Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

giovedì 24 dicembre 2015

Presepe all’uncinetto

Nei meandri internettiani ho trovato un lavoro di gruppo per gli amanti dell’uncinetto: è un progetto natalizio. Il sito l’ho scoperto poco tempo fa, ma sono riuscita ugualmente ad inserirmi e a realizzare i personaggi principali.
Il progetto prevede la realizzazione del presepe fatto all'uncinetto, ed è stato ideato dal sito “La torre di cotone” di Carla Medda. Realmente il progetto è iniziato da un paio di anni, e da settembre le amministratrici del sito (Carla Medda, Erika Barison, Maria Grazia Malavendi e Anna Galò) hanno riaperto le iscrizione per realizzare nuovi soggetti. Il Progetto è aperto anche per tutti coloro che non avevano mai lavorato nelle scorse edizioni, così dopo vari tentennamenti ho iniziato questa nuova avventura.
Realizzarli non è stato arduo perché le spiegazioni, correlati di foto e di schemi, erano completi, e passo dopo passo le amministratrici sono riuscite a dare ottimi consigli, ampliati poi dal forum aperto per tutti gli iscritti.
È stato un progetto stimolante anche perché i personaggi sono forniti di particolari (scialli, mantelli, borse, copricapo e tanto altro) che hanno riempito le giornate in allegria per diverse settimane.

mercoledì 23 dicembre 2015

Il bicentenario di Emma

“Emma Woodhouse, avvenente, intelligente e ricca, con una casa provvista di ogni agio e un’indole felice, pareva riunire in sé alcuni dei migliori vantaggi dell’esistenza; ed era vissuta circa ventun anni nel mondo senza quali conoscere dispiaceri o contrarietà”
 
Sono le prime righe del romanzo Emma, scritte dalla penna di Jane Austen, che pubblicò in tre volumi il 23/12/1815 con frontespizio datato 1816: calcolando ha ben 200 anni.
Con queste poche righe iniziamo a conoscere il carattere della protagonista: bella,  ricca e intelligente, che non ha bisogno di lavorare o di cercare una buona posizione sociale e, a differenze delle sue coetanee, non ha intenzione di convolare a nozze. Così si espresse durante una conversazione con la sua amica Harriet:
 
se dovessi sposarmi, dovrei prepararmi a pentirmene (…) credo che poche donne maritate son per metà padrone a casa dei loro mariti di quanto lo sono io a Hartfiel” pag. 63
 
La stesura del libro iniziò il 21 gennaio del 1814 e terminò l’anno successivo, il 29 marzo 1815 e, consegnato all’editore John Murray, fondatore della rivista letteraria Quarterly Review, lo pubblicarono a spese dell’autrice con una tiratura di duemila copie ad un prezzo di una ghinea (21 scellini), e dopo circa 5 anni ne rimasero 539 che vendettero ad un prezzo stracciato di 2 scellini.

giovedì 17 dicembre 2015

Dicembre letterario. Incontro con gli autori

L’inverno si fa sentire, le temperature sono decisamente basse, e nonostante ciò, invece di rinchiudermi tra le mura domestiche davanti al caminetto acceso, ho preferito conoscere nuove storie e seguire la manifestazione culturale “Dicembre letterario, incontro con gli autori”.
L’incontro con gli autori è stato organizzato in un piccolo paese del Sarcidano, a Nurallao (CA), e non è la prima volta. Nei mesi scorsi sono stati organizzati altre iniziative per parlare e discutere di muttetus, inciascus, poesie, libri e altro ancora di diverso genere.
In questi incontri si analizzano la struttura, la costruzione e la riscoperta della poesia nurallaese, e si presentano libri di autori locali. Domenica scorsa sono stati presentati due libri: uno di poesie e un saggio.
 


  

lunedì 14 dicembre 2015

Tre libri

Ultimamente non ho letto ottimi libri e, senza offendere nessuno (scrittori e lettori), non solo sono poco gratificanti, ma sono anche da sconsigliare. Allo scopo di proporli come opere narrative eccellenti, sono stati presentati egregiamente con un grande boato e sono stati coperti da un buon lancio pubblicitario, ma materialmente sono pieni d’aria; e quindi, inizialmente c’è un gran botto determinato da una buona strategia di immagine e di marketing,  ma concretamente sono pompati all’inverosimile. Gli ultimi tre libri letti non sono totalmente da bocciare, ma come accade quando si vuole un opera piena di avventure, o colma di dati da inserire o da scartare, spesso si incappa in una storta o nel ridicolo.
 
 
Titolo: La vendetta di Siviglia;
Autrice: Matilde Asensi;
Traduzione: Margherita d’Amico;
Editore: Rizzoli;
Genere: romanzo;
Anno: 2010;
Pagine: 263;
Prezzo di copertina: euro 18,50.
 
