Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

domenica 23 febbraio 2014

Feste per David

Da parecchi anni seguo la sua musica, non mi stanca mai, ogni volta che lo ascolto noto nuovi particolari e nuove melodie. Ogni attimo è ideale per ascoltare la sua voce: se sono stanca, triste, euforica, sempre. Da quando ero adolescente seguo costantemente la musica di David Sylvian, prima con i Japan (Gentlemen take polaroids, Tin drum ecc.) e dopo da solista (Secrets Of The Beehive, Brilliant Trees, The first day, Rain tree crow e tanti altri). Ottime le sue collaborazioni: Robert Fripp e Ryuichi Sakamoto, per citarne alcuni.
Per questo motivo non dimentico il suo compleanno: è nato il 23 febbraio 1958. Ma questo non è la sola festa, nel 1984 uscì Brilliant Trees: calcolando, quest’anno si festeggiano 30 anni.

lunedì 17 febbraio 2014

Si vendono panini con Purpuza

Ultimamente mi chiedono cos’è e come si prepara sa Purpuza, forse per molte persone è una parola sconosciuta eppure noto sempre più una curiosità intorno a questo nome; è una pietanza da gustare in compagnia, appaga i palati più fini, si può servire per dissuadere i più piccoli a mangiare alimenti industriali e poco genuini, ha un profumo inconfondibile che trascina tutti, adulti e bambini, è un prelibato spuntino, se lo provi non lo dimentichi.

E’ un piatto tipico della Sardegna, diffuso principalmente in Barbagia, si prepara con la carne di maiale macinata grossolanamente con il tritacarne oppure tagliuzzata finemente col coltello, condita e marinata con sale, pepe, vino e aceto, preparata per fare le salsicce, ma invece di insaccarlo con l’intestino tenue si cuoce direttamente in padella e si gusta quando è ancora caldo. In passato preparare sa Purpuza era una tappa obbligata, non era una scelta ma una necessità, questo succedeva perché non era diffuso il budello sintetico e se mancavano le naturali (per trovarle si coinvolgeva tutto il vicinato), si finiva per cucinare questa squisita pietanza al poste delle salsicce. Io personalmente uso la ricetta delle salsicce di mia madre. 

domenica 2 febbraio 2014

Lettura monsonica: la grande pioggia

Negli anni sessanta regalarono a mia madre un libro usato pubblicato in Italia il 20 marzo 1942, editore A. Mondadori, 7°edizione (la 1°edizione è del febbraio 1940), costo dell’opera L. 34. Non possiamo considerare questo romanzo un libro antico ma, controllando negli scafali delle librerie, ho notato che è introvabile, almeno così sembra, inoltre molte biblioteche ne sono sprovviste.
Il libro di cui sto parlando è “La grande pioggia, romanzo dell’India moderna” (titolo dell’opera originale The rains came) di Louis Bromfield. Se lo esaminiamo attentamente si notano i segni del tempo, le pagine sono ingiallite, con molte macchie nella carta, la copertina è rotta verso l’interno e ai lati è consumato.

Sfogliando le primissime pagine suscita curiosità la pubblicità di altri romanzi pubblicati dalla stessa collana; mi stuzzica leggere i prezzi, ne cito alcuni: Via col vento di Margaret Mithchell, 14° edizione, L. 40; Schiavo d’amore di Maugham W. S., 4° edizione, L. 32; Romanzi e novelle-volume 1° di Grazia Deledda, 5° edizione, L. 50.
Si legge: unica traduzione autorizzata di Giorgio Monicelli.
Singolare la dedica: “A tutti i miei amici indiani: principi, insegnanti, uomini politici, cacciatori, barcaioli, spazzini, e a G. H., senza il quale non avrei mai conosciuto le meraviglie e le bellezze dell’India, né compreso il sogno indiano