Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

lunedì 12 dicembre 2016

Giancarlo Corre con Noi. Quarta edizione

Carissimi, sta per iniziare la quarta edizioni della manifestazione sportiva cagliaritana “Giancarlo Corre Con Noi”. La gara è stata fissata per domenica 18 dicembre 2016, presso il Colle S. Michele di Cagliari, l'orario del raduno, sia per  la Commissione che per gli sportivi iscritti alla corsa su strada, è stato fissato per le ore 8.30, mentre la partenza è prevista per le ore 9,30.
Anche quest’anno i volontari e gli organizzatori ci regalano una giornata particolare per ricordare l’amico Giancarlo Mura che ci ha lasciato in eredità l’amore per lo sport.
Gli organizzatori della corsa su strada “Giancarlo Corre Con Noi” sono: il Gruppo Quelli del colle, con l’Associazione Sportiva Dilettantistica G.S. Runners Cagliari, con l’approvazione del Comitato Regionale Sardegna della F.I.D.A.L. e con il patrocinio dell’amministrazione Comunale di Cagliari.
Tutti gli atleti che accetteranno di iscriversi alla gara, per le caratteristiche del luogo, dovranno vedersela con un percorso affascinante e panoramico perché dal parco del Colle San Michele, possiamo vedere un ottimo panorama: la città di Cagliari, la Sella del Diavolo, il Golfo degli Angeli, Monte Urpinu, lo stagno di Molentargius e il porto, senza dimenticare che possiamo anche visitare il Castello San Michele e il parco.

mercoledì 30 novembre 2016

Buconetti o Gueffus. Dolcetti di mandorle

Nel Taccuino non poteva mancare la ricetta di uno dei dolci più ghiotti e desiderati della Sardegna; la loro presenza è sinonimo di gioia e in tutte le feste importanti la loro assenza è ingiustificabile. Si preparano per tutte le feste religiose, per le lauree, per i matrimoni, per i compleanni, per le feste private e familiari e per avvenimenti speciali. In breve ogni occasione è buona per preparare questi dolcetti di mandorle avvolte nella carta velina a mo' di caramelle. Esteticamente hanno un aspetto simpatico e allegro perché la carta velina ha infiniti colori, si passa dal classico bianco, al rosa, all’azzurro e al rosso e così via, e sono abbelliti sfrangiando le estremità o ricavando dei sacchetti ricamati con delle semplici forbici.
E sì, è arrivato il momento di trascrivere nel Taccuino virtuale la ricetta dei Buconetti, chiamati anche Gueffus. I Buconetti sono trai i dolci sardi più conosciuti e, seguendo alcuni piccoli accorgimenti, possono anche essere inclusi tra i dolci alle mandorle più semplici da preparare.
Uno degli elementi fondamentali per la loro preparazione è la pentola che deve avere i bordi alti e larghi e, importantissimo e non da sottovalutare, non deve essere antiaderente o smaltata perché lo zucchero sfregando le pareti, oltre a rovinare la pentola (e il nostro stomaco) può cedere una parte del metallo al nostro impasto.

domenica 6 novembre 2016

Film. Il paziente inglese

 
Direttamente dalle pagine del romanzo “Il paziente inglese”, nel 1996 uscì  il film omonimo di Anthony Minghella, vincitore di nove premi Oscar, 6 BAFTA e 2 Golden Globe (quest'anno si festeggiano i suoi primi 20 anni), e anch’esso, come il libro, racchiude continui flash back e difficilmente si può seguire con leggerezza. Questa particolarità non sminuisci la pellicola giudicandola in senso negativo, al contrario attribuisce un surplus positivo al risultato finale. E come capita nel mondo del cinema, alcune scene divergono dal romanzo e il fatto di aver visto per prima il film, nel complesso mi ha aiutata a leggere il libro con più scioltezza. Anche se conosco a memoria alcune battute, o almeno mi ricordo alcuni pezzi perché l’avevo guardato più volte e più volte in lingua originale per esercitarmi quando studiavo l’inglese, rivederlo mi riempie ancora di emozioni come la prima volta.
La prima volta che lo vidi, se non ricordo male, era nell’estate del 1998 in un cinema all’aperto in una chiesa sconsacrata e senza tetto, e mi rapii subito dalla prima scena.
Ricordo lo sguardo di alcuni spettatori all’uscita della chiesa, prestata per l’occasione al cinema, tale da segnalarmi il fatto di aver visto una pellicola particolare senza vie di mezzo, ovvero o si ama al primo istante o non si afferra il senso della storia.

martedì 1 novembre 2016

Il paziente inglese di Michael Ondaatje

Il romanzo è ambientato in un vecchio convento, situato presso una collina a nord di Firenze, durante la fine del secondo conflitto mondiale. La Villa San Girolamo, così si chiama il convento, è stato occupato prima dai tedeschi e successivamente trasformato in un ospedale provvisorio dagli alleati. Il convento, come il terreno circostante, è cosparso in ogni angolo da ordigni inesplosi, ed è diventato semideserto dopo essere stato abbandonato. Anche se il luogo è semidevastato, un rudere pericolante e ricoperto di bombe inesplose, è stato trasformato in un rifugio da tre uomini ed una donna: Caravaggio, Kip, Hana e un paziente senza identità.
Hana è un’infermiera canadese addestrata al Women’s College Hospital ed è sbarcata in Sicilia per lavorare negli ospedali italiani da campo. Dante Caravaggio è un vecchio amico del padre di Hana, è un ladro dipendente dalla morfina, è un invalido dopo che gli hanno amputato i pollici da entrambe le mani, e si è arruolato nei servizi ufficiali di spionaggio per riuscire ad avere informazioni segrete, vale a dire trovare e catturare una spia probabilmente scappato in Italia. Kirpal Singh, soprannominato Kip, è un giovane sikh di 26 anni,  è un artificiere esperto mandato dall’Inghilterra in Italia  per sminare i campi dalle bombe inesplose o abbandonate dai tedeschi. Il misterioso paziente inglese, ustionato su tutto il corpo in un incendio nel deserto, è stato salvato dai beduini che lo hanno portato in una base britannica, poi trasportato in Tunisia, e da qui imbarcato per l’Italia in compagnia di un libro di Erodono colmo di appunti, pensieri e arricchito da foto e disegni.

