Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

lunedì 18 agosto 2014

Gita del 15 agosto

E’ un’estate bizzarra e singolare, è impossibile organizzare con tranquillità il poco tempo libero, si esce con la canottiera e si torna a casa con l’ombrello e la giacca, ma nessuno ci toglie la voglia di uscire all’aria aperta. Il giorno di Ferragosto, invece di andare al mare, sono stata ad Aritzo (NU), un paese noto per le villeggiature montane invernali ed estive, per le castagne, le nocciole e anche per la Carapigna, un sorbetto al limone.
Gli artigiani aritzesi, come un incantesimo, trasformano la limonata in una crema ghiacciata senza l'ausilio delle macchine ma solo con il lavoro fisico delle braccia.
La Carapigna si ottiene mescolando l’acqua, lo zucchero e il limone; gli ingredienti si versano in un contenitore, chiamato Carapignera o Sorbettiera. La Carapignera, chiusa ermeticamente, si pone dentro un altro recipiente più grande (chiamato su Barrile) imbottito con il ghiaccio tagliato in grossi pezzi con su Taxante o su Spadinu, e con  il sale per abbassare la temperatura di fusione del ghiaccio. Sa Carapignera si fa girare velocemente ed energicamente con dei movimenti rotatori e semirotatori, e con lo scambio termico tra il ghiaccio, il sale e la limonata, dopo circa 20-30 minuti, si forma una granita al limone che viene sminuzzata con su Ferru de linna per ottenere un composto compatto e soffice, simile alla neve fresca: sa Carapigna.
Come avete sicuramente capito sa Carapigna difficilmente si può preparare a casa e per poterlo gustare ho passato il 15 agosto con gli aritzesi: c'era la sagra de sa Carapigna.
Nota bene sul taccuino: il ghiaccio e il sale non fanno parte degli ingredienti.

mercoledì 13 agosto 2014

Ciao Robin

L’ho saputo ieri mattina, è scomparso una stella del cinema, un brillante attore americano: Robin Williams.
Lo ricorderò come il professor John Keating, il prof che tutti avrebbero voluto avere perché, con L’attimo fuggente, ha insegnato ai suoi studenti ad essere liberi:
 
"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l'autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto". 
 
Ricorderò l’urlo del deejay della radio americana nel Vietnam: “Goooood Morning Vietnaaaaam”.
Lo ricorderò come: l’alieno Mork; Patch Adams, lo psicologo vestito da clown; l’uomo bicentenario di Isaac Asimov; il papà-tata che vuole stare vicino ai suoi figli.
Ricorderò svariati film: One hour photo, Hook Capitan Uncino, Genio ribelle, Insomnia, Flubber un professore tra le nuvole, Jumanji, La leggenda del Re Pescatore, Popeye, Risvegli, Piume di struzzo e tanti altri.

sabato 2 agosto 2014

Gruppo di lettura: 3096 giorni

Buon giorno a tutti, oggi parliamo di una lettura collettiva svolta in modo spontaneo, senza programmarla o calcolarla, priva di una meta da seguire. Prima di parlarne volevo fare una piccolissima premessa. Quando nelle librerie sfogliavo il libro e leggevo nella copertina “ora mi sento abbastanza forte per raccontare tutta la storia del mio sequestro” io rispondevo “ma io non sono ancora pronta per leggerlo” fino a quando si è formato un piccolo gruppo. La mia non è era una battuta, ma per concentrarsi nella lettura senza angosce bisogna trovare il momento giusto. Casualmente io ed altre persone abbiamo letto lo stesso libro che ci ha prestato una cara persona e piano piano tutti abbiamo aspettato il nostro turno e lo abbiamo letto tutto d’un fiato. Il libro che ci ha guidato fuori dal nostro mondo quotidiano è “3096 giorni” di Natascha Kampusch. Non è un romanzo ma la storia vera di una bambina di 10 anni, Natascha Kampusch, sequestrata per ben otto anni da un uomo gravemente malato da disturbi psichici, Wolfgang Priklopil.