La storia prende forma quando la potente famiglia Curvo uccide un intero equipaggio, catturano e arrestano Esteban Nevares perché colpevole di essere a conoscenza di un loro segreto attinente a dei traffici illegali tra il Nuovo Mondo e la Spagna. La giovane Catalina, vedova da poco tempo e figlia adottiva di Esteban Nevares, giura vendetta nelle mani del padre in fin di vita.

sabato 5 dicembre 2015

Giancarlo Corre con Noi. Terza edizione

Non dimentichiamo l’appuntamento del mese:
III Memorial Giancarlo Mura
Giancarlo Corre con  Noi
 
A Cagliari, domenica 20 dicembre 2015, si disputerà una gara, una manifestazione podistica agonistica di corsa su strada; la partenza è prevista per le h 9.30.
Ci raduniamo tutti assieme al Colle S. Michele di Cagliari per ricordare il nostro amico Giancarlo.
Anche quest’anno gli organizzatori sono: il Gruppo Quelli del colle, con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Cagliari Atletica leggera, con l’approvazione del Comitato Regionale Sardegna della F.I.D.A.L. e con il patrocinio dell’amministrazione Comunale di Cagliari.
 

Locandina scaricata dal sito http://www.fidalsardegna.it/

lunedì 30 novembre 2015

Sos Marigosos

Lavorando l’albume con lo zucchero possiamo preparare dei dolci semplici e gustosi, e combinandoli giocando sulle quantità di entrambi gli ingredienti, si possono ottenere dei dolci dall’aspetto e dalle caratteristiche simili e allo stesso tempo diversi. 
 
Quando invito sos marigosos mi chiedono gli ingredienti e spontaneamente spiego che sono come i bianchini o le meringhe. 
 
E’ vero, sono la stessa cosa, ma con una piccola differenza: alcuni bianchini tendono ad essere duri e compatti sia all’interno che all’esterno, e tale durezza si nota ancora di più in alcuni tipi di meringhe, invece sos marigosos sono ugualmente duri all’esterno mentre all’interno hanno una cremina. Un’altra diversità può essere il colore: ho notato che se nell’etichetta c’è scritto bianchini o meringhe esternamente ed internamente tendono al bianco, mentre sos marigosos sono più dorati. La differenza è determinata dalla quantità di zucchero per albume.
 
 
Ingredienti: per un chilo di zucchero ci vuole un quarto e mezzo di albumi, una manciata di mandorle tostate e tagliuzzate a scaglie, e facoltativamente buccia tritata di arancia o di limone e preferibilmente tostate.

domenica 22 novembre 2015

Pasta ‘Urria

In cucina, se vogliamo sorprendere i nostri amici, non è necessario allestire un banchetto con più pietanze; in nome dell’originalità si può cucinare un piatto unico, ad esempio la pasta ‘urria.
Sì qualcuno può obiettare dicendo che è un primo piatto da accompagnare con altre pietanze, ma io lo considero anche come un pasto completo.
Perché ho usato la parola sorprendere? Semplicemente perché è un piatto tipico della Barbagia, o meglio l’ho conosciuto solo in questa zona geografica della Sardegna e in nessun altro luogo, e per tale motivo quando accenno gli ingredienti nessuno sa cosa sia.
 
Al fine di far conoscere la ricetta trascrivo nel taccuino virtuale gli ingredienti e il procedimento.

sabato 7 novembre 2015

L’Olivo, il raccolto e al frantoio

Tra giornate solari, o piovose e altri disagi, finalmente siamo riusciti a raccogliere le olive. Non è stato semplice, le piantine hanno pochi anni, sono piccole e delicate, e rispetto agli anni scorsi, inaspettatamente erano stracolme di olive sane, integre e mature al punto giusto. Abbiamo anticipato il raccolto perché il clima era favorevole e le olive hanno maturato prima del tempo; realmente a pochi chilometri la pioggia ha distrutto interi oliveti, e per molti proprietari l’anticipazione non è stata una scelta ma un obbligo.
La paura delle intemperie hanno accompagnate le giornate nei discorsi quotidiani, e per tale motivo molte famiglie hanno anticipato il lavoro.
Capire il momento giusto per raccogliere le olive non è semplice, il periodo va dal mese di ottobre  a dicembre, e in alcuni casi fino a gennaio; si dovrebbe controllare il frutto che cambia colore che passa dal verde al violaceo fino al nero, ma per forza maggiore si anticipa il raccolto anche per impedire l’invasione della mosca olearia o un improvvisa grandinata. Infatti mentre si lavora, oltre ad esaminare in modo maniacale il cielo, ogni tanto si esamina il terreno alla ricerca di questi fastidiosissimi e malefici insetti.

