Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

domenica 24 maggio 2015

L'Oriana. Miniserie

Nella vita reale era un personaggio dal carattere molto particolare e difficilmente passava inosservata. Lasciando traccia in ogni suo articolo, ha intervistato gli uomini e le donne più importanti del suo tempo. I suoi libri e i suoi pezzi giornalistici sono stati tradotti in tutto il mondo.
Riuscire a imprimere l’intera vita di Oriana Fallaci in una sola pellicola per il grande schermo, o in due puntate per la TV, non è semplice.
Forse è  questo il motivo centrale che ha determinato una superficialità nei contenuti del progetto cinematografico, che aveva come scopo quello di riprodurre sullo schermo la vita di una delle giornaliste italiane più conosciute, non solo nella nostra penisola, ma anche all’estero; e poi non dimentichiamo che tali progetti, anche se sono da sovvenzionare, possibilmente senza ripensamenti, sono anche molto ambiziosi.
A mio avviso, per tutta una serie di approssimazioni di diverso genere, il risultato finale del film-miniserie “L’Oriana” non è positivo, pertanto non si può considerare un capolavoro . Non credo che il risultato negativo dipenda esclusivamente dalla recitazione degli attori. Ai miei occhi, la storia e la sceneggiatura sono apparsi poco credibili, la stessa situazione si ripete con le scene girate nei luoghi percorsi dalla giornalista. La superficialità dei temi politici è lampante, così come il conflitto combattuto nel Vietnam, o la rivoluzione iraniana, o le battaglie dei suoi ultimi anni di vita trascorsi scrivendo articoli o rilasciando interviste dai contenuti altamente discutibili. Non sono riusciti a raccontare i fatti come realmente si svolsero e a tratti si sussurrava ciò che accadde, approfondendo solo la parte strettamente sentimentale della giornalista. In altre parole, non sono riusciti a raccontare la vita di una donna dello spessore della Fallaci, la prima donna italiana giornalista di guerra, perché tutti questi elementi non sono stati ben sviluppati.
Per poter articolare un giudizio positivo, devo pensare che la protagonista del film è una qualsiasi giornalista, che narra la propria vita passata ad una giovane donna che vuole imparare il mestiere di giornalista.

venerdì 15 maggio 2015

Addio al Re del blues


Si è spento la leggenda del blues B. B. King
La sua musica brillerà per l’eternità
Ciao Blues Boy
 
Per non dimenticarlo….due link importanti da segnare nel taccuino:
il sito ufficiale: http://www.bbking.com/

giovedì 7 maggio 2015

Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

Il mio bambino”, così lo chiamava quando lo descriveva. E’ un libro postumo di 864 pagine e la scrittrice, per documentarsi, studiò su diversi registri sparsi un po’ ovunque; lavorò ed esplorò direttamente i luoghi percorsi dai suoi avi; per scriverlo impiegò svariati anni, circa 15.
Il punto di partenza di una parte della ricerca, oltre alla trasmissione dei dati in forma orale di padre in figlio, è stato una cassapanca appartenente alla famiglia Fallaci colma di documenti tramandata da generazioni, fino all’epilogo che avvenne nel 1944 durante un bombardamento, nel quale si perse ogni traccia del materiale che conteneva: ne rimasero solo i ricordi.
 
"Un cappello pieno di ciliege" è un romanzo storico scritto da Oriana Fallaci, è una saga familiare,  è un libro dai contenuti avventurosi, a tratti dallo sfondo imprevedibile e inimmaginabile per un comune lettore dalla vita sedentaria. Nel libro c’è lo spazio per ricordare le diversità e le stravaganze della nostra Italia, i problemi sorti con la divisione del territorio in Stati e con l'unificazione del Paese.  Inoltre conosciamo la cultura toscana, l’industrializzazione e l’introduzione di nuove scoperte, i problemi degli indiani d’America, la situazione femminile e la disparità tra donne e uomini, la tratta di esseri umani,  la sofferenza, la povertà, le credenze popolari, il bigottismo e il fanatismo religioso o meglio il puritanesimo dettato dalle religioni, l’amore e la protezione dei propri figli, i problemi create dalle guerre e poi le lotte quotidiane di comuni cittadini entrate di diritto nei libri di storia