo, per paragonare le Voci degli attori e dei doppiatori, e per godere appieno la storia, credo che sia necessario recuperare la pellicola in lingua originale.
Consiglio la visione del film Schiavo d’amore a patto di sapere anticipatamente che le scene sono molto lente.
Scheda del film:
Titolo: Schiavo d’amore
Titolo originale: Of Human Bondage
Regista: John
Cromwell
Soggetto: romanzo di W. Somerset Maugham
Genere: drammatico
Anno: 1934
Durata: 83 min.
Sceneggiatura: Lester Cohen
Costumi: Walter Plunkett
Effetti speciali: Vernon L. Walker
Fotografia: Henry W.
Gerrard
Interpreti: Bette
Devis (Mildred Rogers), Leslie Howard (Philip Carey).
Annotazioni: nel Taccuino c’è un altro film con Leslie Howard, Via col vento, clicca QUI
N.B le prime righe le ho sbobinate io per il post, e le foto le ho scattate mentre stavo guardando il film.
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