domenica 30 ottobre 2016

Terza candelina

Oggi, 30 ottobre, il blog spegne la sua terza candelina
 
Piano piano, giorno dopo giorno il Taccuino cresce sempre di più e si arricchisce di nuovi particolari.
Quest’anno, l’home page sfoggia un nuovo vestitino perché inserendo le Pagine fisse è più leggero e meno disordinato. All’inizio non volevo caricarle e non capivo il senso e l'utilità in termini di servizio perché ho sempre considerato il mio blog un salotto virtuale spartano e ruspante. Adesso ho notato che con le Pagine fisse il Taccuino appare più ordinato e ha migliorato alcune informazioni. All’inizio con i gadget di testo non avevo chiarito alcuni concetti, come i cookie, oppure le immagini inserite a piè di pagine potevano apparire insignificanti. Con le Pagine ho potuto sviluppare alcune nozioni di base, come ad esempio la presentazione del blog o le classiche comunicazioni di servizio. Sostituendo con un’apposita Pagina tutti i gadget immagini che avevo pubblicato a piè di pagine, ho potuto presentare con più facilità gli appuntamenti fissi annuali che seguo e che avete cercato e letto in questi tre anni, vale a dire il Festival letterario della Sardegna l'Isola delle Storie, il Festival del cinema palestinese e arabo cagliaritano Al Ard Doc Film Festival, e la manifestazione sportiva Giancarlo corre con noi: mi ha fatto molto piacere vedere dalla scrivania che avete cercato appositamente e letto questi post. Eliminando il gadget dei blog che seguo ho inserito un’apposita Pagina che li contiene, però per mancanza di tempo attualmente è ancora in fase di allestimento. Infine ho inserito il gadget "post in evidenza", anzi per la precisione l'avevo caricato quando è apparso come nuovo servizio, ma l'avevo eliminato dopo un paio di settimane. 

giovedì 13 ottobre 2016

Les Misérables

 
Les Misérables, il film di Tom Hooper, tratto dal romanzo di Victor Hugo, è uscito nelle sale cinematografiche da un po’ di tempo, esattamente nel 2012, e sono riuscita a vederlo solo recentemente in DVD.
Visto il cast stellare e i premi ricevuti, le mie aspettative erano altissime, e meditando su ciò che ho visto, ricordando le recensioni positive e considerando il gran parlare, beh la mia delusione è stata altissima. Non è malfatto o inguardabile, questo lo devo e lo voglio sottolineare, però se la pellicola è un musical mi aspetto emozioni tipiche di chi sta guardando questo genere di film, e quindi si pretende, oltre ad un’ottima recitazione di tutti gli attori nessuno escluso, eccellenti interpretazioni canore tali da regalare forti emozioni, addizionati anche da una capacità di inchiodarmi alla sedia senza controllare l’orologio.
Contrariamente a quanto speravo, i brani musicali sono apparsi piatti e senz’anima, identici dall’inizio alla fine, e se considero la durata della pellicola, più di due ore ed interamente cantata (salvo qualche frammento), sono riuscita a resistere fino alla fine solo per la sceneggiatura, per i testi e la fotografia; sono schietta,  il mio applauso riguarda solo questo lato.

La questione analizzata in questo piccolo angolo virtuale non riguarda la bravura degli attori cantanti non professionisti, non è questo il dilemma, mi sto soffermando sullo stile e sulla scelta dei brani cantati, apparsi tutti uguali e con la stessa tonalità, si sostituivano soltanto le parole, e non essendoci differenze entusiasmanti tra una brano e l’altro, tra una pezzo e l’altro, complessivamente l’ho trovato snervante, monotono e a tratti claustrofobico.

sabato 8 ottobre 2016

8 ottobre 1971

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today
 
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace
 
You...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope some day you'll join us
And the world will be as one
 
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
Our brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world
 
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope some day you'll join us
And the world will live as one 