domenica 1 novembre 2015

Un altro giorno

The kettle's on, the sun has gone, another day
She offers me Tibetan tea on a flower tray
She's at the door, she wants to score
She really needs to say
I loved you a long time ago, you know
Where the wind's own forget-me-nots blow
But I just couldn't let myself go
Not knowing what on earth there was to know
But I wish that I had cause I'm feeling so sad
That I never had one of your children
Across the room, inside the tomb, a chance has waxed and waned
The night is young, why are we so hung up in each other's jeans?
I must take her
I must make her while the dove domains
And feel the juice run as she flies
Run my wings under her sighs
As the flames of eternity rise
To lick us with the first born lash of dawn
Oh really my dear I can't see what we fear
Standing here with ourselves in between us
And at the door, we can't say more, than just another day
And without a sound, I turn around, and walk away

venerdì 30 ottobre 2015

Seconda candelina

Oggi il blog compie due anni.
E sì, sono già passati due anni dalla prima volta in cui ho digitato nella finestrina della piattaforma di blogger il nome e l’indirizzo del mio blog; ricordo  molto bene il timore di commettere degli errori e la voglia di incominciare subito quest’avventura virtuale. Nel secondo anno non ci sono stati dei grossi cambiamenti, lo stile è sempre lo stesso, non ho modificato  il modello, o il layout, o lo sfondo, o i colori del blog, l’unica variazione riguarda l’inserimento del gadget  “le voci più popolari del mese”; inoltre, come il primo anno, ho sempre selezionato i post da pubblicare seguendo lo stesso criterio: non invadere la sfera privata delle persone coinvolte nei contenuti dei post.
Come nel primissimo post rinnovo la frase “voglio ringraziare anticipatamente tutti coloro che passeranno da qui, che lasceranno un commento o un semplice saluto”, perché le persone che hanno sostato virtualmente nel blog mi sono stati vicini, hanno ravvivato le giornate e potenziato la voglia di continuare. Grazie a tutti i followers, a tutti i lettori fissi e a chi ha condiviso i post; ringrazio sentitamente tutti gli amici che mi hanno consigliato in questi due anni.

mercoledì 21 ottobre 2015

Sahara sconosciuto di László Ede Almásy

Era da molto tempo che avevo nel cassetto il desiderio di leggere il libro dell’esploratore ungherese, ma per una serie di motivi non riuscivo a trovarlo, o era fuori commercio, o irreperibile o addirittura molti librai non lo conoscevano e quindi di difficile vendibilità. In questi casi chi ci viene in aiuto e chi  rimedia la “latitanza” del libro introvabile è sempre la biblioteca.
 
Qua e là si trovano una grande quantità di libri di viaggi nel deserto, per non parlare dei diari o di storie locali raccolte in diversi reportage, eppure anche se abbiamo tutto questo materiale “Sahara sconosciuto” di László E. Almásy continua ad avere un suo fascino, ed è “considerato il classico per eccellenza della letteratura di viaggio nel deserto”, così si legge nella copertina del libro.
 
Infatti è il classico libro che si legge tutto d’un fiato, e poi si rilegge e si rilegge ancora perché non è il solito diario di avventura.
In "Sahara sconosciuto", la ricerca di terre sconosciute e impenetrabili sono alla portata del lettore inesperto in materia di Sahara, e si scopre e si riscoprono le insidie del deserto direttamente da chi lo attraversò ed esplorò agli inizi degli anni 20-30 del secolo scorso.
 
Negli anni trenta si esplorava il deserto solo con l’ausilio di una bussola, osservando le stelle e studiando le cartine geografiche incomplete, rilevando sul libro di bordo le variazione delle rotte o lo stato del contachilometri, e con taniche di benzina e l’insostituibile acqua, in totale isolamento (non dimentichiamo che i telefonini non esistevano), si percorrevano chilometri all’interno del deserto con il rischio di andare fuori rotta o capottare con le macchine all'insaputa dei colleghi rimasti nell'accampamento.  

mercoledì 7 ottobre 2015

Torta di mandorle

Per le occasioni speciali si può preparare la torta di mandorle; è buonissima e non è difficile da cucinare, anzi forse la parte più complessa è la preparazione delle mandole. Ha un unico difetto: il costo della materia prima ... le mandorle al chilo sono carissime.
 
Ingredienti:
3oo gr di farina,
200 gr di mandorle dolci,
50 gr di mandorle amare,
350 gr di zucchero,
la scorza grattugiata di un limone,
8 uova,
circa un bicchiere di latte,
una bustina di lievito.

domenica 20 settembre 2015

Da un libro all’altro


Titolo: Una rivoluzione ci salverà
Sottotitolo: Perché il capitalismo non è sostenibile
Autrice: Naomi Klein
Editore: Rizzoli
Anno: 2015
Pagine: 733
Prezzo di copertina: € 22,00

 
Dopo aver letto i precedenti best seller internazionali “No Logo” e “Shock Economy”, dovevo leggere anche l’ultimo lavoro di Naomi Klein.
Infatti l’ho recuperato e divorato in poco tempo.
La Klein, con il libro “Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile”, affronta un argomento attualissimo e caro a tutti noi: i cambiamenti climatici.
La scrittrice avvalora una tesi per risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici e, sostenendo che è insufficiente sviluppare isolatamente la classica “green economy” senza mettere in discussione il capitalismo o la crescita del PIL come priorità assoluta a discapito del pianeta terra, ribadisce che per ottenere risultati positivi immediati è necessario attuare una totale rivoluzione che trasformi radicalmente il nostro stile di vita ormai non più sostenibile.

