Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

domenica 13 agosto 2017

Borsa a punto coccodrillo

Uno dei punti più laboriosi e originali dell’uncinetto è il punto coccodrillo,  il cui nome deriva dalla somiglianza per forma e aspetto alle squame del coccodrillo. La tecnica di lavoro è molto particolare e normalmente non si trovano le spiegazioni se non in riviste o in libri per lavoratrici esperte. 
Il punto coccodrillo ha un aspetto tridimensionale e non piatto, infatti le squame si aprono uno dopo l’altro mentre posiamo e strofiniamo la mano, e per questa particolarità si preferisce non consigliarlo ai principianti. 
Osservando un qualsiasi schema si riscontrano una serie di difficoltà determinate dalla natura del punto stesso e non dalla capacità di chi la esegue, soprattutto all’inizio, mentre si acquisisce la tecnica di tipo tridimensionale, ci potrebbero essere delle perplessità tali da abbandonare il progetto già sul nascere, successivamente, osservando, contando i punti, si acquisisce quella naturalezza e quella la velocità prevista da un qualsiasi punto, e si lavora a pieno regime con spontaneità.
Prima di iniziare è doveroso trascrivere nel Taccuino alcuni suggerimenti. La regola principale da memorizzare dal primo istante riguarda il numero delle maglie: il punto è composto da un multiplo di 6 maglie. Il punto coccodrillo si esegue lavorando in due tappe, o meglio in andata si crea la base del punto e al ritorno si crea il vero punto con le squame; apparentemente lavoriamo 2 giri, ma concretamente è solo un giro perché, in andata, si costruisce lo scheletro del punto e successivamente, al ritorno, si costruiscono le squame, per questo motivo dobbiamo acquistare parecchio cotone.

martedì 18 luglio 2017

200 anni dalla morte di zia Jane

I Jane Austen of the Parish of Chawton do by this my last Will & Testament give and bequeath to my dearest Sister Cassandra Elizth everything of which I may die possessed, or which may be hereafter due to me, subject to the payment of my Funeral Expences, & to a Legacy of £50. to my Brother Henry, & £50 to Mde Bigeon - which I request may be paid as soon as convenient. And I appoint my said dear Sister the Executrix of this my last Will & Testament” Le ultime volontà di Jane Austen scritte il 27 aprile 1817
 
A 200 anni dalla morte di Jane Austen si susseguono letture, pubblicazioni e traduzioni dei suoi scritti. In quest’occasione, per ricordare la scomparsa della scrittrice inglese Jane Austen, negli ultimi mesi sono stati organizzati centri di lettura, dibattiti, proiezioni di film e miniserie tratti dai suoi romanzi, e i programmi a lei dedicati si estenderanno per tutto l'anno. La popolarità della scrittrice è universale, e per commemorarla sono stati programmati diversi gruppi di lettura virtuali e non, sono stati organizzati viaggi letterari per raggiungere i luoghi da lei percorsi.
La sua notorietà è immensa, il suo stile è inimitabile ed è stata inserita a fianco dei maggiori scrittori, in suo nome sono state coniate banconote, una rosa porta il suo nome, molti scrittori e scrittrici si ispirano ai suoi romanzi, sono stati scritti diversi derivati, i sequel dei suoi romanzi sono infiniti; non solo, sono stati pubblicati anche dei fumetti tratti dai suoi romanzi.
Per la tipicità della sua fama, i suoi ammiratori sono stati uniti in un unico gruppo coniando una nuova parola “Janeites”.

venerdì 7 luglio 2017

Vivien Leigh. Ansia di vivere

Sabato 8 luglio 1967, fra le 10 e le 11 di sera, i teatri del West End spensero le insegne, in segno di lutto per la scomparsa di Vivien Leigh. Le rappresentazioni invece proseguirono, quasi in ricordo delle parole che l’attrice inglese aveva pronunciato qualche tempo prima: “Le stelle del cinema vivono una vita falsa e limitata. Le vere attrici invece sono immortali, come i personaggi che interpretano. Io non mi ritirerò mai. Voglio recitare fino a novant’anni”
 
In alcuni casi è necessario iniziare un post trascrivendo direttamente le primissime righe del libro, il tutto per semplificare l’inizio e per rompere quell’ansia che sorge nel momento in cui si vuole ricordare la vita artistica di una delle attrici più straordinarie del teatro e del cinema mondiale.
 