venerdì 30 settembre 2016

Ross Poldark di Winston Graham

Anno 1783. Il capitano Ross Poldark, figlio di un piccolo proprietario terriero, dopo aver combattuto per l’esercito inglese in un lungo ed estenuante conflitto nella rivoluzione americana, finalmente ritorna a casa dai suoi cari sano e salvo. La guerra ha cambiato il suo carattere e non sarà più l’uomo calpestato che tutti conoscevano prima di partire tra le file dell’esercito inglese. Il conflitto, oltre a mutare il carattere, ha deturpato i lineamenti del suo viso con una visibile cicatrice sulla guancia e ha reso zoppicante una caviglia dopo essere stato colpito in combattimento, particolari che lo distingueranno per sempre. Per tutto il periodo della guerra ciò che lo ha tenuto in vita è stato il pensiero di ritornare a casa per riabbracciare la sua fidanzata Elizabeth, ma rincasando scopre, oltre la morte del padre, che la sua amata sta per sposare suo cugino Francis perché tutti pensavano che fosse morto in combattimento.
La morte del padre e l'imminente matrimonio di Elizabeth con un altro uomo sono notizie inaspettate, sono una doccia fredda e trasformano i suoi piani disegnati nella sua mente durante il conflitto. E' un momento difficile e si rende conto che la sua vita non sarà più come una volta.
Per dimenticare la sua promessa sposa, riboccandosi le maniche, dà inizio ad un nuovo percorso di vita riportando a nuovo splendore il patrimonio del padre, ormai caduto in rovina per non essere stato capace di gestirlo ed amministrarlo congruamente, a cui hanno contribuito anche due sfaticati ed ubriaconi domestici. Il lascito familiare è composto dalla tenuta di Nampara, da terreni e una miniera, e nel suo ambizioso progetto riuscirà a coinvolgere i due fannulloni domestici e i suoi fedeli fittavoli: riuscirà a ristrutturare la casa paterna, a coltivare la terra ed aprire la miniera.
Perse definitivamente le speranze di riconquistare Elizabeth, Ross Poldark nella sua nuova vita avrà al suo fianco due donne speciali, due donne che si distingueranno più delle altre e che lo aiuteranno nei suoi progetti: la domestica Demelza che salvò da un linciaggio in strada con problemi familiari e da una vita familiare precaria, e la cugina Verity, una donna sulla trentina con una forte indiscutibile attaccamento per il cugino Ross.
Poldark deve affrontare problemi di un certo rilievo, sia personali che economici, dovrà sbrogliare matasse ed ombre oscure private, come risolvere il problema del cugino dedito al gioco d’azzardo, o aiutare e/o assecondare la cugina prediletta Verity, oltre a ciò sarà coinvolto anche in un combattimento a duello.

mercoledì 14 settembre 2016

Al Museo delle Maschere

Le maschere sarde sono conosciute ovunque in tutto il mondo, eppure erroneamente le persone le identificano come maschere carnevalesche, ma realmente hanno una lunga storia ben più intrigante e colma di misteri. Mamoiada, un piccolo paese della Barbagia, famoso per i Mamuthones e Issohadores, per far conoscere la storia e la cultura delle maschere tradizionali sarde, ha messo in piedi uno dei musei più singolari della Sardegna.
Al Museo delle Maschere Mediterranee il visitatore si avvicina al mondo delle maschere sarde già nella prima sala: qui sono state sistemate tre maxischermi distanziati l’uno dall’altro dai Mamuthones e Issohadores. La sala multivisione, partendo dalle maschere create interamente a mano dagli  artigiani mamoiadini, alla fabbricazione dei campanacci da parte di pochissimi artigiani di Tonara, dalla vestizione, fino al carnevale barbaricino, tra suoni, immagini e testi  si inizia a prendere confidenza con le persone del luogo che spiegano la storia e il significato delle maschere mamoiadine.
Nella seconda sala, in fondo alla stanza appaiono i Mamuthones e Issohadores in tutta la loro integrità con pelli, maschere facciali e campanacci, e il loro splendore è messo in risalto dalla luce proveniente da una grande finestra ad angolo. Ai lati della sala si possono osservare altre maschere tradizionali sarde: i Merdules, i Thurpos di Orotelli, i Boes e Filonzana di Ottana; mentre in una grande vetrina, che copre un’intera parete, sono esposte una cospicua raccolta di maschere facciali.
Nella terza sala sono state allestite maschere provenienti da diverse regioni del Mediterraneo e, tra filmati e spiegazioni della guida, il visitatore può confrontarle con quelle sarde e notare una serie di similitudini sia nell’abbigliamento che nei movimenti delle persone che le indossano.

sabato 10 settembre 2016

Il pollaio

Tra i buoni propositi dell’anno in corso, sussiste ancora il desiderio di completare il presepe all’uncinetto. Teoricamente dovevo ultimarlo un paio di mesi fa, ma in questi casi vige il proverbio “chi va piano va sano e  va lontano”. Nel caso in cui si voglia accertare il mio scarso rendimento, o si voglia valutare in senso negativo il mio impegno nel concludere il progetto organizzato dal sito “La Torre di Cotone”, posso tranquillamente dire di avere le spalle coperte da una grossissima giustificazione. Osservando i soggetti e le ambientazioni già ultimati posso tranquillamente valutare il lavoro richiesto in termini di tempo e di impegno, perciò stimando il programma completo si può constatare quanto sia laborioso. Sinceramente in alcuni casi mi pongo la domanda “chi me lo ha fatto fare”. La risposta è sempre la stessa. Al solo fine di creare soggetti tridimensionali, nella mia testa c’è il desiderio di imparare una nuova tecnica con l’uncinetto, e il progetto mi ha sostenuto in questo nuovo percorso creativo. Il presepe è stato uno strumento indispensabile per apprendere con semplicità e allegria le  nozioni di basi di un nuovo mondo uncinettario. In altre parole, il presepe come soggetto religioso non mi interessa, il  mio scopo è un altro, ovvero vorrei acquisire le basi fondamentali per creare con il cotone e un semplice uncinetto degli oggetti dotandoli di un corpo e una forma tridimensionale, e considero questo progetto un valido esercizio.

