venerdì 18 settembre 2026

Il grande colpo dei 7 uomini d’oro

Le Voci cinematografiche di oggi raggiungono il 1966 quando uscì una commedia poliziesca con furti, sequestri, ricatti, travestimenti e collaborazioni. L’impronta doveva rivelarsi superiore al precedente lavoro, tuttavia la sorpresa non ci fu, e oggi ascoltiamo queste Voci con il sorriso. Perché? Come capita con i sequel, il film Il grande colpo dei 7 uomini d’oro soffre alla grande, ha la febbre alta, e col passare del tempo, la superficialità di allora si espande ulteriormente a dismisura. Visto l’alto gradimento del primo film 7 uomini d’oro, avranno pensato di ottenere la stessa matrice modificando alcuni aspetti, ma hanno trascurato una regola del mondo dell’arte: replicare il successo non si avvia in automatico e non è sufficiente ingaggiare ottimi interpreti per sbancare l’affetto del pubblico. E non bastano sparatorie o elementi aggiuntivi lontani dalla matrice originaria per salvare il salvabile. In 7 uomini d’oro ci sono troppi elementi stancanti, deboli, grotteschi, lontani dalla realtà, da eliminare sul nascere per aver spalmato azioni fuori tema con la solita farsa del consenso del pubblico.  

La storia di base del secondo capitolo inquadra il precedente film 7 uomini d’oro: si deve rapinare per appropriarsi di un sostanzioso bottino, con un elemento aggiuntivo, la banda non è invisibile e la polizia l’acciuffa. I rapinatori non hanno scampo e devono collaborare per non soggiornare in carcere per un lungo periodo. Per sanare la loro situazione, devono stringere un patto con esponenti politici e altri soggetti poco raccomandabili, e il loro compito sarà alla loro portata perché devono rubare tonnellate di lingotti d’oro in odor di spionaggio. La missione è delicatissima; l’incarico è il salvacondotto verso la libertà e non possono sbagliare. Le attrezzature a loro disposizione sono all’avanguardia, sono dotate di ottimi sistemi tecnici, hanno un sommergibile atomico, strutture capaci di librarsi in aria senza farsi scoprire, in più hanno un’ottima e insostituibile macchina non replicabile, lo stile inconfondibile della donna della banda. Giorgia è il pezzo grosso dei rapinatori, con il suo charme e intelligenza deve imbalsamare la mente delle vittime, e mentre lei lavora con la seduzione, gli altri colleghi della banda mettono in atto il loro dovere. Il problema principale del progetto sono i colleghi ricattatori, perché è una potenza straniera, oltre a questo si devono intrufolare in un’isola per rapire un dittatore superprotetto e accaparrarsi dei lingotti d’oro con le mani da fata. Una volta finito il lavoro, per la banda è impossibile liberarsi dei lingotti d’oro, sono affezionati, non possono cederli, così pianificano le loro mosse per non consegnare l’oggetto della loro libertà, ma non tutto va per il verso giusto. La banda si spacca, si sparano tra di loro per dividere il bottino, e per interrompere il conflitto, il capo Albert mette il silenzio a modo suo.

Il riassunto è leggermente abbozzato, sufficiente per comprendere e comparare il risultato col precedente e primo film. In fase di scrittura non è stato ingabbiato soltanto la rapina, ma sono stati incollati elementi estranei gestiti in modo bizzarro, non esaurienti e troppo e troppo esagerati. Nel primo film 7 uomini d’oro tutto era in equilibrio, era una commedia brillante e tutto poteva essere calcolato come accettabile. Nel sequel l’esagerazione è alla base della storia, con azioni fuori controllo anche per una delle bande più ingegnose del cinema degli anni sessanta. Troppa carne sul fuoco ha sviato l’elemento principale, il furto. In alcune scene si è messo in ridicolo l’uomo potente da sequestrare, compreso le guardie del corpo, sottintendendo la poca intelligenza neutralizzata con il corpo e la mente di una donna. In più, già dal principio si sussurrava che la banda si sarebbe spaccata per appropriarsi dei lingotti d’oro con sparatorie esagerate senza ferirsi.

La struttura del film Il grande colpo dei 7 uomini d’oro è lantana anni luci dall’ottenere la replica del primo successo 7 uomini d’oro, perché troppo prevedibile, grottesco ed esagerato.

 















Scheda del film:

Titolo: Il grande colpo dei 7 uomini d’oro

Regia: Marco Vicario

Genere: commedia

Anno: 1996

Durata: 97 min.

Interpreti: Rossana Podestà (Giorgia), Philippe Leroy (Albert), Enrico Maria Salerno (il generale), Gastone Moschin (Adolf), Maurice Poli (Alfred), Manuel Zarzo (Alfonso), Gabriele Tinti (Aldi), Giampiero Alberini (August), Dario De Grassi (Antony), Ennio Balbo (ufficiale russo), José Torres (un rivoluzionario), Jacque Herlin (un militare), Ignazio Spalla (un ufficiale di marina), Antonio Molino Rojo (il comandante del sottomarino).

Le locandine:








N.B. ricordo le Voci del film 7 uomini d’oro registrate nel Taccuino, clicca QUI

Annotazione: immagini prelevate dalla rete tramite il motore di ricerca Google


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