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domenica 1 giugno 2014

Primo piatto: sos Culurzones de casu

E’ interessante conoscere, preparare e lavorare su casu friscu acriau perché può essere utilizzato per svariati piatti sardi, il più famoso è indubbiamente sas Savadas (conosciute anche col nome di Seadas, Sebadas, Seattas o Sevadas) ma se controlliamo qualsiasi libro di cucina sarda possiamo scoprire molte altre prelibatezze, uno diverso dall’altro a secondo del territorio o del periodo dell’anno.
Per questo motivo nel post di aprile si è discusso di casu friscu acriau e di casu ‘urriau, per dare la possibilità a chi non conosce la cucina sarda di cementarsi in questo mondo culinario pieno di imprevisti e di difficile reperibilità.
Dopo aver parlato ampiamente de sas Savadas, in quest’altro post conosceremo e prepareremo un altro piatto tipico della Barbagia di Ollolai, sos Culurzones (o Culurjones o Culurgiones) de casu, sono un primo piatto tipico del periodo di carnevale e di Pasqua, ma si possono cucinare anche in altre occasioni speciali ed importanti, è presente in tutti i menù dei matrimoni barbaricini. Fisicamente assomigliano a sas Savadas solo che sono più piccoli, non hanno il limone, non si friggono nell’olio bollente ma si cuociono nell’acqua calda.

Sono buonissimi, però c’è un piccolo intoppo: poiché l’ingrediente principale è su casu friscu de erveche acriau e ‘urriau, sono difficilissimi da preparare, pertanto prima di addentrarci in quest’avventura, per lavorare il formaggio fresco di pecora, vi invito a leggere il post del 21 aprile 2014. In questa occasione non parlerò della lavorazione del formaggio fresco acidulo anche se è fondamentale, possiamo tranquillamente cliccare il link


llustro immediatamente il procedimento.

Impastiamo la farina, semola, uova e un pizzico di sale, quando l’impasto sarà compatto lo lasciamo riposare coprendolo con un telo.
Stendiamo una sfoglia sottile, sistemiamo i quadrettini uno distante dall’altro, chiudiamo, saldiamo e tagliamo con una rotella dentata, per poi appoggiarli nel palmo della mano infarinata e, con una piccola pressione, stando attenti a non bucarli, togliamo l’aria imprigionata dentro il ripieno.
Facciamo cuocere in abbondante acqua bollente salata per circa 3 minuti (il tempo di cottura è indicativo) e, per impedire che si attacchino tra di loro, anche un po’ di olio.
Scoliamo, pochi per volta, aiutandoci con un  colino, e condiamo con il sugo e, se vi piace, anche pecorino grattugiato. Si servono ben caldi.

Ingredienti:

formaggio freschissimo di pecora acidulo non salato e non messo in salamoia,
farina,
acqua,
sale da cucina,
sugo di pomodoro a piacere,

per la sfoglia:
farina,
semola (ingrediente facoltativo),
acqua,
uova,
un pizzico di sale.










4 commenti:

  1. Anche se laboriosa , la ricetta è invitante..molto tempo fa ho assaggiato questo piatto che consiglio di provare
    simonetta del blog il mio mondo della lettura

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    1. La lavorazione è complessa, tra gli ingredienti includiamo anche ciò che non si può acquistare: la temperatura ambiente, l’esperienza e un pizzico di fortuna…. Ciao

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  2. Beh purtroppo devo dire che non è il genere di culurzones che preferisco mangiare di solito,anche se non li ritengo cattivi.
    Però con un buon formaggio nel ripieno e una dose di parmigiano grattugiato buono,diventano niente male.

    Lore

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    1. Sicuramente preferisci gli agnolotti di patata. Ci sono molti tipi di agnolotti: con ricotta, patate, con su seu e altri ancora. Io preferisco questi.

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