domenica 28 agosto 2016

Charlotte Gray ovvero la guerra di Charlotte

Charlotte è una giovane donna scozzese appassionata della cultura e del popolo francese e, grazie ai ripetuti soggiorni in Francia e al padre che la spinse a studiare e a conoscere la lingua fin da bambina, si potrebbe identificarla per un’autentica signora francese. La sua vita nasconde un triste rapporto con il padre dal carattere particolare perché reduce dalla grande guerra e circondato da drammatici ricordi. Il pessimo legame è da attribuire da una parte da una convinzione sbagliata di Charlotte che si trascina da quando era bambina, e dall’altra parte dai ricordi del padre di quanto ha fatto e visto durante la guerra.
Nel 1942 Charlotte trova un lavoro a Londra come segretaria tuttofare presso un chirurgo plastico specializzato nella cura di pazienti con arti imputati, con problemi di mobilità e di riabilitazione motoria. Per raggiungere la nuova sede, Charlotte parte in treno e durante il viaggio conosce in uno scompartimento Cannerley e Morris. Immediatamente entrano in sintonia, e Cannerley con discrezione formula una serie di domande, e dalle risposte che riceve dalla donna intuisce che può usarla perché nasconde delle doti utili ai suoi scopi. L’uomo consegna il suo numero di telefono a Charlotte, e lei accettandolo e prendendolo, senza accorgersi, muta definitivamente il corso della sua vita, perché gli uomini che ha di fronte fanno parte di un’organizzazione segreta britannica che aiuta e appoggia la resistenza in territorio francese.

venerdì 26 agosto 2016

Passeggiando per le vie di Lodine

Lodine è un piccolo Comune della Barbagia di Ollolai; confina con i Comuni di Gavoi e Fonni. In questi ultimi anni, in ogni angolo del piccolo centro barbaricino, si possono osservare dei murales e dei graffiti molto carini e originali per quanto riguarda i soggetti e la collocazione delle opere. Si possono trovare ovunque, o nei classici spazi, e quindi nei muri, oppure in altri luoghi, come le serrande.
Quando passeggiamo per le vie del paese possiamo “incontrare” diversi artisti del mondo della musica, della letteratura e dell’arte, oppure illustri personaggi che si sono distinti per le loro azioni.
L’opera più sorprendente è il riadattamento del “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo con i lavoratori e le lavoratrici in costume sardo con alle spalle il Lago di Gusana di Gavoi.
Oltre ai murales e ai grafiti, in un piccolo spazio ho potuto ammirare delle case in miniature: l’unicità di ogni singolo pezzo ha impreziosito un piccolo angolo apparentemente insignificante. 

giovedì 18 agosto 2016

Non solo mare

Tutti gli anni, quando sta per arrivare l’estate, prometto a me stessa e agli altri di non lamentarmi, ma è impossibile: chi mi conosce bene sa che non tollero il caldo. Così appeno dico a me stessa di non lamentarmi dell’aria afosa, senza accorgermi ho già evidenziato il mio stato d’animo.
È più forte di me. È una questione di resistenza. Puntualmente cerco i lati positivi dell’estate, e puntualmente rinvio il pensiero. Nonostante ciò, nascondo in un angolino del mio cervello i miei sentimenti verso l’insopportabile compagnia e parto verso destinazioni  più fresche e rilassanti…
Non molti sanno che il Sarcidano è terra di tartufi. In questo piccolo territorio sardo si trovano importanti quantità di tartufi … così anche quest'estate ... tutti alla fiera del tartufo al parco Funtana is Arinus.

giovedì 11 agosto 2016

Passeggiando per le vie di Crucuriga

Nel momento in cui una persona è in vena di passeggiate, con una buona dose di spensieratezza e con la testa leggera, senza una destinazione programmata anticipatamente, può imbattersi casualmente in luoghi inesplorati.
Passeggiando per le vie della collina di Crucuriga, passo dopo passo, piano piano, facendo due passi in mezzo alle erbacce e ai cespugli, casualmente si può esplorare senza accorgersi e senza intuire cosa si sta calpestando, un sito archeologico, un bene dichiarato di particola interesse archeologico, ignorato da troppo tempo da chi dovrebbe garantire una buona dose di finanziamento per incominciare lo studio del territorio.
Il suolo del Monte Crucuriga, così si chiama la collina, situato nel cuore del Sarcidano, nel Comune di Nurallao, è di tipo calcareo, ci sono piante, sterpaglie e una fitta vegetazione non custodita e, nascosto tra i cespugli, sommerso dalle erbacce, c’è un territorio, un suolo calcareo lavorato e scavato interamente dall’uomo molti secoli fa (l’età esatta è incerta).
Nella roccia calcarea sono state ricavate delle canalette intercomunicanti tra di loro, si possono osservare delle piccole “vaschette” dalla forma circolare o rettangolare con scalfitture dal  significato sconosciuto perché ancora oggi il sito non è stato oggetto di studio.

domenica 31 luglio 2016

La Santa Anoressia di Rudolph M. Bell

Le impressionanti analogie tra la moderna anoressia nervosa e il processo di santità di tante figure d’eccezione da Chiara d’Assisi a Caterina da Siena da Francesca Romana a Veronica Giuliani in un affascinante racconto
 
È l’introduzione del libro “La Santa Anoressia” di Rudolph M. Bell, pubblicata direttamente nella copertina. Prima di iniziare il viaggio percorso dallo scrittore, è d’obbligo avvisare il lettore che il contenuto non è indirizzato esclusivamente ai religiosi o alle persone non credenti: la religione o l’appartenenza ad un credo non è lo scopo del saggio.
Bell, studiando il comportamento di alcune donne e partendo dal significato del digiuno nel medioevo fino ai giorni nostri, mette in evidenza il problema dell’anoressia nei vari periodi storici, inoltre mette in relazione il disturbo alimentare legandolo alla cultura nel periodo in cui si sta vivendo, e quindi per ogni periodo storico nota un mutamento nella giustificazione e nella percezione del digiuno. Mentre nell’anoressia “moderna” si guarda l’aspetto fisico e la magrezza come sinonimo di bellezza, in altri periodi storici il digiuno era visto come un conflitto tra il mondo esterno e il disagio interiore, tra ciò che non appare e la consuetudine dei costumi in ambienti culturalmente chiusi al mondo femminile, dove non si potevano esprimere concetti come, ad esempio, l’autonomia femminile. In alcuni periodi storici, il digiuno era visto come un filo diretto tra la donna e Dio, e tra lo spirito e Cristo. Nei vari casi, alla base c’è ugualmente un disturbo alimentare, dominato da significati, culture e da situazioni sociali differenti che li accomunano sotto diversi fini. Nel Medioevo chi digiunava indebolendo il fisico e la mente, veniva classificata o come una “strega” o come una Santa, e quindi c’era alla base il misticismo; mentre in altri periodi storici la parola anoressia era legata all’isteria. Nel nostro tempo, senza approfondire il problema e le varie casistiche legate all’anoressia (non è o scopo del post), si considera la magrezza come parte della salute del corpo.

