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mercoledì 15 gennaio 2014

Sa bidda de is frascus


Un paio di giorni fa, domenica 12 gennaio, ho seguito, con molta attenzione, un’interessante iniziativa, “incontro con la tradizione, sa bidda de is frascus”. E’ stato organizzato per conoscere la produzione delle tegole, delle brocche e dei vasi; si è discusso di tèulas, frascus e màrigas.
Partendo dalla metà dell’ottocento, approfondendo il periodo che va dal 1853 al 1950 circa, è stato esaminato tutto il processo di produzione artigianale, dalla materia prima fino al prodotto finito: estrazione e lavorazione dell’argilla e della pietra calcarea; analisi dei materiali utilizzati come, ad esempio, la terra bianca e rossa; delucidazioni delle tre più importanti figure di operai specializzati, conosciuti col nome di su maistu, su craccadori e su ettadori; la struttura e la preparazione dei forni; gli attrezzi utilizzati dagli operai; la realizzazione, la commercializzazione e l’uso di frascus, màrigas e tèulas; declino della produzione e il ritorno alla terra o all’emigrazione.
Per comprendere meglio la storia artigianale di Nurallao, conosciuta in tutta la Sardegna col nome ''sa bidda de is frascus'', sono stati esposti alcuni oggetti, donati esclusivamente per quest’occasione da privati cittadini del Sarcidano: attrezzi da lavoro (forma po arregiolla, sestu e forma po fai teulla), tegole, brocche e vasi per i fiori. Alcuni oggetti hanno i segni del tempo, altri sono in ottime condizioni. In alcune tegole si leggono frasi scritte dagli operai come “W il PCI”.
L’incontro è stato organizzato a Nurallao, dal Comune di Nurallao, con la collaborazione dell’AT Pro Loco nurallaese; è stato presentato da Giovanna Casapollo; la relatrice è Mariolina Sionis. Durante la serata, tra una documentazione e l’altra, tra la rappresentazione di foto in bianco e nero e di disegni che illustravano i forni, le case dei lavoratori e i luoghi di lavoro, abbiamo assistito anche ad una piccola esecuzione musicale che ci ha accompagnato in questa avventura di ricordi provenienti da un lontano passato: Gianluca Podda alla chitarra, Enrico Atzeni al piano, Giusy Onnis e Francesca S. le voci.













11 commenti:

  1. recuperare la memoria storica ci aiuta a conoscere le nostre radici. dovrebbero esserci più appuntamenti di questo genere. debbo purtroppo segnalare una cronica disaffezione a questo tipo di iniziative da parte del cosiddetto pubblico "giovane". comunque non bisogna disperare, gli sforzi vengono sempre premiati.

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    1. Esiste una soluzione: finanziare la scuola pubblica e le associazioni culturali.

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    2. parole santissime....ma ambedue le strade sono irte di ostacoli purtroppo: personalmente, sia durante il percorso professionale di docente che ora facente parte di alcune associazioni culturali, i finanziamenti -e pochissimi- vengono assorbiti in capitoli di spese molte volte superflue

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    3. …spese superflue, incanalati verso progetti inutili o “nascosti” per ottenere finanziamenti pubblici…e poi….si parla di peculato

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  2. questa serata è stata organizzata da una profe.sa che ha voluto con grande orgoglio ricordare questo lavoro che si svolgeva a Nurallao...lei ai suoi tempi aveva fatto la tesi di laurea su il tutto e ha dovuto fare un riassunto...uscito bene...nel presentare e far capire che cosa il mio paese ha perso negli anni. Rimangono solo le foto e di questi giorni rimane il fastidio a vedere che cosa è stato buttato giù. Tizi

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    1. si, sono rimaste solo le foto in bianco e nero e qualche oggetto custodito gelosamente e orgogliosamente dai proprietari. Riflettiamo: alcune persone considerarono questi oggetti “superati” perché non appartenevano “all’arte moderna” e irrimediabilmente sparirono dalle case, ma in coincidenza di questi avvenimenti, scordano la loro passata/presente mentalità.

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  3. si come ti dicevo... Tizi

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  4. Che meraviglia! Grazie Innassia per queste belle foto e per la cronaca dell'evento. Che bella zia Ninnetta da ragazza...Cerchiamo noi di fare in modo che non vengano dimenticate...nel mio piccolo posso dirti che impasto pane e pizza in "sa sciuvedda". Ciao e ciao Tizi

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    1. Ringraziamo gli organizzatori e tutti i volontari. Un grazie particolare a tutti coloro che lottano per non dimenticare l’artigianato locale.

      …per la sciuvedda …inizia il carnevale, quindi aggiungiamo anche le zippulas…altrimenti si offendono… buona zeppolata.

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  5. Nota:si dice "molta attenzione",non "molto attenzione"!...
    ...ottima la quinta foto(ti sei presa la fotocamera digitale per caso?),e quell'affare a destra della prima foto mi ricorda un tipo di gelato tremolante che hanno fatto in passato. Ahahahah :)

    Lorenzo

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    1. …non è un gelato ma "forma po fai teulla"...
      grazie dell’avviso. Ciao

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