Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

domenica 24 aprile 2016

Da un libro all’altro II

Titolo: Il profumo delle foglie di limone;
Autore: Clara Sanchez;
Editore: Garzanti;
Genere: romanzo;
Anno: 2011;
Pagine: 360;
Prezzo di copertina: € 18,60. 
 
Su sollecitazione della mia bibliotecaria, dopo quanto mi ha riferito sul successo del libro e come sia stato apprezzato dai lettori, ho preso in prestito il romanzo spagnolo e l’ho letto in pochi giorni. Sinceramente non volevo leggere un libro suddiviso in capitoli alternando i punti di vista dei due protagonisti, Sandra (una donna spensierata e incinta) e Julian (un cacciatore di nazisti, giunto in Spagna dopo aver ricevuto la lettera dell’amico con cui ha condivise la terribile permanenza a Mauthsen), ma sentendo quanto è piaciuto mi sono fatta trasportare dal consiglio. Scherzosamente potrei sottotitolarlo come “non prendere le caramelle dagli sconosciuti”; eppure l’incontro tra Sandra e i due sconosciuti Fredrik e Karin suggerisce questa espressione. Il libro colpisce per l’immensa  e irrazionale ingenuità della protagonista e per la profonda amicizia con persone appartenenti a diverse generazioni. Nonostante la giovine Sandra sia poco attenta nel scegliere le amicizie, trascorso un primo periodo spensierato e tranquillo, e dopo aver conosciuto e sentito la storia raccontata da Julian, comincia a studiare la coppia di vecchietti con la giusta attenzione e a guardarli con occhi diversi. L’incontro tra Sandra e Julian sfocerà anch’esso in un’amicizia tra due persone appartenenti a diverse generazioni; e con l’incredulità iniziale di lei e poi la consapevolezza di ciò che stanno scoprendo con le loro indagini, Julian riuscirà a mutare definitivamente il percorso di vita e l’incoscienza della giovane donna; e assieme incroceranno i loro destini e la loro esistenza non sarà più la stessa.     

 
 
 
Titolo: L’ultimo fiore dell’anima;
Autrice: Anna Melis;
Casa editrice: Frassinelli;
Genere: romanzo;
Anno: 2014;
Pagine: 292;
Prezzo di copertina: € 16,50.
 
Il romanzo colpisce per la solitudine della protagonista perché nella sua terra è una donna isolata, esclusa  e condannata. La storia colpisce per l’ignoranza legata alla superstizione di alcuni abitanti di Nuoro degli anni trenta, descritto, per quanto riguarda i rapporti umani, come un piccolo paese rude, povero e misero.
Ilde Zedda è una donna malata, soffre di crisi epilettiche, e per questo motivo è considerata dai suoi paesani come una donna demoniaca. La sua colpa è quella di essere un’istranza, anche se concretamente, se guardiamo la geografia, non può essere una straniera. In questo ambiente così ostile, così opprimente, anche se i sui paesani la osservano con diffidenza perché è diversa per l’aspetto fisico e per la malattia, nell’anima di Ilde nasce il desiderio di libertà: la sua libertà si manifesta in montagna, in mezzo alla natura e all’Ortobene.
Viene data in sposa ad un uomo rude, brutale e violento. La sua famiglia acquisita la tratta come una prigioniera, le violenze fisiche e psicologiche sono interminabili. Ma Ilde, in cuor suo, è una donna forte, e con il totale isolamento in lei nasce la passione per la vita e il desiderio di uscire dalla sua prigione. Un giorno, stanca delle continue vessazioni dell'uomo, prende il fucile, lo punta sulla sua vittima e spara. Pensa che sia il compagno, ma si sbaglia. Accecata dalla paura ferisce un bandito ricercato dalla giustizia. Ilde rendendosi conto dell’errore, lo nasconde, lo accudisce e lo cura, e giorno dopo giorno riesce ad instaurare un legame forte con l’evaso.
Ilde non riesce a conquistare la dovuta libertà neanche dopo la morte del compagno, e quasi senza accorgersi, senza capire il perché, sposa un uomo della legge, e si ritrova dentro un’altra prigione. Nella nuova casa Ilde è ancora un’istranza, è ricca, ha pure la tzeraca, ma non sa cosa sia perché lei, Ilde Zedda, è abituata a lavorare e non ad essere servita.
In seguito, il destino di Ilde cambia direzione e godrà della libertà tanto sognata.
  
 
 
Titolo: Lieto fine;
Autore: Edward St Aubyn;
Editore: Neri Pozza;
Genere: romanzo;
Anno: 2013;
Pagine: 206;
Prezzo di copertina: € 16,00.
 
Nel momento in cui mi hanno prestato il libro ho pensato: “ma perchè devo leggere un libro su un funerale? Carissima, declino l’offerta”. Nel nome della curiosità ho incominciato a leggerlo. Mai fidarsi del primo impatto. “Lieto fine” non è un romanzo cupo tipico del momento dell’estremo saluto. Il funerale della madre di Patrick è un momento delicato in cui tra una stretta di mano, condoglianze e saluti inattesi e tanto altro, ci immergiamo dentro la psiche di un figlio che ha perso i genitori. Per Patrick, l’inumazione è un’occasione per conoscere meglio ciò che abbiamo evitato, o eclissato o mai conosciuto. Il lutto è un’occasione per riflettere con lucidità sugli eventi drammatici che hanno segnato la sua infanzia e che lo hanno portato a diventare ciò che è diventato nell’età adulta. Patrick si pone diverse domande: si chiede quale sia il motivo e come giustificare il silenzio della madre quando il padre abusava di lui, o del comportamento di entrambi i genitori. Un funerale può essere vissuto come una liberazione da un passato buio e burrascoso, oppure può essere considerato come un istante in cui la riflessione, a mente fredda, porta delle risposte in una mente di un uomo diventato adulto e mentalmente disturbato.
  

 
Titolo: L’uomo inquieto;
Autore: Henning Mankell;
Casa editrice: Marsilio;
Collana: giallosvezia;
Genere: noir;
Anno: 2011;
Pagine: 557;
Prezzo di copertina: € 14,00.
 
Il protagonista, Kurt Wallander, è un commissario della polizia; è ambientato ad Ystad, in Svezia. È il classico uomo che lavora anche quando è in vacanza, ha problemi di salute, è invecchiato, è diabetico e si rende conto che sta perdendo la memoria: puntualmente ha problemi di amnesia, come quando ha lasciato la pistola di ordinanza in un bar. Un giorno, ad una festa, Wallander conosce il suocero della figlia, Hakan von Enke, un ex ufficiale della marina svedese, il quale gli racconta un episodio di portata internazionale che si verificò durante la guerra fredda. Dopo poche ore dalla chiacchierata, durante la solita passeggiata, Hakan scompare misteriosamente e dopo pochi giorni la moglie viene trovata morta. Wallander si occupa delle indagini, e poi... e poi… Sì lo so, i libri noir non si raccontano mai, si leggono. Volevo soltanto indicarlo perché è una lettura intrigante e appassionante, è ambientato in uno Stato esteriormente considerato neutrale, è ricco di suspense, e oltre a ciò c’è lo spazio per la riflessione sulla vecchia e sui problemi legati ai primi avvisi dell’Alzhaimer, sui rapporti tra padre e figlia, e tra un commissario e i suoi colleghi e parenti acquisiti.  
 


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