mercoledì 27 luglio 2016

Ricostruzione scenica: il pozzo

Dopo una piccola pausa, ho ripreso in mano l’uncinetto e sono riuscita a realizzare il pozzo per abbellire il presepe o per impreziosire in modo simpatico una mensola o una libreria.
Leggendo lo schema, la creazione del pozzo con un semplice uncinetto e con del cotone, può apparire a molti come un'utopia o un lavoretto senza senso pieno di insidie, eppure con piccole rimanenze di cotone, con poche ore e con una buona dose di pazienza, ed  eliminando la fretta, si può tranquillamente ottenere un buon risultato.
Lo schema non è frutto della mia fantasia, ma l’ho recuperato dal sito La Torre di Cotone quando dovevamo creare con le nostre mani il presepe con l’uncinetto. Ogni settimana dovevamo realizzare un personaggio o un’ambientazione ma, per una serie di motivi, non sono riuscita ad ultimarlo in tempo assieme a tutti i partecipanti, così con tranquillità, quando ho un po’ di tempo, cerco di recuperare il tempo perso.
I consigli del sito sono stati proficui sotto tutti i punti di vista, come ad esempio per assembrare i mattoni per il muretto ci suggerisce: “per dare l’idea di un muretto a secco ho deciso di cucire solo la parte posteriore del mattone”. Il risultato finale non spicca nella foto, ma dal vivo, se lo guardiamo in lontananza, appare come un muretto a secco, e non è piatto e privo di significato come potrebbe sembrare senza provare a cucire  i mattoni.

venerdì 15 luglio 2016

La capanna della Natività fatta a mano con l'uncinetto

Il presepe creato interamente a mano con l’uncinetto si sta arricchendo.
Il progetto ideato dal sito “La Torre di Cotone” e iniziato nel 2015, oltre ai personaggi principali, prevede anche la realizzazione della capanna per la natività. Eseguire il lavoro non è stato semplice e veloce, e durante tutto il periodo di lavorazione ho affrontato diversi ostacoli determinati dalla grandezza della capanna, dalla quantità del cotone da acquistare fino all’assembramento delle parti.
La capanna è costituita dalla base (ho immaginato l’interno coperto dall’erba), il tetto e le colonne.
Il primo ostacolo che ho affrontato è stato quello di chiarire il dilemma delle dimensione della capanna perché, contando i giri e i punti dello schema, mi sono accorta che era troppo piccola per ospitare tutti i personaggi della natività; così, prendendo appunti ho aumentato tutti i giri: per la base si prevedevano 13 giri invece ne ho lavorato 21, per il tetto ho lavorato 22 giri anziché 15, per le colonne sono passata dai 33 giri previsti dallo schema ai 50 per non coprire i visi con il tetto.
Il grattacapo più grave che ho incontrato è stato la lavorazione del tetto perché, per stare dritto, dovevo irrobustirlo immergendolo nell'acqua mischiato con la colla per poi darle la forma: non l’avevo mai sperimentato in prima persona e prima di iniziare l’operazione mi sono documentata. Inoltre, dopo il trattamento anche se stava dritto, il tetto tendeva a pendere davanti e per eliminare il difetto, all’ultimo momento, ho dovuto lavorare un’altra colonna e poi, così come è stato preventivamente suggerito dal sito, ho avvolto la parte che cedeva con il filo di ferro zincato.
Un altro problema che ho dovuto affrontare riguarda l’assembramento delle colonne. All’inizio non ho seguito il suggerimento e ho cucito le colonne direttamente alla base imbottendole come da prassi, ma ho dovuto cambiare strategia e mettere in atto il consiglio dell'amministratrice del sito perché con il peso del tetto (e sottolineo in assenza di vento) tendevano a cascare da una parte all’altra della base; e per eliminare gli ostacoli, ho seguito passo dopo passo tutti i suggerimenti del sito: “inserire all’interno di ciascuna colonna una striscia di cartoncino arrotolato su sé stessa, in modo che all’interno rimanga un foro dove poi andremo ad inserire uno spiedino”.

martedì 5 luglio 2016

XIII edizione del Festival Letterario di Gavoi

La XIII edizione dell’Isola delle Storie si è conclusa, e nel momento in cui si pronuncia la parola fine, si pensa immediatamente alla prossima edizione.
Quest’ultima edizione è stata dedicata a Pinuccio Sciola scomparso prematuramente; mentre nelle magliette rosse dei volontari, questa volta, c'era scritto una frase famosissima di Antonio Gramsci “Odio gli Indifferenti”.
Questa edizione verrà ricordata a lungo per un imprevisto non calcolato da tutti noi tale da farci pensare al peggio: la pioggia. E si, non è stata invitata e all’improvviso è apparsa creando piccole pozzanghere nei tendoni. Ma noi non ci siamo allarmati più di tanto: è comparsa all’improvviso ed è andata via senza creare disagi, in altre parole si è affacciata, ha creato scompigli per un po’ ed è partita verso altre destinazioni. Anche i musicisti non si sono preoccupati: hanno continuato a suonare fino a quando qualcuno ha suggerito di sospendere lo spettacolo fino alla “partenza” della pioggia. 

giovedì 23 giugno 2016

La storia infinita del libro “Il giorno del giudizio”

Ho iniziato e riiniziato il libro diverse volte senza vedere la parola fine, ciononostante dentro di me c’era il sincero desiderio di leggerlo per constatare le capacità letterarie di uno dei maggiori giuristi italiani, uno dei maggiori studiosi del diritto italiano ed esperto di diritto processuale civile.
Io volevo leggere "Il giorno del giudizio " di Salvatore Satta, non perché lo considerano uno dei romanzi italiani più importanti, oppure per spuntarlo dalla lista dei libri da leggere ma, conoscendo l’autore come giurista, volevo sviluppare il suo sapere da un altra angolazione.
 
