Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

lunedì 30 novembre 2015

Sos Marigosos

Lavorando l’albume con lo zucchero possiamo preparare dei dolci semplici e gustosi, e combinandoli giocando sulle quantità di entrambi gli ingredienti, si possono ottenere dei dolci dall’aspetto e dalle caratteristiche simili e allo stesso tempo diversi. 
 
Quando invito sos marigosos mi chiedono gli ingredienti e spontaneamente spiego che sono come i bianchini o le meringhe. 
 
E’ vero, sono la stessa cosa, ma con una piccola differenza: alcuni bianchini tendono ad essere duri e compatti sia all’interno che all’esterno, e tale durezza si nota ancora di più in alcuni tipi di meringhe, invece sos marigosos sono ugualmente duri all’esterno mentre all’interno hanno una cremina. Un’altra diversità può essere il colore: ho notato che se nell’etichetta c’è scritto bianchini o meringhe esternamente ed internamente tendono al bianco, mentre sos marigosos sono più dorati. La differenza è determinata dalla quantità di zucchero per albume.
 
 
Ingredienti: per un chilo di zucchero ci vuole un quarto e mezzo di albumi, una manciata di mandorle tostate e tagliuzzate a scaglie, e facoltativamente buccia tritata di arancia o di limone e preferibilmente tostate.

domenica 22 novembre 2015

Pasta ‘Urria

In cucina, se vogliamo sorprendere i nostri amici, non è necessario allestire un banchetto con più pietanze; in nome dell’originalità si può cucinare un piatto unico, ad esempio la pasta ‘urria.
Sì qualcuno può obiettare dicendo che è un primo piatto da accompagnare con altre pietanze, ma io lo considero anche come un pasto completo.
Perché ho usato la parola sorprendere? Semplicemente perché è un piatto tipico della Barbagia, o meglio l’ho conosciuto solo in questa zona geografica della Sardegna e in nessun altro luogo, e per tale motivo quando accenno gli ingredienti nessuno sa cosa sia.
 
Al fine di far conoscere la ricetta trascrivo nel taccuino virtuale gli ingredienti e il procedimento.

sabato 7 novembre 2015

L’Olivo, il raccolto e al frantoio

Tra giornate solari, o piovose e altri disagi, finalmente siamo riusciti a raccogliere le olive. Non è stato semplice, le piantine hanno pochi anni, sono piccole e delicate, e rispetto agli anni scorsi, inaspettatamente erano stracolme di olive sane, integre e mature al punto giusto. Abbiamo anticipato il raccolto perché il clima era favorevole e le olive hanno maturato prima del tempo; realmente a pochi chilometri la pioggia ha distrutto interi oliveti, e per molti proprietari l’anticipazione non è stata una scelta ma un obbligo.
La paura delle intemperie hanno accompagnate le giornate nei discorsi quotidiani, e per tale motivo molte famiglie hanno anticipato il lavoro.
Capire il momento giusto per raccogliere le olive non è semplice, il periodo va dal mese di ottobre  a dicembre, e in alcuni casi fino a gennaio; si dovrebbe controllare il frutto che cambia colore che passa dal verde al violaceo fino al nero, ma per forza maggiore si anticipa il raccolto anche per impedire l’invasione della mosca olearia o un improvvisa grandinata. Infatti mentre si lavora, oltre ad esaminare in modo maniacale il cielo, ogni tanto si esamina il terreno alla ricerca di questi fastidiosissimi e malefici insetti.

domenica 1 novembre 2015

Un altro giorno

The kettle's on, the sun has gone, another day
She offers me Tibetan tea on a flower tray
She's at the door, she wants to score
She really needs to say
I loved you a long time ago, you know
Where the wind's own forget-me-nots blow
But I just couldn't let myself go
Not knowing what on earth there was to know
But I wish that I had cause I'm feeling so sad
That I never had one of your children
Across the room, inside the tomb, a chance has waxed and waned
The night is young, why are we so hung up in each other's jeans?
I must take her
I must make her while the dove domains
And feel the juice run as she flies
Run my wings under her sighs
As the flames of eternity rise
To lick us with the first born lash of dawn
Oh really my dear I can't see what we fear
Standing here with ourselves in between us
And at the door, we can't say more, than just another day
And without a sound, I turn around, and walk away