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giovedì 23 giugno 2016

La storia infinita del libro “Il giorno del giudizio”

Ho iniziato e riiniziato il libro diverse volte senza vedere la parola fine, ciononostante dentro di me c’era il sincero desiderio di leggerlo per constatare le capacità letterarie di uno dei maggiori giuristi italiani, uno dei maggiori studiosi del diritto italiano ed esperto di diritto processuale civile.
Io volevo leggere "Il giorno del giudizio " di Salvatore Satta, non perché lo considerano uno dei romanzi italiani più importanti, oppure per spuntarlo dalla lista dei libri da leggere ma, conoscendo l’autore come giurista, volevo sviluppare il suo sapere da un altra angolazione.
 
Ovunque si esprimono pareri contrastanti, e io non potevo partecipare alle conversazioni perché non avevo concluso la lettura. Finalmente, dopo averlo abbandonato diverse volte, sono riuscita a liberarmi da questo peso.  Si, anche se è considerato un capolavoro della letteratura, e anche se qualcuno può obbiettare, io uso la parola liberazione. Adesso che ho dinnanzi a me l’ultima pagina, completamente letta, posso esprimere un giudizio: non riuscivo a finirlo per come è strutturata la storia. Quando leggo un libro devo avere di fronte a me una storia con un filo conduttore scorrevole, per ogni personaggio, o per ogni vicenda, devo vedere nella mia mente il risvolto di ciascun frammento senza intromissioni. Invece intrusioni ed interferenze, storie che si accavallano tra di loro senza concludere il ragionamento se non dopo svariate pagine, hanno determinato un appesantimento della mia lettura. Il mio non è un giudizio negativo, anzi lo rileggerei, bensì esprimo ciò che penso in base ai miei gusti e a ciò che mi aspetta dalla lettura.
Anche se ho incontrato molte e molte difficoltà, lo consiglio a tutti perché le vicende riportate, anche se sono frutto della fantasia, sono ugualmente confrontabili con ciò che personalmente viviamo, e ognuno dei personaggi sono riconoscibili per come sono e possiamo additarli come se li conoscessimo personalmente.
 
Nel romanzo, si riportano i malcostumi e le virtù di persone importanti dal punto di vista della ricchezza e posizione sociale; ci sono gli operai, uomini e donne sconosciuti o invisibili agli occhi dei potenti, i doveri di chi lavora per i ricchi, si accostano personaggi distanti tra loro ma non più di tanto, ci sono notai, avvocati, mogli e donne, contadini e pastori, preti e fedeli, e infine ci sono i morti.

In una parte del libro, si riportano alcuni episodi sul trattamento dei morti da parte della curia e dei paesani; sorprende, ma non più di tanto, la differenza di trattamento tra i ricchi e i poveri per come sono accompagnati nel loro ultimo viaggio, si parte dal suono delle campane che avvisa della scomparsa del caro fino al ultima dimora. Mi ha colto di sorpresa il fatto di conoscere l’uomo più importante del romanzo, un uomo potente, ricco e perfino notaio, che non ha mai visto in casa sua e mai letto un libro se non quelli di diritto.
Per la ricchezza dei personaggi, è un’opera che non si può riassumere con poche parole, per questo motivo ho insistito fino all’ultimo: non potevo rinunciare e dovevo leggerlo. Dopo averlo ripreso e ripreso più volte, adesso che l’ho chiuso e riposto al suo posto, mi mancheranno alcuni personaggi, come il caffè Tettamanzi.
 
 
 
 
 
Scheda del libro:
Titolo: Il giorno del giudizio
Autore: Salvatore Satta
Editore: Adelphi, edizione del 1991
Genere: romanzo
Pagine: 292
 


2 commenti:

  1. Buongiorno Inassia,
    Peter è appena arrivato dalla quiete della sua valle e sta apprezzando il delizioso menu che hai preparato su misura per lui!
    Grazie ancora per la tua gradita partecipazione al gioco di Parole di contorno:-)
    Marilena

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    1. Ho appena letto il messaggio. Corro subito da te per leggere il post. Grazie di tutto

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