Ovunque si esprimono pareri contrastanti, e io non potevo partecipare alle conversazioni perché non avevo concluso la lettura. Finalmente, dopo averlo abbandonato diverse volte, sono riuscita a liberarmi da questo peso.  Si, anche se è considerato un capolavoro della letteratura, e anche se qualcuno può obbiettare, io uso la parola liberazione. Adesso che ho dinnanzi a me l’ultima pagina, completamente letta, posso esprimere un giudizio: non riuscivo a finirlo per come è strutturata la storia. Quando leggo un libro devo avere di fronte a me una storia con un filo conduttore scorrevole, per ogni personaggio, o per ogni vicenda, devo vedere nella mia mente il risvolto di ciascun frammento senza intromissioni. Invece intrusioni ed interferenze, storie che si accavallano tra di loro senza concludere il ragionamento se non dopo svariate pagine, hanno determinato un appesantimento della mia lettura. Il mio non è un giudizio negativo, anzi lo rileggerei, bensì esprimo ciò che penso in base ai miei gusti e a ciò che mi aspetta dalla lettura.
Anche se ho incontrato molte e molte difficoltà, lo consiglio a tutti perché le vicende riportate, anche se sono frutto della fantasia, sono ugualmente confrontabili con ciò che personalmente viviamo, e ognuno dei personaggi sono riconoscibili per come sono e possiamo additarli come se li conoscessimo personalmente.

mercoledì 15 giugno 2016

A cena con…

Fata Confetto, con il suo blog Parole di Contorno, costantemente di ci regala squisite ricette di ogni genere e per ogni occasione, e per distrarci un po’ ha organizzato un gioco gastronomico. Ognuno dei partecipanti al gioco, virtualmente può invitare a cena un personaggio “del presente o del passato, protagonisti della storia o del costume, idoli canori o sportivi, un super eroe, un personaggio di un romanzo o di un cartone”.

Prima di svelare l’ospite, indicherò le regole del gioco:

pubblicare un post dal titolo “a cena con…”;

un immagine del personaggio;

motivare la scelta;

il menu: antipasto, primo, secondo, dessert con i link delle ricette se sono stati pubblicate dai nostri blog o da siti esterni citando la fonte;

foto della ricetta (facoltativo);

lasciare un commento di adesione all’iniziativa nel blog di Fata Confetto.

 

Adesso entriamo nel vivo del gioco gastronomico virtuale.

giovedì 9 giugno 2016

L’appuntamento da non lasciarsi sfuggire: il Festival della Letteratura gavoese

Sta per iniziare la XIII edizione del Festival della Letteratura della Sardegna che si terrà nel cuore della Barbagia a Gavoi (NU).
Da pochi giorni gli organizzatori dell’Isola delle Storie hanno pubblicato il programma completo.
Gli appuntamenti sono due: il primo, Aspettando il Festival, il Preludio al Festival sarà dall’11 al 12 giugno 2016, il secondo, il Festival, inizierà il 30 giugno fino al 3 luglio 2016.
La formula vincente del Festival Letterario di Gavoi non muta, come tutti gli anni, oltre agli incontri con scrittori e scrittrici affermai e non, provenienti da vari Paesi, possiamo visitare le mostre, ci saranno spettacoli e ascolteremo della musica, poi non dimentichiamo che l’Isola delle Storie è rivolto non solo ai grandi ma anche ai più piccoli che con i laboratori e gli incontri organizzati tutti per loro anche quest’anno si divertiranno alla grande.
La particolarità del Festival riguarda la collocazione degli incontri che non saranno in un unico spazio, ma per ogni incontro sono previsti diversi luoghi sparsi per tutto il paese di Gavoi, quindi armandoci di scarpe comode dovremmo correre per le vie del paese verso: S’antana ‘e Susu, Piazza Sant’Antiocru, Giardino Comunale – Binzadonnia, Scuole elementari – Didova (spazio ragazzi), Salone Parrocchiale – Piazza San Gavino, Santu Bainzu, Piazza Mesu Bidda, Museo Comunale, Piazza S. Giorgio-Lodine (Nu).
Anche nella XIII edizione non ci sarà spazio per la noia, anzi il programma è talmente ricco di incontri ed eventi che non ci possiamo permettere il lusso di non andarci.