giovedì 10 settembre 2015

Maglia a punto pizzo all'uncinetto

Nel lavoro a uncinetto, i punti richiesti da una qualsiasi creazione, che può essere una maglia o un top, possono determinare anche uno o due cm di differenza sia in altezza che in larghezza. Per questo motivo i punti impiegati possono prevedere aumenti e/o diminuzioni che varieranno in base all’aspetto del lavoro da realizzare e non ripetibili in un altro capo che ha diverse maglie, e questo particolare, tipico della lavorazione a uncinetto, si può osservare accostando due capi che hanno le stesse misure, realizzate con lo stesso filato ma con maglie diverse, ad esempio uno con il punto basso e un altro con il punto alto doppio: si noterà la differenza in cm.

Il segreto per non sbagliare quando si deve realizzare un capo con l’uncinetto, così mi è stato insegnato, è quello utilizzato dalle sarte: le professioniste del cucito non tagliano la stoffa e non imbastiscono senza un modello in carta. Perciò, al fine di evitare brutte sorprese e dato che dovevo creare il modello in carta, prima di iniziare non ho acquistato subito il cotone, ma ho spolverato le squadre del corso di taglio e cucito. 

martedì 18 agosto 2015

Al museo archeologico cabrarese

Da un giorno all'altro, da un minuto all'altro, senza ripensamenti, ho deciso di rivedere il museo archeologico di Cabras nella Penisola del Sinis.

Sono passati più di dieci anni dall'ultima volta  che l'ho visitato, e questo mi ha consentito di rivedere le varie sezioni con più calma e con più attenzione, comunque anche se una parte la conoscevo già, e anche se prima della visita ci avevano anticipato che in tutto questo periodo ha subito delle variazioni grazie ai nuovi ritrovamenti, ho constatato che avevo dimenticato molti aspetti.
 
E’ opportuno rivisitare il museo perché custodisce un importante patrimonio archeologico proveniente da una vasta area della Penisola del Sinis, per questo motivo il percorso è suddiviso  in sezioni non solo in base alla cronologia, ma anche in base al territorio comunale.

sabato 15 agosto 2015

Buon Ferragosto 2015


Io ho iniziato il Ferragosto

 all’Arena Mamma Blues a Nureci
 con il concerto dei
Bud Spencer Blues Explosion
e del cantante e chitarrista tuareg Faris Amine
.... Buon Ferragosto a tutti ….

Bud Spencer Blues Explosion

martedì 28 luglio 2015

Hunger Games di Suzanne Collins

Hunger Games non è soltanto un romanzo per ragazzi, ma può anche essere catalogato come un libro di fantascienza post-apocalittica adatto per gli adulti.
Nel libro si racconta che, dopo una spietata guerra, da una civiltà democratica ne  sorge un'altra, dove le libertà personali e i diritti fondamentali dei singoli e dei territori locali non esistono più, dove la sovranità non appartiene al popolo ma ad una piccola minoranza. Il nuovo Stato, sorto in un lontano futuro e in un luogo utopistico, è tecnologicamente avanzato e poggia su una struttura sociale che ha agli estremi norme e direttive negative tipiche di uno Stato autoritario.
La scrittrice, per la stesura del romanzo, prende come spunto i programmi televisivi. Facendo zapping da un canale all’altro, si rende conto del contenuto, della qualità dei servizi e dei programmi di intrattenimento: da una parte i reality show che appartengono alla finzione, e dall’altra parte i documentari di guerra e quindi la crudele realtà. Fondendo gli estremi del mondo televisivo, nel romanzo è riuscita a descrivere un ipotetico Stato totalitario basato sulla insensibilità e sulla ipocrisia dei potenti, realtà che si discosta dal quotidiano vissuto dalla popolazione dei distretti sconfitti.
Nel nuovo Sato autoritario, descritto nel romanzo, si notano gli estremi della vita quotidiana vissuta dai vincitori e dagli sconfitti. 

domenica 12 luglio 2015

Il Festival Letterario Gavoese. Anno 2015

Sabato 4 luglio 2015 mi sono svegliata prestissimo: alle h 5,45.
Dovevo raggiungere la Barbagia per seguire il Festival letterario della Sardegna, L’isola delle storie, XII edizione.
Prima della partenza sapevo che il festival era già iniziato, ma non ci pensavo perché mi aspettavano due giorni intensi di incontri letterari, mostre, musica e tante sorprese. Mi sono organizzata con scarpe comode perché dovevo correre da una parte all’altra verso Sant’Antiocru, S’Antana ‘e Susu, Piazza Mesu Bìdda, Binzadònnia e Didòva, e poi anche a Lodine in piazza S. Giorgio. Gavoi apparentemente sembra un piccolo paesino di montagna, ma è un grande Paese perché è riuscito, mattone dopo mattone, a creare dal nulla uno dei festival letterari più importanti e originali della nostra penisola.