Queste righe sono tratte dal libro “Vivien Leigh. Ansia di vivere” di Michelangelo Capua, e per poterlo leggere ho aspettato un bel po’ perché non riuscivo a trovarlo nelle librerie e, un giorno, in un momento di spensieratezza, come per magia è apparso senza cercarlo, e quando l’ho visto, o meglio quando è apparso all’improvviso, non ci ho pensato due volte per acquistarlo.

mercoledì 5 luglio 2017

La XIV edizione del Festival Letterario Gavoese

La XIV edizione dell'Isola delle Storie, il Festival Letterario di Gavoi, è terminato da pochissimi giorni e, come ogni anno, abbiamo respirato a pieni polmoni aria pulita proveniente dal mondo dei libri, con una buona dose di musica, il tutto accompagnato con un cocktail di nuove amicizie condito con una spruzzatina di risate e una massiccia dose di divertimento.
L’ultima edizione dell’Isola delle Storie verrà ricordato per sempre, e verrà preso come punto di riferimento per le prossime edizioni, e chissà anche per altri futuri incontri dello stesso genere.
Quest’anno il brutto tempo ci ha colti di sorpresa sconvolgendo le serate, le temperature sono crollate, le piogge si sono presentate senza essere state invitate e non avevano intenzione di abbandonarci, e con la loro presenza gli organizzatori hanno dovuto spostare alcuni eventi in luoghi chiusi, situazione estranea al festival perché ha come caratteristica fondamentale fissare gli appuntamenti nelle piazze del paese.
Con il tempo  meteorologico impazzito abbiamo conosciuto il vero carattere di ciascuno di noi, perché con tranquillità e con una buona dose di pazienza siamo riusciti ugualmente a seguire gli eventi con gli ombrelli fino alla conclusione.

mercoledì 7 giugno 2017

Il Festival Letterario. Anno 2017

Carissimi amici del Taccuino, da pochissimi giorni è stato pubblicato il programma completo della nuova edizione de “L’isola delle Storie”, il Festival Letterario della Sardegna di Gavoi (NU).
Prima di scrivere e pubblicare un post nel Blog ho preferito leggere con più attenzione il programma e, come tutti gli anni, posso ancora una volta confermare che  siamo di fronte ad un evento straordinario da non lasciarsi sfuggire sia per i contenuti e sia per gli incontri che ci riservano gli organizzatori. Ripeto, il programma è fittissimo ed è difficile trascriverlo tutto in una volta in un semplice post; ma posso ricordare com’è strutturato: ogni incontro si svolge in ogni distinta piazza del paese barbaricino, gli appuntamenti sono rivolti a tutte le fasce di età, in ogni via del paese possiamo leggere e ascoltare storie incontrando in modo familiare tutti gli scrittori.
La lettura è il “personaggio” principale, e oltre a ciò possiamo ascoltare della musica, visitare delle mostre ed esplorare dall’interno i laboratori organizzati dai bambini.

giovedì 1 giugno 2017

Il cigno nero


Il direttore artistico del New York City Ballet, Thomas  Leroy, desidera per l’apertura della nuova stagione teatrale di New York, mettere in scena una nuova versione del balletto Il lago dei cigni.
La parte del personaggio principale  non è semplice perché colei che sarà scelta per interpretare il cigno, dovrà recitare contemporaneamente due distinti ruoli: il lato positivo ed innocente del cigno bianco, e il lato oscuro, malvagio e sensuale del cigno nero. A chi sarà assegnata la parte?
Il direttore artistico sta cercando una ballerina che sia in grado di sostituire la sua “principessina” Beth e che sia in grado di svolgere alla perfezione i due ruoli. Nel corpo di ballo del New York City Ballet c’è la talentuosa ballerina Nina, figlia d’arte, una donna fragile, meticolosa, determinata, alla ricerca della perfezione, e lavora duramente in modo maniacale, in più ambisce ad ottenere la parte; ma più di tutti, nella mente della giovane ballerina,  c'è un unico obbiettivo: la perfezione. Nina vuole diventare la migliore ballerina, vuole diventare la nuova stella, la nuova principessina come Beth; per raggiungere il livello della ex musa del balletto, fruga nel suo camerino e si appropria di alcuni suoi oggetti perché anch'essa ha il dono della perfezione. Per il direttore artistico, Nina è preparata per interpretare il cigno bianco, ma per il suo carattere rigido e poco disinibita non è adatta per la parte del cigno nero, e nonostante ciò la sceglie ugualmente perché è convinto che riuscirà a far emergere il lato oscuro che è dentro di lei.

lunedì 22 maggio 2017

Pane fresa e pane carasau … di cotone

Nel continente tutti la chiamano Carta da Musica per il rumore che emette quando si mangia, e chi conosce il prodotto non gradisce questo nomignolo perché è generico e non si distinguono i vari tipi di pane. Non tutti sanno che in base alla lavorazione, alla grossezza e alla lavorazione ogni varietà di pane sardo prende un nome differente: pane fresa, o pane carasau, o corrias, o a 3 pizas e così via, tutti nomi che possono variare anche in base alla località. Non ricordo quando è stata l’ultima volta che vidi i miei familiari all’opera per preparare il tipico pane sardo conosciuto un po’ ovunque e che distingue la tavolata sarda da quella di altre regioni italiane. Conosco a grande linee la lavorazione e le varie fasi, come ad esempio la seconda cottura, ma non ho mai partecipato attivamente, così ho rappresentato e ho ricostruito la scena come lo so fare io: usando un uncinetto e del cottone.