mercoledì 25 maggio 2016

Dolcetti di ricotta: sos rubiolos

Diverse volte ho scarabocchiato la ricetta de sos rubiolos di ricotta per poi ricopiarlo nel Taccuino, tuttavia, per una serie di ostacoli, determinati dalla quantità e qualità degli ingredienti, abbandonavo l’idea di pubblicarlo. Abitualmente gli ingredienti non si pesano perché la prassi vuole che ognuno li incorpori in base ai propri gusti personali e alle proprie abitudini, e poiché variano in base alla zona geografica, è tortuoso indicarli in grammi. Uno degli elementi che crea più problemi nella trascrizione della ricetta, riguarda la determinazione della quantità esatta  di farina e, per sviare l'ostacolo, dovrei indicare la generica espressione “quanto basta” perché l’impasto deve risultare morbido e contemporaneamente si devono formare agevolmente le palline, possibilmente con le mani e senza che si attacchino. La stessa sorte riguarda lo zucchero: alcuni preferiscono non sentirlo nel palato e altri abbondano. In alcune famiglie ho notato che uniscono il lievito, ma secondo me non ne ha bisogno. Una altro ingrediente che va e viene è lo zafferano: c’è chi lo mette e chi no, io sì.
Dopo questa breve premessa, indicherò approssimativamente la quantità di tutti gli ingredienti.

lunedì 16 maggio 2016

Nuovi personaggi fatti a mano con l’uncinetto


In un manuale per uncinettari avevo letto che la passione per l’uncinetto può dare “dipendenza”. Con questa espressione si sottolineava l’utilità di questa antica arte, perché con l'uncinetto si possono creare, usando tutta la nostra creatività, infiniti oggetti o cose meravigliose che spaziano dagli indumenti personali agli articoli per la casa e tanto altro, il tutto con una piccola spesa; per tale motivo l’uncinetto stimola la nostra creatività e spinge a lavorare.
Sicuramente hanno esagerato, eppure ho constatato che dal punto di vista finanziario, anche se in alcuni casi i prezzi di ogni gomitolo sono altamente esagerati, conviene armarsi di pazienza e creare con le proprie mani utili aggeggi per tutte le tasche e per tutte le occasioni.
Alla frase del manuale aggiungerei che, di fronte ad un interminabile lavoro, si tende a mentire a se stessi e agli altri, perché si assicura che sarà l’ultimo, ma realmente chi pronuncia la parola “fine” e chi ci ascolta sa che non è vero.
Quest’inverno mi sono iscritta ad un progetto on line per creare con le nostre mani il presepe all’uncinetto, dopo varie perplessità e su insistenze di alcuni, ho iniziato con i personaggi principali, e dopo aver ultimato la vasaia ho pronunciato la fantomatica frase “non ne posso più, questa è l’ultima, fine”. Non sapevo che chi pronuncia questa frase si autocondanna iscrivendosi automaticamente nella lista dei bugiardi o tra le file dei tossici uncinettari, perché quasi senza accorgermi  ho acquistato altro materiale e ho continuato a lavorare e a realizzare nuovi personaggi.

domenica 24 aprile 2016

Da un libro all’altro II

Titolo: Il profumo delle foglie di limone;
Autore: Clara Sanchez;
Editore: Garzanti;
Genere: romanzo;
Anno: 2011;
Pagine: 360;
Prezzo di copertina: € 18,60. 
 
Su sollecitazione della mia bibliotecaria, dopo quanto mi ha riferito sul successo del libro e come sia stato apprezzato dai lettori, ho preso in prestito il romanzo spagnolo e l’ho letto in pochi giorni. Sinceramente non volevo leggere un libro suddiviso in capitoli alternando i punti di vista dei due protagonisti, Sandra (una donna spensierata e incinta) e Julian (un cacciatore di nazisti, giunto in Spagna dopo aver ricevuto la lettera dell’amico con cui ha condivise la terribile permanenza a Mauthsen), ma sentendo quanto è piaciuto mi sono fatta trasportare dal consiglio. Scherzosamente potrei sottotitolarlo come “non prendere le caramelle dagli sconosciuti”; eppure l’incontro tra Sandra e i due sconosciuti Fredrik e Karin suggerisce questa espressione. Il libro colpisce per l’immensa  e irrazionale ingenuità della protagonista e per la profonda amicizia con persone appartenenti a diverse generazioni. Nonostante la giovine Sandra sia poco attenta nel scegliere le amicizie, trascorso un primo periodo spensierato e tranquillo, e dopo aver conosciuto e sentito la storia raccontata da Julian, comincia a studiare la coppia di vecchietti con la giusta attenzione e a guardarli con occhi diversi. L’incontro tra Sandra e Julian sfocerà anch’esso in un’amicizia tra due persone appartenenti a diverse generazioni; e con l’incredulità iniziale di lei e poi la consapevolezza di ciò che stanno scoprendo con le loro indagini, Julian riuscirà a mutare definitivamente il percorso di vita e l’incoscienza della giovane donna; e assieme incroceranno i loro destini e la loro esistenza non sarà più la stessa.     

venerdì 22 aprile 2016

Si è spento un altro grande della musica. Ciao Prince


 
Prince
(Giugno 1958 - Aprile 2016) 


Si è spento il genio poliedrico della musica internazionale Prince; riuscì a fondere diversi generi musicali: pop, rock, funk e soul. Indimenticabile l'album "1999". Il suo miglior album di tutti i tempi è  "Purple Rain". 


A mio avviso, il brano musicale "Purple Rain", tratto dall'omonimo album, è uno dei più belli:

mercoledì 13 aprile 2016

Il prosciutto crudo fatto in casa


Uno dei prodotti gastronomici italiani più amati al mondo è il prosciutto crudo, tuttavia, anche se il salume è conosciuto ovunque, per diverse complicazioni non è semplice da fare in casa. Le difficoltà sono varie, si parte dalla scelta della coscia di maiale, alla preparazione della carne, fino alla stagionatura, senza trascurare altre variabili, come la temperatura ambiente e il luogo della stagionatura.
 
