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sabato 2 aprile 2016

Sito Archeologico Su Mulinu

Nel 1983 iniziarono gli scavi nel sito archeologico Su Mulinu di Villanovafranca, situato a circa 60 km da Cagliari, e ancora oggi non sono terminati e sicuramente, se arriveranno ulteriori finanziamenti, quando ritornerò fra un paio di anni non avrà lo stesso aspetto.
Gli scavi hanno portato alla luce un straordinario sito archeologico dell’età nuragica composto da un nuraghe e da un villaggio che si estende per oltre due ettari di terreno. A prima vista, osservandolo da lontano, non riuscivo ad immaginare la struttura originale del sito ancora coperta dalla sabbia o cancellata dal tempo, e quindi ciò che non si vede, perché fu distrutto e ristrutturato diverse volte mutando aspetto, destinazione, ampliando o integrando alcune parti, cambiando così la fisionomia originaria. Successivamente, seguendo la guida con più attenzione e dando uno sguardo alla pianta del sito, sempre a portata di mano, finalmente agli occhi appare una struttura gigantesca che poggia su diversi livelli di inimmaginabili proporzioni.
Il sito archeologico Su Mulinu fu realizzato a partire dal 1500 a.c. per ospitare un capo locale, e dopo diverse ristrutturazioni e trasformazioni fu anche destinato ad accogliere un santuario per il culto della Dea Luna, la Dea Madre. In diversi periodi che vanno dal XV sec. a.c. al XI sec. d.c. il sito fu un centro religioso, economico e politico nel periodo nuragico, punico, romano, vandalico, bizantino e protogiudicale.

Munendoci di un casco per ragioni di sicurezza, all’interno del sito si può osservare un altare a forma di nuraghe con una vasca molto accurata in ogni dettaglio, con la pietra scolpita e leviga talmente bene da stupire tutti i visitatori. Durante gli scavi hanno trovato diversi reperti archeologici come le lucerne nuragiche e una discarica di 70.000 mila gusci di lumache.

Tutti i reperti archeologici raccolti durante gli scavi si possono vedere visitando il Civico Museo Archeologico Su Mulinu di Villanovafranca, ubicato nell’edificio dell’ex Montegranitico del settecento, inaugurato nel 2002. Il museo è provvisto anche di una sezione tattile che riproduce i reperti  con testi in braille per i non vedenti.
 



 

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