sabato 27 giugno 2015

Cumpangias de Istadi 2015

Locandina della rassegna teatrale
Ho appena ricevuto un'email per ricordarmi che anche quest’anno, la compagnia teatrale nuraghese “Centu Concas Centu Berritas” ha organizzato, per il mese di giugno, luglio e agosto, una serie di spettacoli teatrali. L’iniziativa si intitola “Cumpangias de istadi” e, se non ne avete mai sentito parlare, posso spiegare che è una rassegna teatrale molto particolare, dove varie compagnie sarde, provenienti da vari paesi della Sardegna, ci intrattengono con degli spettacoli teatrali (quasi sempre sono delle commedie molto divertenti), recitate interamente in lingua sarda.
 
Le rappresentazioni teatrali si svolgeranno presso il Comune di Nuragus (CA) in via Roma, piazzale delle scuole elementari, h 21.00, si inizia il 27 giugno e si finisce il 2 agosto.

sabato 20 giugno 2015

Il velo dipinto

«Deh, quando tu sarai tornato al mondo, / e riposato della lunga via», / seguitò ‘l terzo spirito al secondo, / «ricorditi di me, che son la Pia, / Siena mi fé, disfecemi Maremma: / salsi colui che ‘nnanellata pria / disposando m’avea con la sua gemma».

Lo scrittore W. Somerset Maugham, leggendo queste righe tratte dal Purgatorio di Dante, rimase talmente colpito, da utilizzarlo come spunto per il suo romanzo intitolato “Il velo dipinto”. Nell’opera dantesca, un marito, non avendo il coraggio di assassinare la propria moglie perché  colpevole di adulterio, allo scopo e nella speranza che morisse presto, decise di portarla nel castello in Maremma, ma poiché ciò non accadde la fece gettare dalla finestra. Nel romanzo, una donna adultera, per evitare il divorzio e uno scandalo, sceglie la proposta del marito di accompagnarlo in un luogo contaminato dal colera: in questo modo il marito, evitando lo scandalo, si libera della moglie perché col colera la morte è assicurata.
Lo scrittore intitola il romanzo come una frase tratta da un sonetto scritto da Percy Bisshe Shelley, un noto poeta inglese della prima metà dell’ottocento: “Non sollevare quel velo dipinto, che quelli che vivono  chiamano vita”.

mercoledì 10 giugno 2015

XII edizione del Festival Letterario della Sardegna

Gli amanti della buona lettura e della cucina locale si stanno organizzando; anche la Purpuza si sta preparando e il suo profumo ci sussurra che sta per tornare L'Isola delle Storie, il Festival Letterario di Gavoi (NU).
Mancano poche settimane. E’ tutto pronto. Il programma è ricchissimo.
Anche quest’anno ci fanno compagnia diversi scrittori, italiani e stranieri, ne cito alcuni per affilare l’attesa: Giuseppe Culicchia, Lirio Abate, Daria Bignardi, Teresa De Sio, Licia Troisi, Chiara Gamberale, Lidia Ravera e tanti altri.
Gli appuntamenti sono stati organizzati non solo per gli adulti, ma anche per i bambini e i ragazzi che possono gioire leggendo il programma fissato tutto per loro.
Ogni giorno possiamo muoverci tra letture, mostre, foto, musica e gastronomia locale.
Organizziamoci con scarpe comode e voliamo tra le vie di Gavoi, verso Sant’Antiocru, Santu Bainzu, Binzadònnia, S’Antana ‘e Susu, Piazza Mesu Bìdda, e Didòva, per seguire tutti gli incontri: Dal Balcone, Mezzogiorno di Fuoco, I Reading, Altre Prospettive, Nelle Terre di Mezzo, e poi il Mirto con l’Autore.