Prima di iniziare è fondamentale scolare la carne mettendo la coscia di maiale appesa a testa in giù, perché in questa posizione perde tutti i liquidi; il passo successivo consiste nell'avere un tavolo con i bordi alti, leggermente inclinato e una fessura per far scolare i liquidi che si formeranno dopo la pepatura e la salatura direttamente in un recipiente. Solo dopo che è asciutto si può iniziare la fase della scoperchiatura, che consiste nel tagliare la cotenna e il grasso dalla parte superiore della coscia con un coltello, dando la forma tipico del prosciutto; questa è una fase molto delicata perché dobbiamo stare attenti a non rimuovere o danneggiare l’osso, compreso la “pallina tonda” che si trova vicino alla “testa” del femore. A questo punto si procede con un piccolo massaggio che ci permette di eliminare ulteriori liquidi ancora imprigionati nella carne.  

sabato 2 aprile 2016

Sito Archeologico Su Mulinu

Nel 1983 iniziarono gli scavi nel sito archeologico Su Mulinu di Villanovafranca, situato a circa 60 km da Cagliari, e ancora oggi non sono terminati e sicuramente, se arriveranno ulteriori finanziamenti, quando ritornerò fra un paio di anni non avrà lo stesso aspetto.
Gli scavi hanno portato alla luce un straordinario sito archeologico dell’età nuragica composto da un nuraghe e da un villaggio che si estende per oltre due ettari di terreno. A prima vista, osservandolo da lontano, non riuscivo ad immaginare la struttura originale del sito ancora coperta dalla sabbia o cancellata dal tempo, e quindi ciò che non si vede, perché fu distrutto e ristrutturato diverse volte mutando aspetto, destinazione, ampliando o integrando alcune parti, cambiando così la fisionomia originaria. Successivamente, seguendo la guida con più attenzione e dando uno sguardo alla pianta del sito, sempre a portata di mano, finalmente agli occhi appare una struttura gigantesca che poggia su diversi livelli di inimmaginabili proporzioni.
Il sito archeologico Su Mulinu fu realizzato a partire dal 1500 a.c. per ospitare un capo locale, e dopo diverse ristrutturazioni e trasformazioni fu anche destinato ad accogliere un santuario per il culto della Dea Luna, la Dea Madre. In diversi periodi che vanno dal XV sec. a.c. al XI sec. d.c. il sito fu un centro religioso, economico e politico nel periodo nuragico, punico, romano, vandalico, bizantino e protogiudicale.

sabato 12 marzo 2016

Mildred Pierce di James M. Cain

Il romanzo è ambientato negli anni ’30 a Glendale in California durante la Grande Depressione, e narra la storia di Mildred Pierce, una donna forte, ambiziosa, orgogliosa e intraprendente, costretta a invertire il suo destino dopo la separazione dal marito.
Cadendo più volte e toccando il baratro, si rialza con dignità e con determinazione senza perdere il controllo di se stessa, e riesce a ricostruire sempre tutto daccapo con le sue forze.
Ha una capacità di reazione positiva ad ogni ostacolo, e a ogni situazione negativa si aggrappa alla sua buona volontà pur di non piegarsi alle leggi del mercato del lavoro. Da ottima dimostrazione di se stessa anche quando perde la figlia minore di sei anni per una imprevista malattia. Nei momenti difficili si rialza mentalmente e fisicamente, si rimbocca le maniche e costruisce dal nulla un‘intensa carriera professionale, impensabile per una casalinga americana degli anni trenta. 

domenica 6 marzo 2016

La vasaia e il muratore all’uncinetto

Prosegue la creazione di nuovi personaggi per arricchire il presepe lavorato interamente all’uncinetto: gli schemi e i punti sono stati tutti ideati dal sito La torre di cotone di Carla Medda.
Anche se il programma è stato completato a dicembre con le relative pubblicazioni degli schemi, ognuno dei partecipanti può architettarli in qualsiasi momento, e dopo una breve pausa ho continuato a realizzare altri due personaggi.
 
Il primo è la vasaia. Sicuramente è stato il lavoro più lungo, faticoso e impegnativo di tutto il progetto perché ci sono molti pezzi da assemblare. Mentre lavorare la vasaia non è stato laborioso e non  mi ha "rubato" molto tempo e nel complesso non è stata difficile, invece ho affrontato diverse complicazioni nel montare il tavolo da lavoro con le mensole e con i piedi che non stavano dritti. Per completare il soggetto, oltre alla vasaia e al tavolo, il progetto prevede anche la creazione dei piatti girevoli per fare i vasi da montare sul tavolo, un mattone di creta, la tavolozza con i colori, i piatti e i bicchieri, uno strofinaccio, il cassetto dotato di una maniglia, e infine vari vasetti (uno incompleto, l’altro sopra la ruota in fase di realizzazione e uno grande ultimato e tutto colorato).

martedì 1 marzo 2016

Al Ard Doc Film Festival 2016

Il festival del cinema palestinese e arabo di Cagliari sta per iniziare.
L’Associazione Amicizia Sardegna Palestina di Cagliari ha appena pubblicato il programma completo della XIII edizione di Al Ard Doc Film Festival, il festival internazionale del cinema documentario palestinese e arabo.
Gli amanti dei film-documentari potranno vedere in anteprima diverse pellicole provenienti da vari Paesi, raramente proiettati se non casualmente in poche sale cinematografiche.
Al Ard inizierà il 9 marzo e proseguirà fino al 12 marzo, presso la Cineteca Sarda in Viale Trieste 126 e al Teatro Massimo in via De Magistris 12 di Cagliari; e per il secondo anno consecutivo Al Ard sarà anche a Macomer il 3/4 marzo presso il Centro Servizi Culturali in Viale Gramsci.
Il festival si concluderà con la cerimonia finale di premiazione, con la quale verranno assegnati diversi premi: Premio Al Ard, Premio per Registi Emergenti, Miglior Documentario e il Premio del Pubblico.