domenica 24 maggio 2015

L'Oriana. Miniserie

Nella vita reale era un personaggio dal carattere molto particolare e difficilmente passava inosservata. Lasciando traccia in ogni suo articolo, ha intervistato gli uomini e le donne più importanti del suo tempo. I suoi libri e i suoi pezzi giornalistici sono stati tradotti in tutto il mondo.
Riuscire a imprimere l’intera vita di Oriana Fallaci in una sola pellicola per il grande schermo, o in due puntate per la TV, non è semplice.
Forse è  questo il motivo centrale che ha determinato una superficialità nei contenuti del progetto cinematografico, che aveva come scopo quello di riprodurre sullo schermo la vita di una delle giornaliste italiane più conosciute, non solo nella nostra penisola, ma anche all’estero; e poi non dimentichiamo che tali progetti, anche se sono da sovvenzionare, possibilmente senza ripensamenti, sono anche molto ambiziosi.
A mio avviso, per tutta una serie di approssimazioni di diverso genere, il risultato finale del film-miniserie “L’Oriana” non è positivo, pertanto non si può considerare un capolavoro . Non credo che il risultato negativo dipenda esclusivamente dalla recitazione degli attori. Ai miei occhi, la storia e la sceneggiatura sono apparsi poco credibili, la stessa situazione si ripete con le scene girate nei luoghi percorsi dalla giornalista. La superficialità dei temi politici è lampante, così come il conflitto combattuto nel Vietnam, o la rivoluzione iraniana, o le battaglie dei suoi ultimi anni di vita trascorsi scrivendo articoli o rilasciando interviste dai contenuti altamente discutibili. Non sono riusciti a raccontare i fatti come realmente si svolsero e a tratti si sussurrava ciò che accadde, approfondendo solo la parte strettamente sentimentale della giornalista. In altre parole, non sono riusciti a raccontare la vita di una donna dello spessore della Fallaci, la prima donna italiana giornalista di guerra, perché tutti questi elementi non sono stati ben sviluppati.
Per poter articolare un giudizio positivo, devo pensare che la protagonista del film è una qualsiasi giornalista, che narra la propria vita passata ad una giovane donna che vuole imparare il mestiere di giornalista.

venerdì 15 maggio 2015

Addio al Re del blues


Si è spento la leggenda del blues B. B. King
La sua musica brillerà per l’eternità
Ciao Blues Boy
 
Per non dimenticarlo….due link importanti da segnare nel taccuino:
il sito ufficiale: http://www.bbking.com/

giovedì 7 maggio 2015

Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

Il mio bambino”, così lo chiamava quando lo descriveva. E’ un libro postumo di 864 pagine e la scrittrice, per documentarsi, studiò su diversi registri sparsi un po’ ovunque; lavorò ed esplorò direttamente i luoghi percorsi dai suoi avi; per scriverlo impiegò svariati anni, circa 15.
Il punto di partenza di una parte della ricerca, oltre alla trasmissione dei dati in forma orale di padre in figlio, è stato una cassapanca appartenente alla famiglia Fallaci colma di documenti tramandata da generazioni, fino all’epilogo che avvenne nel 1944 durante un bombardamento, nel quale si perse ogni traccia del materiale che conteneva: ne rimasero solo i ricordi.
 
"Un cappello pieno di ciliege" è un romanzo storico scritto da Oriana Fallaci, è una saga familiare,  è un libro dai contenuti avventurosi, a tratti dallo sfondo imprevedibile e inimmaginabile per un comune lettore dalla vita sedentaria. Nel libro c’è lo spazio per ricordare le diversità e le stravaganze della nostra Italia, i problemi sorti con la divisione del territorio in Stati e con l'unificazione del Paese.  Inoltre conosciamo la cultura toscana, l’industrializzazione e l’introduzione di nuove scoperte, i problemi degli indiani d’America, la situazione femminile e la disparità tra donne e uomini, la tratta di esseri umani,  la sofferenza, la povertà, le credenze popolari, il bigottismo e il fanatismo religioso o meglio il puritanesimo dettato dalle religioni, l’amore e la protezione dei propri figli, i problemi create dalle guerre e poi le lotte quotidiane di comuni cittadini entrate di diritto nei libri di storia 

lunedì 27 aprile 2015

Pasta con la ricotta

In questo post si gusta la pasta con la ricotta, è una ricetta facile per chi non ha molto tempo per cucinare o, se arrivano all’improvviso degli ospiti,  non sappiamo come risolvere il problema del pranzo o della cena.
E’ un piatto velocissimo da preparare, è economico e si serve sia caldo che freddo. In giro circolano molte ricette, ma questa ha anche un piccolo particolare: è perfetta se abbiamo degli avanzi o poca ricotta e non sappiamo come impiegarla. Bastano poche cucchiaiate di ricotta. L’unico ostacolo è il tipo di ricotta perché oltre ad essere di buona qualità e possibilmente fresca, deve esse morbida e cremosa e non dura come quella che si deve grattugiare. Per questo motivo, se vogliamo preparare una buona primo piatto, è consigliabile acquistare quella di pecora perché, rispetto a quella di mucca, è più cremosa .
 
Questi sono gli ingredienti: 300 gr di pasta corta (come le lumachine, i fusilli, le farfalle o le pennette), circa tre o più cucchiai di ricotta, ½ cipolla, sale q.b., noce moscata q.b. (oppure saporita) e olio extra vergine di oliva.

martedì 7 aprile 2015

Un compleanno da non dimenticare

Il 7 aprile del 1915 nasceva una delle più grandi voci di tutti i tempi, una delle più importanti voci del jazz e del blues, le sue interpretazioni sono conosciute in tutto il mondo. 
Oggi si festeggia un compleanno speciale: 100 anni fa nasceva Eleonora Fagan, nota a tutti col nome di Billie Holiday.  E’ una data da non dimenticare. 
Ci ha lasciato prematuramente a soli 44 anni il 17 luglio del 1959, ma a distanza di anni la sua voce non ha rivali, è ancora fresca, moderna, intramontabile, è un mito della musica contemporanea.
Scegliere la più bella canzone da lei interpretata è un azzardo, appena ne indichi una immediatamente ne ricordi altre e pensi che sia la migliore. E’ difficilissimo scegliere la più bella. Sono troppe per scegliere la migliore.
Buon compleanno Billie.

venerdì 3 aprile 2015

Quadro all'uncinetto. Stazione della Via Crucis

Il quadro l’ho realizzato lavorando con l’uncinetto a punto alto tipo filé. Per ultimarlo ho impiegato circa tre anni. Durante questo periodo l’ho mollato e ripreso più volte. Quando l’ho scelto non stavo cercando un quadro dai contenuti religiosi, non mi interessavano, avevo visto altri schemi di tutt’altro genere, eppure l’occhio ritornava sempre su questo soggetto, rispetto agli altri aveva un qualche cosa che attirava l’attenzione: nei lavori all’uncinetto raramente avevo visto una stazione della via crucis, normalmente si trovano altri lavori. Anche se l’ho terminato diversi anni fa, per una serie di vicissitudini non l’ho mai incorniciato, tutte le volte che mi organizzavo per cercare la cornice succedeva sempre qualche cosa, l’imprevisto era sempre li che aspettava, fino a quando, nella speranza di avere un po’ di tempo libero, l’ho piegato e conservato in un cassetto. L'altro giorno, mentre lo guardavo mi sono ricordata di un piccolo incidente di percorso. Ero a buon punto, tutto procedeva bene fino a quando mi sono resa conto che avevo commesso un errore, ma più lo cercavo, più ricontavo i punti e più non riuscivo a trovare il punto esatto dell’errore, addirittura ad un certo punto non riuscivo più a contarli, le righe dello schema e del lavoro già realizzato sembravano tutti uguali. Per riposare la vista l’avevo mollato per un paio di giorni, ma la situazione non cambiava, da qualche parte c’era l’errore e non lo trovavo. Così ho preso la decisione che normalmente si scarta. Invece di continuare a contare e ricontare e ricontare ancora per trovare l’errore che non vedevo, ho disfatto un pezzo, non tutto, circa una decina di giri, non ricordo bene, e per recuperare ho impiegato due giorni. Non saprò mai il punto esatto dell’errore ma almeno l’ho terminato senza intoppi e senza creare problemi alla vista.

domenica 15 marzo 2015

Al Ard Doc Film Festival 2015

Buone notizie. Sta per iniziare la XII edizione di Al Ard Doc Film Festival, il festival internazionale del cinema documentario palestinese e arabo. Come tutti gli anni è stato ideato e organizzato dall’Associazione Amicizia Sardegna Palestina di Cagliari. L’appuntamento è stato fissato per il 18 marzo e proseguirà fino al 21 marzo 2015. Si terrà presso la Cineteca Sarda di Viale Trieste 126 a Cagliari. Rispetto agli altri anni quest’anno c’è una novità: Al Ard allarga i suoi confini cagliaritani e apre una nuova finestra anche a Macomer, presso il Centro Servizi Culturali, con nuovi incontri e nuovi film.
Gli argomenti centrali di tutte le pellicole riguardano le tradizioni, la politica, la storia, la religione, la cultura del mondo arabo e in particolare del mondo palestinese. Verranno proiettati  pellicole girate e prodotte da diversi Paesi, e perciò hanno la particolarità di essere ascoltate in lingua originale con i sottotitoli oppure doppiati in lingua italiana.

domenica 8 marzo 2015

Le Papesse di Claudio Rendina

Nel corso dei secoli, numerose donne appartenenti a diversi gradi della società, gestirono il potere economico e politico a fianco delle più alte cariche ecclesiastiche, in alcuni casi diventarono più potenti, influenti e pericolose degli alti prelati e dei Papi. Lo scrittore Claudio Rendina, con il libro “Le Papesse”, analizza storie reali documentate di diverse donne che, per carattere e potere economico, accumulato nel corso della storia dei Papi, rifacendosi al personaggio della prima donna che riuscì a diventare Papa, presero lo pseudonimo di Papesse. Le figure femminili prese in esame non sono sciocche o sensibili, ma sono donne che conoscono molto bene le parole nepotismo, clientelismo, potere e le usano benissimo manipolando le proprie vittime a proprio piacimento per scopi esclusivamente personali che nulla hanno a che vedere con problemi di tipo spirituale; sono mogli, amanti, cortigiane, prostitute, figlie, sante, suore e confidenti di uomini potenti appartenenti alla Chiesa di Roma. Nel corso di due millenni, le Papesse hanno appoggiato, protetto, sostituito e gestito in prima persona il potere degli uomini, vescovi e Papi, riuscirono direttamente e personalmente, stipulando accordi con uomini politici e influenti, ad amministrare con l’intelligenza, l’inganno, la falsità e l’arroganza ingenti patrimoni, beni materiali e immateriali, denaro, proprietà immobiliari, attività commerciali. Le Papesse vengono considerate il doppio del Papa, sono l’alter ego del Papa proprio per la caratteristica di essere riuscite a dominare uomini potenti della Chiesa Cattolica. Nel libro “Le Papesse” si esaminano diverse figure femminili ma, per l’argomento trattato e per spiegare eventi storici reali, la lettura delle loro storie non è scorrevole, il contenuto è colmo di date, di nomi di persone e di luoghi difficili da memorizzare se non si conosce l’evento narrato.

lunedì 23 febbraio 2015

Sogni più oscuri

Stay tonight
We'll watch the full moon rising
Hold on tight
The sky is breaking
I don't ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking
I don't ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking


Scheda della canzone: 
Titolo:  Darkest Dreaming;
Album: “A victim of stars 1982-2012” del 2012 e “Dead bees on a cake” del 1999;
Artista: David Sylvian;
Durata: circa 4:00;
Etichetta: Virgin

lunedì 16 febbraio 2015

Liquore: crema di limone

Le grandi tavolate, oltre a portare il buonumore, risolvono svariati dilemmi.
Un po’ di tempo fa, ad un pranzo, si è creato un gran discorso intorno ai liquori fatti in casa. Al momento di parlare della crema di limone ci siamo accorti che a nessuno veniva bene perché era sempre troppo liquido e non denso come dovrebbe essere. Ognuno portava un piccolo aiutino, una aggiustatina per risolvere il problema, fino a quando una signora che non conoscevo, si è unita al coro e ci ha spiegato che il nostro problema era solo uno, esattamente disse: il segreto della crema di limone è il bollore. Così ho preso carta e penna, ho scritto tutto il procedimento in un pezzo di carta riciclato sul momento.

Ingredienti: 1 litro di alcool 95°, 8-10 limoni non trattati, 2 Kg di zucchero, 2 litri e mezzo di latte, 4-6 bustine di vanillina.

lunedì 9 febbraio 2015

Eredità di Lilli Gruber

Eredità è una storia reale romanzata basata sulla memoria e sui ricordi familiari. Attraverso lo studio di carte, documenti, interviste e testimonianze epistolari, l’autrice ripercorre le tappe più importanti della sua famiglia, in particolare parla della sua bisnonna Rosa e della sua prozia Hella.
Si approfondiscono e si seguono le sorti di un’intera generazione del Sudtirolo, siamo nel cuore della Bassa Atesina, in un territorio compreso tra Brennero, Salorno e Termeno, la parte centrale di tutta la storia si svolge a Pinzon, in italiano Pinzano. A prima vista, leggendo la prefazione, il libro appare come una storia legata ad una famiglia benestante del Sudtirolo, però sfogliando le pagine con più attenzione ci si accorge immediatamente che la storia narrata non è circoscritta ad un piccolo paesino del nord Italia. Con i fatti vissuti dalla famiglia Tiefenthaler-Rizzolli, si possono analizzare vicende che interessano l’intera nazione, o meglio riguardano una parte della geopolitica europea, si apprendono storie a prima vista locali ma che invece riguardano un territorio più vasto.
La scrittrice, con gli occhi di Rosa, e successivamente della figlia Hella, ripercorre gli ultimi anni dell’ottocento e i primi del novecento, gli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale, si analizzano le conseguenze della dissoluzione dell’impero austroungarico fino all’istituzione del potere nazista e fascista. Non si accennano solo questioni familiari, le vicende vissute dalla famiglia Tiefenthaler-Rizzolli, indirettamente riguardano ognuno di noi perché i fatti narrati hanno mutato definitivamente i confini nazionali, la regolamentazione di questioni sociali, amministrative e politiche dimenticate da più parti perché appartenenti ad un periodo storico ormai lontano.  

domenica 25 gennaio 2015

Scaldamani all’uncinetto

Con questo post, apro una piccola finestra dedicata alla mia passione per l’uncinetto; ultimamente mi sto cimentando in piccoli esperimenti da considerare non come dei capolavori ma come degli azzardi.

Questa volta, con gli avanzi della lana, ho creato dei comodissimi scaldamani. Sono dei guanti che danno la possibilità di gestire tranquillamente qualsiasi piccolo oggetto perché sono sprovviste delle dita.

Non sono difficili, basta avere un po’ di pazienza, inoltre è più semplice realizzarli che descrivere tutti i passaggi: tra una pausa e l'altra, una prova e l'altra, ho impiegato 3 pomeriggi.

Il primo passaggio da compiere è munirsi di un metro da sarta per misurare la circonferenza del polso, le distanze tra il polso, il pollice e le altre dita. Possiamo iniziare indifferentemente sia dalla mano destra che dalla mano sinistra perché la tecnica è la stessa, i punti sono uguali, per distinguerli possiamo adornarli con dei bottoni, con delle perline o dei fiori fatti all'uncinetto .